Un giorno d’estate – John Williams

Eddie Kuligowski, Couple, 1978

 

Dove eravamo stesi
sotto il pino
in quel giorno d’estate
a seguire il profilo
della vetta di un monte
sottile e scuro
ai nostri occhi stupiti,
ora ritorno;
ma più non trovo un segno
che sappia dirmi dove
pestammo con i corpi
quest’erba.

Altri verranno, forse
dove ci sdraiammo
e toccheranno insieme
i loro corpi quando
sopra di loro, vasti
e derelitti, i cieli
in vortice cadranno.
Ma adesso il vento
s’alza, e svelto
il gelo dell’autunno
qui m’inchioda.

Altri potranno,
ma non noi
tornare a visitare
questo luogo,
anche se ancora resto
al termine dell’anno
a immaginarci qui
in quel giorno d’estate.
Non un istante di tregua
per il nostro ritorno;
dal profondo del tempo,
ci guadagniamo le nostre perdite
con l’amore che abbiamo meritato.

John Williams

(Traduzione di Stefano Tummolini)

da “John Williams, Stoner e La necessaria menzogna (Poesie)”, Mondadori, 2020

∗∗∗

A Summer Day

Where we quietly lay
Beneath the pine
On that summer day
And traced the line
Of a mountain’s rise
Thin and dark
In our amazed eyes,
I have come back;
But see no mark
That shows me where
Our bodies crushed
The grasses there.

Others may come
Where we have been
And touch together
Their bodies when
Above them, vast,
The lorn heavens
Reel and descend.
But now the wind
Comes up, and fast
The autumn weather
Chills me where I stand.

Others may,
Yet we cannot
Come again
To this same spot,
Though I stand here
In the falling year
And think of us
On that summer day.
No moment pauses
For our return;
Held deep in time,
We gain our losses
By the love we earn.

John Williams

da “John Williams, Necessary Lie”, Verb Publications, Denver, 1965

Una forgia e una falce – Raymond Carver

Edward Hopper, Eleven A.M., 1926

 

Un minuto fa avevo le finestre aperte
e c’era il sole. Tiepide brezze
attraversavano la stanza.
(L’ho scritto anche in una lettera.)
Poi, sotto i miei occhi, si è fatto buio.
Il mare ha cominciato a incresparsi
e le barche da diporto che erano a pesca
hanno virato e sono rientrate, una flottiglia.
Il tintinnabolo sotto al portico è caduto
di colpo sotto una raffica, le cime degli alberi
tremavano. Il tubo della stufa cigolava e sbatteva
trattenuto dai tiranti.
Ho detto: «Una forgia e una falce».
Certe volte parlo da solo, così.
Nomino certe cose:
argano, gomma limo, foglia, fornace.
Il tuo volto, la tua bocca, le tue spalle
ora sono per me inconcepibili!
Che fine hanno fatto? È come se
li avessi sognati. I sassi che abbiamo portato
a casa dalla spiaggia se ne stanno lì
sul davanzale a raffreddarsi.
Torna a casa. Mi senti?
I miei polmoni sono pieni del fumo
della tua assenza.

Raymond Carver

(Traduzione di Riccardo Duranti)

da “Racconti in forma di poesia”, Ed. Minimum Fax, 1999

∗∗∗

A forge, and a scythe

One minute I had the windows open
and the sun was out. Warm breezes
blew through the room.
(I remarked on this in a letter.)
Then, while I watched, it grew dark.
The water began whitecapping.
All the sport-fishing boats turned
and headed in, a little fleet.
Those wind-chimes on the porch
blew down. The tops of our trees shook.
The stove pipe squeaked and rattled
around in its moorings.
I said, “A forge, and a scythe.”
I talk to myself like this.
Saying the names of things —
capstan, hawser, loam, leaf, furnace.
Your face, your mouth, your shoulder
inconceivable to me now!
Where did they go? It’s like
I dreamed them.  The stones we brought
home from the beach lie face up
on the windowsill, cooling.
Come home. Do you hear?
My lungs are thick with the smoke
of your absence.  

Raymond Carver

da “All Of Us: The Collected Poems”, New York: Alfred A.Knopf, 1998

«Questa piccola rosa nessuno la conosce» – Emily Dickinson

Foto di Rimel Neffati

35

Questa piccola rosa nessuno la conosce.
Potrebbe essere una pellegrina
se non l’avessi tolta ai suoi sentieri
e serbata per te.
Solo un’ape a cercarla patirà,
soltanto una farfalla,
di lontano affrettatasi
per giacere sul suo seno −
solo un uccello se ne stupirà −
solo una brezza esalerà un sospiro −
Oh rosellina − quanto è facile
per le creature come te morire!

Emily Dickinson

c.1858

(Traduzione di Silvio Raffo)

da “Tutte le poesie”, “I Meridiani” Mondadori, 1997

∗∗∗

35

Nobody knows this little Rose −
It might a pilgrim be
Did I not take it from the ways
And lift it up to thee.
Only a Bee will miss it −
Only a Butterfly,
Hastening from far journey −
On it’s breast to lie −
Only a Bird will wonder −
Only a Breeze will sigh −
Ah Little Rose − how easy
For such as thee to die!

Emily Dickinson

da “Poems”, a cura di Mabel Loomis Todd e Thomas W. Higginson, Boston, Robert Brothers, 1890

Per Tess – Raymond Carver

Bonnie Schiffman, Tess Gallagher and Raymond Carver

 

Giù nello Stretto le onde schiumano
come dicono qui. Il mare è mosso e meno male
che non sono uscito. Sono contento d’aver pescato
tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti
e indietro un Daradevil rosso. Non ho preso niente.
Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello!
Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito
per un po’ da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.
A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere
di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda
e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l’acqua
e il vento che fischiava sulla cima degli alberi. Lo stesso vento
che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.
Per un po’ mi son lasciato immaginare che ero morto
e mi stava bene anche quello, almeno per un paio
di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: Morto.
Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi,
dopo essermi immaginato come sarebbe stato
se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te.
Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito
e son ritornato a esser contento.
È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.

Raymond Carver

(Traduzione di Riccardo Duranti)

da “Racconti in forma di poesia”, Ed. Minimum Fax, 1999

∗∗∗

For Tess

Out on the Strait the water is whitecapping,
as they say here. It’s rough, and I’m glad
I’m not out. Glad I fished all day
on Morse Creek, casting a red Daredevil back
and forth. I didn’t catch anything. No bites
even, not one. But it was okay. It was fine!
I carried your dad’s pocketknife and was followed
for a while by a dog its owner called Dixie.
At times I felt so happy I had to quit
fishing. Once I lay on the bank with my eyes closed,
listening to the sound the water made,
and to the wind in the tops of the trees. The same wind
that blows out on the Strait, but a different wind, too.
For a while I even let myself imagine I had died –
and that was all right, at least for a couple
of minutes, until it really sank in: Dead.
As I was lying there with my eyes closed,
just after I’d imagined what it might be like
if in fact I never got up again, I thought of you.
I opened my eyes then and got right up
and went back to being happy again.
I’m grateful to you, you see. I wanted to tell you.

Raymond Carver

da “All Of Us: The Collected Poems”, New York: Alfred A.Knopf, 1998

«Si ricorda di te l’umida terra» – Edna St. Vincent Millay

Foto di Arianna Marchesani

 

Si ricorda di te l’umida terra
di primavera, con tutti i suoi fiori,
le strade polverose, i cardi, e il lento
crescere della tonda luna, e tutte
le gole che cantarono d’estate,
le ali in partenza, i nidi, i rami spogli,
i venti che soffiarono a ogni tempo
e le tempeste di quattro stagioni.
Tu non vai piú  col tuo passo di gloria
sui sentieri dell’alba e della bruma,
non vegli al vento, non ascolti il palpito
d’invisibili ali alte nell’aria.
Qualcosa in piú che giovane e gentile
eri tu: l’anno intero ti ricorda.

Edna St. Vincent Millay

(Traduzione di Silvio Raffo)

da “Sonetti”, in “L’amore non è cieco”, Crocetti Editore, 1991

∗∗∗

«Mindful of you the sodden earth in spring»

Mindful of you the sodden earth in spring,
And all the flowers that in the springtime grow;
And dusty roads, and thistles, and the slow
Rising of the round moon; all throats that sing
The summer through, and each departing wing,
And all the nests that the bared branches show;
And all winds that in any weather blow,
And all the storms that the four seasons bring.
You go no more on your exultant feet
Up paths that only mist and morning knew;
Or watch the wind, or listen to the beat
Of a bird’s wings too high in air to view,—
But you were something more than young and sweet
And fair,—and the long year remembers you.

Edna St. Vincent Millay

da “Renascence and other poems”, Harper & Brothers, 1917