Diario – Vincenzo Cardarelli

Johan Van Der Keuken, Georgette, from series Achter Glas, 1956

 

È la vita che duole, il passato,
non te che amai bambina
e che ritrovo donna,
pure se quel che adesso
torno a provare è amore
e forse gelosia.
Ma non so s’io desideri
di rivederti o no. Tu non sei nulla
ormai per me, neppure un bel ricordo.
Nulla in te mi lusinga,
fuor che l’averti amata
e cenere sentirti
del mio passato.

Furente l’estate
aspetta il refrigerio
del temporale
ed io il pianto che sciolga
la mia angoscia in dolcezza.
Ma l’afa incombe ed il dolore preme:
di niun sollievo ho speranza.
E penso che sovente
agli affanni dell’uomo
la nemica stagione si congiunge.
E ch’io morirò
in uno di questi tempi.
D’un tratto sarò giunto
a un giorno, a un breve giorno,
che non potrò sorpassare.

Vincenzo Cardarelli

da “Vincenzo Cardarelli, Opere”, “I Meridiani” Mondadori, 1981

«Se volessi potrei essere un inizio di frase» – Giovanna Rosadini

Giovanna Rosadini, foto di Dino Ignani

qualcosa in noi respira
soltanto nel trasloco:
gioia per ogni terra cancellata.
Franca Mancinelli

 

Se volessi potrei essere un inizio di frase,
indizio che fa posare il tralcio ormai reciso
per cercare nel solco il germoglio nuovo
affacciato sulla zolla, sapienza implicita che trova
da sola orientamento, farsi strada dall’oscuro
fino all’alito di luce e all’aria che ravviva
l’impura dolcezza che si espone…
La forma che abitiamo ora non ha nome.

Giovanna Rosadini

da “Fioriture capovolte”, “Collezione di poesia” Einaudi, 2018

Se in una notte la tua ombra… – Marcello Comitini

Foto di René Groebli

 

Se in una notte la tua ombra mi tornasse accanto
come l’ala bianca di un gabbiano
che porta in sé il mistero di spiagge sconosciute
tu saresti vivo
con gli occhi accesi dalla voglia di scrutare
oltre i segni visibili dell’anima.
Mi guarderesti con la stessa aria torbida di sfida
scenderesti sul mio cuore con gli artigli di un rapace,
sino a ferirmi con la lama gelida
delle tue parole che anno dopo anno
hanno devastato la mia storia.
Ti chiederei se per te la vita è ancora
quel cunicolo cieco
dove chiudere gli occhi ed ascoltare i gridi
che giungono dall’abisso insondabile dei ricordi;
se nascondi ancora dietro le tue risate
chiuse nel gorgogliare della gola
una vita di fatica e di dolore
come un’immensa piaga
da cui sgorgavano la rabbia e la paura
d’essere preclusa a ogni via di fuga.
Si è spezzato quel filo
che guidava la tua vita
negli oscuri labirinti della nostra storia.
Ora torneresti a torturare le mie notti
con le immagini illusorie del tuo amore inesistente.

Anche solo a ricordarti…

Riaverti accanto sarebbe peggio del morire.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

Esistere psichicamente – Andrea Zanzotto

Foto di Brett Weston

 

Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
– soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli –
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d’inferno degli atomi e il conato
torbido d’alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.

 Andrea Zanzotto

 da “Vocativo”, “Lo Specchio” Mondadori, 1957

Dove corre l’infinito – Moka

Foto di Moka

 

Da piccola pregavo
di non crescere
perché non volevo la morte
di chi mi ha insegnato la vita,
ma le cime hanno tagliato
chirurgicamente il blu
e il rumore della mattina,
che si muove con l’alba,
morbido attinge agli odori
come sospesi,
lì, m’attende il risveglio:
così la fanciullezza è già passato.
La durezza, la meraviglia
e il sogno sono i primi impulsi,
se ci sei anche tu.
Parole e nuvole,
Volubili e inafferrabili,
Eccole!
Sento le amare tristezze
che mi strappano la gioia,
là dove corre l’infinito,
dove le persone sono trasfigurate.
Il tempo non ha giocato a mio favore,
come la moglie del marinaio è triste
nella solitudine che il mare le restituisce,
a me è stata innestata un’idea:
la Poesia è un mondo
un modo d’essere
la porto sempre con me in uno zaino,
in un angolo di casa,
tra le nubi nere che attendono
d’esser baleno.

Moka

da “Un tempo assente”, Le Mezzelane Casa Editrice, 2019

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Un tempo assente – Le Mezzelane Casa Editrice