da «Ogni giorno, dal cielo alla notte» – Pierluigi Cappello

Foto di Maria Cecilia Camozzi

Cassacco, anno zero

Ci sono dei libri che prendono forma dalle circostanze. Caso, necessità, sfinimento, pigrizia o destino, sono alcune delle forze che ne sollevano i rilievi, scavano profonde valli, dispongono in alto le creste e in basso le foci, i profili delle coste. Però, non posso dire che sto scrivendo delle pagine per caso, così come non posso dire che le sto scrivendo per destino. Niente caso né destino, quindi, e nemmeno pigrizia: anche se nel sottosuolo se ne avvertono le fusa, è un modo faticoso per ravvivare i tempi lunghi del letto. Ma posso scrivere una cosa, sì: c’è come un’intercapedine di luce a separare la cinciallegra che ho appena visto spiccarsi dal ramo all’aria composta di questo giorno e la parola fresca di grafite che scrivo adesso: cinciallegra. Quell’intercapedine, forse, quell’inoltrarsi pieno di mistero tra le parole e le cose che sottolinea con ogni evidenza la nostra separatezza dal mondo, ma accende i nostri desideri, è il motore per il quale queste pagine si stanno riempiendo. Un polo magnetico come il buco di una serratura, cui si accosta l’occhio con curiosità e tremore, logorati nella tensione. Sì. Sto scrivendo per sfinimento.

[…]

Pierluigi Cappello

da “Ogni giorno, dal cielo alla notte”, in “Un prato in pendio”, Rizzoli, 2018

«Rollo una cicca» – Thomas Amadei

Foto di Imma Varandela

 

Rollo una cicca
come ogni sera
quando arriva la notte.

Rollo una cicca,
accendo un filo di quiete, ma
non aiuta a cancellare
il silenzio serpente
arrampicato sulle spalle.

Uno spettro di paura
spento e aggrovigliato,
divora interi oceani di occhi e
non so dove girare queste mani.

Rollo una cicca
in un cielo parallelo, guardando la costellazione delle tue labbra.

Non si addormenta
un sognatore, che
non smette di ribellarsi.

Thomas Amadei

16/03/21

Il parco: un luogo della mente dove – Diego Baldassarre

André Kertész, Children and Shadows in Park, 1951

 

Il parco: un luogo della mente dove
giocano i bambini oziano i ragazzi
fumando discorsi che non ricordo

Crocevia di amori liceali
negli appuntamenti del pomeriggio
Ricordare te sulla stessa ghiaia
mentre disegno il passo con fatica

L’immancabile ritardo femminile:
colmare l’ansia col gesto studiato
di schiudere con le labbra il pacchetto

È l’attimo di un pensiero alla tempia
senza il rimorso di un presente estinto
Attendo il suono della campanella:
un altro amore con cui andare al parco

Diego Baldassarre

da “Memorie di un tabagista”, Il Babi Editore, 2021

MEMORIE DI UN TABAGISTA, Il Babi Editore, 2021

«È l’aria d’una estate appena iniziata» – Marcello Comitini

Francesca Woodman, Untitled, New York, 1979

 

È l’aria d’una estate appena iniziata
nell’ora che l’alba tinge di rosa
ai piedi di acacie si lasciano sfiorire
teneri piumini sul grigio dell’asfalto.
Addossata a un muro farnetico
il viso stravolto di vino e di droga.
Dal buio della mente sbavano ricordi.
Brancolo, mormoro con voce smorta
“Amore dell’oltraggio”
e sfibro in un canto tenero e insensato
il candore di donna sospesa a un amore.
In gola mi è rimasto il pianto
che aggriccia e mescola
l’impasto fiammante delle labbra.
A occhi chini e il capo che ondeggia
sul petto nudo sussurro: “Amore,
con tutta la tua tenerezza
torci il mio cuore, mi strappi un sorriso
inietti nelle mie vene il veleno dei sogni
e nella carne i segni
del tuo possesso straziante.
Qui, nell’abbaglio del giorno appena nato
contro questo muro aspro
che graffia la schiena
come nella notte che mi hai annientato l’anima
con i tuoi baci e le tue crudeltà
ti piango trafitta dalla luce del sole
e con tutto il mio amore ti maledico.”
Mi stacco dal muro barcollo
cingo con le braccia il tronco candido
lo tingo di rosso con i miei baci
e il sangue che cola tra le mie gambe.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

I colori cambiano le forme – Moka

Foto di Moka

 

Nella salita mi perdo
tra betulle bianche come la neve
e nere come la voce del vulcano,
tra la potenza ricorrente
dell’onice lucente
e i boati
ch’annullano le distanze
Scivolo col pensiero
per i pendii coriacei,
rotolo tra le forme insolite
rimescolando la vita cedo
all’azzurra forza dello sguardo:
torno al mare che raschia le rocce
nei suoi fondali più sfrontati.

Moka

da “Buchi temporali”, Silloge poetica fotografica, Youcanprint, 2020

Buchi temporali – IBS
Buchi temporali – la FELTRINELLI
Buchi temporali – Youcanprint