Avverbi di luogo – Juan Vicente Piqueras

Juan Vicente Piqueras

 

Qui è dove io sono. Ovunque io sia
sono sempre qui dove mi vedi.
Questa casa, questi volti, queste cose
stancano, perché qui stanca.
Qui fa venire sete di andarsene, sete di lì.
Ma lì è il luogo dove non potrò mai essere,
dove io sono impossibile. Ovunque io vada,
il là dove arriverò diventerà qui
e starò già aspettando me stesso
con un mazzo di rose uguali in mano.

Là è il tuo qui.
Là sembra un grido perché è dove ti fa male.
Io voglio stare là, dove sei tu,
tu qui o, meglio, tutti e due lì, remoti, insieme
perché ciò che è vivo è ciò che è insieme.
Là c’è l’amore che non c’è qui.
Quelle cose toccate dalle tue mani,
quello che pensi, dici, taci, sogni,
quei luoghi dove sei senza di me,
quello desidero, di quello ho bisogno.
E l’essere tu là, il tuo alito interposto.

Laggiù è la salvezza, il miraggio
nato dalla sete di essere qui.
Laggiù sì che saremmo felici,
dove il tuo qui e il mio là sarebbero insieme,
avrebbero un lieto fine che non esiste.
Laggiù è la pioggia quella
che cade su questa landa assetata.
Laggiù è il paese di bengodi, l’El Dorado. Non ci sono parole
che possano dare l’idea di quel posto.

Le parole sono queste, mai quelle.

Io sono qui e tu là e laggiù noi quando.
Questo è pietra. Codesto è seta. Quello è mare.

Qui, focolare impossibile, intima assenza,
odiato domicilio, carcere dell’ogni giorno.

Là, calore del tu, la tua vita mia,
tesoro della tua isola, aria d’amore.

Lì, dove non siamo, piove sulla vita
che mai sarà nostra e ci attende.

Juan Vicente Piqueras 

(Traduzione di Roberta Buffi)

da “Ritorno”, in “Avverbi di luogo”, LietoColle, 2019

∗∗∗

Adverbios de lugar

Aquí es donde estoy yo. Esté donde esté
yo siempre estoy aquí donde me ves.
Esta casa, estas caras, estas cosas
cansan, porque aquí cansa.
Aquí hace sed de irse, sed de allí.
Pero allí es el lugar donde jamás podré estar,
donde yo soy imposible. Vaya adonde vaya,
allá donde yo llegue será aquí
y estaré ya esperándome a mí mismo
con un ramo de rosas iguales en la mano.

Ahí es tu aquí.
Ahí parece un grifo poique es donde tu duele.
Yo quiero estar ahí, donde estás tú,
tú aquí o, mejor, los dos allí, remotos, juntos
porque lo vivo es lo junto.
Ahí hay el amor que tío hay aquí.
Esas cosas tocadas por tus manos,
eso que piensas, dices, callas, sueñas,
esos lugares donde estás sin mí,
eso deseo, eso necesito.
Y ser ni ahí, tu aliento intercalado.

Allí es la salvación, el espejismo
nacido de la sal de estar aquí.
Allí sí que seríamos felices,
donde tu aquí y mi ahí estarían juntos,
cometían perdices que no existen.
Allí es la lluvia aquella
que cae sobre este páramo sediento.
Allí es Jauja, el Dorado. No hay palabras
que puedan dar idea de aquel sitio.

Las palabras son éstas, nunca aquéllas.

Yo estoy aquí y tú ahí y allá nosotros cuándo.
Esto es piedra. Eso es seda. Aquello es mar.

Aquí, hogar imposible, íntima ausencia,
odiado domicilio, cárcel del cada día.

Ahí,calor del tú, tu vida mía,
tesoro de tu isla, aire de amor.

Allí, donde no estamos, llueve sobre la vida
que nunca sera nuestra y nos aguarda.

Juan Vicente Piqueras 

da “Vuelta”, in “Adverbios de lugar”, Visor Libros, 2003

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