Lauretta – Milo De Angelis

Foto di Nastya Kaletkina

 

Allora scesi dall’autobus 94 e mi trovai nel cortile, passai
tra le lettighe e le ambulanze, raggiunsi l’ingresso,
entrai nel corridoio dove si aggirano donne
con l’anello spezzato, mute, si aggirano nel dominio
dell’attimo presente, sono qui, sono eternamente qui,
e sorridono con il fazzoletto sporco di trucco.
L’ho riconosciuta, dopo sessant’anni, dall’essenza.
L’ho riconosciuta dal silenzio che la invadeva da bambina,
quando restava acquattata dietro al pozzo o quando taceva
per tutta la cena, oppure entrava di sera
nel grande pioppeto, faceva perdere le tracce.
L’ho chiamata con il nome di allora. “Non sei cambiata
di un millimetro, Lauretta.” “Lo so, lo so, non si cambia
in questa vita.” “Quando uscirai da qui, quando
verrai a trovarmi?” “Non uscirò, amico mio.
Da piccola mi smarrivo per gioco, ma poi…
non so come… forse un incantesimo di lucciole…
poi mi sono smarrita per sempre.”

Milo De Angelis

da “Dialoghi con le ore contate”, in “Linea intera, linea spezzata”, “Lo Specchio” Mondadori, 2021

Una semplice nebbia… – Franco Fortini

Foto di Michael Kenna

 

Una semplice nebbia si è chiusa
su alberi e torri e si altera l’ora
in un poco di bruno e rosa
che la sfera del sole fora.

Giovani ansie, pietà per voi
che ai sassi dei giardini la mattina
vi umiliate. Pietà per il filo di gioia
che non basta. Per la nota che vi affina.

Egli vorrebbe d’impeto volare
nel passo del pensieroso, nella gola della vergine,
nella disperazione che a tutto acconsentì.
Ma distingue invece le foglie chiare

già placcate in pozze e lastre.

Franco Fortini

da “Composita solvantur”, Einaudi, Torino, 1994

«Lo so. L’ho vista» – Marcello Comitini

Edward Hopper, Automat, 1927

 

Lo so. L’ho vista
altre volte seduta a quel tavolo lontano
nell’ora deserta di questo bar.
Beve il suo caffè con le braccia poggiate sulla distesa
rotonda del ripiano di marmo. Il viso rivolto
alla sedia vuota dall’altra parte del tavolo.
Il cameriere dietro il bancone
lungo e dritto come una lama
si guarda le mani doloranti rose dall’acqua.
Non le parla, non la vede neppure.
Lei non attende più nessuno, lo so.
Una voce sussurra ragazza dal fondo del cuore
e in un lampo gli anni di verde e di turchese.
Chiusa nei suoi pensieri sente
le radici del suo silenzio crescere nel ricordo
di coloro che l’amavano alla follia.
Fra pochi istanti si alzerà scomparendo
oltre i vetri del bar.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

∗∗∗

Testo in tedesco tradotto dalla poetessa STEFANIE GOLISCH

Ich weiß. Ich habe sie schon öfter
an diesem Tisch sitzen sehen,
in der einsamen Stunde dieses Cafés.
Sie trinkt ihren Kaffee und stützt dabei die Arme
auf die runde Marmorplatte des Tisches. Den Blick
auf den leeren Stuhl gegenüber gerichtet.
Der Kellner hinter der Theke,
lang und aufrecht wie eine Klinge,
betrachtet seine schmerzenden Hände, Wasserrosen.
Weder spricht er mit ihr, noch nimmt er sie überhaupt wahr.
Sie wartet auf niemanden mehr, ich weiß.
Eine Stimme flüstert aus tiefster Tiefe Mädchen,
und plötzlich blitzen Jahre aus Grün und Türkis auf.
Verschlossen in ihre Gedanken spürt sie
die Wurzeln ihrer Stille in den Erinnerungen an all
jene, die sie über die Maßen geliebt hatten.
Im nächsten Augenblick wird sie aufstehen
und hinter den Fensterscheiben des Cafés verschwinden.


La poetessa Stefanie Golisch, già conosciuta e pubblicata sulle pagine di questo blog con alcune delle sue poesie, mi ha onorato della traduzione di quattro poesie tratte dalla mia raccolta “Donne sole”. Le poesie sono state scelte, come afferma la poetessa nel documento che mi ha donato, “assemblando quattro poesie: le prime tre sono i pensieri delle donne, la quarta parla della donna vista da fuori”. Le poesie non hanno titolo (tranne alcune) per far prendere coscienza alla lettrice/al lettore che ogni poesia va letta come espressione di un’unica donna in cui convergono le diverse esperienze femminili.
Marcello Comitini

Secondi, 68 – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

68

Forse ci difenderà ancora
il canto di un uccello,
una stella che ci mostra la sua predilezione,
la linea azzurra dei monti nel tramonto d’oro
e la parola che matura nel silenzio più profondo.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Secondi”, 1988-1989, in “Molto tardi nella notte”, Crocetti Editore, 2020

Titolo dell’opera originale: Άργά, πολύ άργά μέσα στή νύϰτα

Le formule del tuo inchiostro – Moka 

Portrait of Mary Pickford by Hartsook Photo, S.F. – L.A, 1918

 

Dimmi le formule che nascondi
nel tuo inchiostro, strega,
voglio scattarti una fotografia
che raccolga la tua vera essenza,
che ti catturi quando sei assente,
avvolta dalla tua poesia.
Non portarmi nei luoghi
dove sei stata felice con altri,
aiutami a rimanere sempre dentro
la tua testa,
aiutami a riempire il vuoto nella pancia
che implode quando ti abbraccio.
Tu mi hai salvato:
quanti segreti coprono le tue piccole spalle.

Moka

da “Difettosa”, silloge poetica – fotografica, Editore: Youcanprint, 2017

Moka, Difettosa, Editore: Youcanprint, 2017 – AMAZON
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Moka, Difettosa, Editore: Youcanprint, 2017 – MONDADORI STORE