Ho sceso, dandoti il braccio… – Eugenio Montale

Edward Hopper, Stairway at 48 rue de Lille, Paris 1906

 

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

da “Satura”, “Lo Specchio” Mondadori, 1971

«Ancora ti cerco» – Giorgio Peddio

Foto di Anka Zhuravleva

 

Ancora ti cerco
nei tramonti dorati
o nel giaciglio dell’alba
prima che il sole
accenda i suoi raggi di luce
e il giorno respiri
La tua danza è
il moto rotatorio della terra
Tienimi la mano amore
non m’impaurisce la gioia
sei la dolcezza della luna
bianco cigno nel fiume
chiarore di neve
prima dei passi
Oggi per noi l’usignolo
porta nel becco un fiore d’oro
Si riempiono
di bianche stelle gli aranci
sono i sogni delle spose
fioriti sui rami
Ho visitato luoghi di tristezza
tra nuvole nere di pioggia
ho ascoltato ancora una volta
la profonda musica del mondo
mi sono sentito
come una lacrima
sulla guancia del tempo
Oggi per noi l’usignolo porta nel becco
un giglio coperto di brina
Aprimi il tuo petto
amore
mi voglio scaldare.

g.p.

poesie/2013

Colle Oppio – Maria Luisa Spaziani

Edward Steichen, Heavy roses, 1914

 

È una rosa disfatta, stanotte, il Colosseo
e la vita si disfa con lui sotto la luna.

Io cerco il verso unico, lo stelo, il sortilegio
che ogni franta immagine ricostruisce in una.

Dammi il tuo crisma, baciami, cuore della parola,
amami come solo tu m’hai saputo amare.

Abito un regno impervio che ha un nome di ragazzo,
né c’è altro ponte al mondo che qui possa approdare.

Maria Luisa Spaziani

da “Utilità della memoria”, “Lo Specchio” Mondadori, 1966

«Torno alla mia anima come il miele» – Marcello Comitini

Foto tratta da La Jetée, di Chris Marker, 1962

 

Torno alla mia anima come il miele
che scivola in esili gocce d’oro
dal calice minimo del gelsomino.
Torno al mio cuore di ape che gira invano
con le ali appesantite dagli anni.
Ancora m’inebria il suo profumo
lo sento tra le dita
anche nelle notti di pioggia
trasportato dal vento della memoria.
Lo stringo come si stringe il fumo o la nebbia.
Rimane il cerchio del sasso
che affonda nell’acqua
e il vuoto dell’ultima foglia staccata dal ramo.

Tutto di lui miracolosamente ricordo.
Tutto in me miracolosamente ritorna.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

«Forse in ogni bambino c’è l’infanzia» – Daniele Piccini

Sergio Larrain, Italia, Sicilia, 1959

 

Forse in ogni bambino c’è l’infanzia
remota e irremissibile del mondo
che avanza, si trasmuta in altra danza
senza svanire la luna nel pozzo.
E persa quella lampada di biacca
sopra il celeste che si fa distante,
andiamo a descrizioni e imitazioni
dietro il fulgore della spiga in erba.
Inseguiamo, totalmente all’oscuro
del monito dell’infanzia, la seta
di una tremenda incantagione estiva,
mentre il succo svaniva, mentre il verde
della cima ripassava di mano,
rinvenendo in altri occhi lo stupore.

Daniele Piccini

da “Inizio fine”, Crocetti Editore, 2021