Altra arte poetica – Franco Fortini

 

Esiste, nella poesia, una possibilità
che, se una volta ha ferito
chi la scrive o la legge, non darà
più requie, come un motivo
semi modulato semi tradito
può tormentare una memoria. E io che scrivo
so ch’è un senso diverso
che può darsi all’identico
so che qui ferma dentro il verso resta
la parola che senti o leggi
e insieme vola via
dove tu non sei più, dove neppure
pensi di poter giungere, e cominciano
altre montagne, invece, pianure ansiose, fiumi
come hai visti viaggiando dagli aerei tremanti.
Città impetuose qui, sotto le immobili
parole scritte tue.

Franco Fortini

1957

da “Poesia ed errore”, Feltrinelli, Milano, 1959 

Arte poetica – Franco Fortini

Toni Schneiders, Self Portrait, 1952

 

Tu occhi di carta tu labbra di creta
tu dalla prima saliva malfatto
anima di strazio e ridicolo
di allori finti e gesti

tu di allarmi e rossori
tu di debole cervello
ladro di parole cieche
uomo da dimenticare

dichiara che il canto vero
è oltre il tuo sonno fondo
e i vertici bianchi del mondo
per altre pupille avvenire.

Scrivi che i veri uomini amici
parlano oltre i tuoi giorni che presto
saranno disfatti. E già li attendi. E questo
solo ancora è il tuo onore.

E voi parole mio odio e ribrezzo,
se non vi so liberare
tra le mie mani ancora
non vi spezzate.

Franco Fortini

1948-50

da “Poesia ed errore”, Feltrinelli, Milano, 1959 

La gioia avvenire – Franco Fortini

Marina Ballo Charmet, Senza titolo (dalla serie Con la coda dell’occhio), 1993-94

 

Potrebbe essere un fiume grandissimo
Una cavalcata di scalpiti un tumulto un furore
Una rabbia strappata uno stelo sbranato
Un urlo altissimo

Ma anche una minuscola erba per i ritorni
Il crollo d’una pigna bruciata nella fiamma
Una mano che sfiora al passaggio
O l’indecisione fissando senza vedere

Qualcosa comunque che non possiamo perdere
Anche se ogni altra cosa è perduta
E che perpetuamente celebreremo
Perché ogni cosa nasce da quella soltanto

Ma prima di giungervi
Prima la miseria profonda come la lebbra
E le maledizioni imbrogliate e la vera morte
Tu che credi dimenticare vanitoso
O mascherato di rivoluzione
La scuola della gioia è piena di pianto e sangue
Ma anche di eternità
E dalle bocche sparite dei santi
Come le siepi del marzo brillano le verità.

Franco Fortini

da “Foglio di via e altri versi”, Einaudi, Torino, 1967

Se volessi un’altra volta… – Franco Fortini

 

Se volessi un’altra volta queste minime parole
sulla carta allineare (sulla carta che non duole)
            il dolore che le ossa già comportano
si farebbe troppo acuto, troppo simile all’acuto
degli uccelli che al mattino tutto chiuso, tutto muto
            sull’altissima magnolia si contendono.
Ecco scrivo, cari piccoli. Non ho tendine né osso
che non dica in nota acuta: «Più non posso».
           Grande fosforo imperiale, fanne cenere.

Franco Fortini

da “Composita solvantur”, Einaudi, Torino, 1994

La rosa sepolta – Franco Fortini

Robert Mapplethorpe, Untitled, 1986

 

Dove ricercheremo noi le corone di fiori
    Le musiche dei violini e le fiaccole delle sere

Dove saranno gli ori delle pupille

    Le tenebre, le voci – quando traverso il pianto

Discenderanno i cavalieri di grigi mantelli
    Sui prati senza colore, accennando. E di noi

Dietro quel trotto senza suono per le valli

    D’esilio irrevocabili, seguiranno le immagini.

Ma il più distrutto destino è libertà.

    Odora eterna la rosa sepolta.

Dove splendeva la nostra fedele letizia

    Altri ritroverà le corone di fiori.

Franco Fortini

1944

da “Foglio di via e altri versi”, Einaudi, Torino, 1946