«Sole di luglio» – Giorgio Peddio

Foto di Raoul Hausmann

 

Sole di luglio
oro puro
dell’estate
inondami di luce,
troppo a lungo
il mio cuore
è rimasto
tra gli ippocastani
a coprirsi d’ombre
e foglie scure.

Ora l’anima mia
delicata
si posa
come una farfalla 
su un fiore
e di nuova dolcezza
si nutre.

Per noi 
è fiorita stanotte
la costellazione
del Giglio,
per noi
ha cantato
la luna.

Il vento marino
ha portato i profumi
delle città 
posate sull’acqua,
i versi 
dolci e sensuali
della Boqala
nei canti 
delle donne 
algerine.

Il vento marino
ha portato te
Rosa rara 
del mattino.

Labbra 
di fresca 
rugiada.

È
una carezza
di nuvole chiare
l’aurora
una Luce 
diversa
illumina il mondo
quando si sa
di poter amare
ancora.

Giorgio Peddio

poesie 2014

«Avevi il profumo» – Giorgio Peddio

Josef Sudek, Untitled, n.d.

 

Avevi il profumo
che hanno solo 
i giardini in estate,
freschi 
d’acqua pura
e delicata menta.

Le tue parole
incendiavano la notte,
la tua pelle,
i miei sensi.

Ricordi 
ti chiamavo l’accigliata 
Tenero amore
dagli occhi inquieti,
nella nostra piccola casa
di bianchi fiori nei vasi
e di tramonti dorati.

Nelle notti afose
ti alzavi dal letto
tutta nuda
per aprire i vetri
e far entrare le stelle,
fresche stelle
d’antica luce,
poi tornavi 
tra le mie braccia
e mi stringevi forte
come durante un temporale.

Presto tornerà
la calda stagione
ma tu non tornerai
Alba di rugiada,
altri paesaggi
guardano ora i tuoi occhi,
i tuoi occhi grandi
come sorgenti lunari
dove io dissetavo
il mio cuore di sale.

Giorgio Peddio

20 maggio 2014.

«Ancora ti cerco» – Giorgio Peddio

Foto di Anka Zhuravleva

 

Ancora ti cerco
nei tramonti dorati
o nel giaciglio dell’alba
prima che il sole
accenda i suoi raggi di luce
e il giorno respiri
La tua danza è
il moto rotatorio della terra
Tienimi la mano amore
non m’impaurisce la gioia
sei la dolcezza della luna
bianco cigno nel fiume
chiarore di neve
prima dei passi
Oggi per noi l’usignolo
porta nel becco un fiore d’oro
Si riempiono
di bianche stelle gli aranci
sono i sogni delle spose
fioriti sui rami
Ho visitato luoghi di tristezza
tra nuvole nere di pioggia
ho ascoltato ancora una volta
la profonda musica del mondo
mi sono sentito
come una lacrima
sulla guancia del tempo
Oggi per noi l’usignolo porta nel becco
un giglio coperto di brina
Aprimi il tuo petto
amore
mi voglio scaldare.

g.p.

poesie/2013