«Il miele che hai gustato» – Marcello Comitini

Foto di Veronica Brovedani

 

Il miele che hai gustato,
stava in un albero cavo
un tronco scarno e aspro
e intorno a guardia api feroci.
Accanto a me distesa
lungo la riva d’acque chiare
sogni Ofelia
la volta in cui sei stata amata.
Tacciono alle tue spalle i sibili
che hanno strappato foglie e rami
li hanno gettati al fuoco delle menzogne
e le tue pupille stanche di pianto
e di parole.
Ora i profumi amari della giovinezza
sono svaniti come farfalle al vento.
Resta l’orrore.
Perché mi guardi?
Non sai che la tristezza
scava nel corpo i solchi del dolore?
China nell’acqua il viso
chiudi gli occhi
e senza più parole
vieni a baciare le tue labbra amate.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

La mutevolezza delle ortensie – Moka

Foto di Moka

 

Faccio come le ortensie
che hanno un colore diverso
per ogni sguardo:
dal viola dei temporali
al verde di una speranza lasciata
alla prossima primavera,
il turchese ormai è del cielo.
C’è il colore della festa
tra l’ibisco e lagerstroemia,
all’ombra di un’estate assetata
e impietosa
arriverà il mio autunno blu,
dove anche le foglie si asciugheranno
e i fiori saranno piegati alla serenità
della neve
a cui domando sempre un nuovo spazio,
nuovi respiri o nuove solitudini.

Moka

da “Un tempo assente”, Le Mezzelane Casa Editrice, 2019

Un tempo assente – AMAZON
Un tempo assente – IBS
Un tempo assente – Le Mezzelane Casa Editrice

 

Settembre a Venezia – Alfonso Gatto

Alexey Titarenko, Venice Series (2001-2008)

 

Hanno il colore delle navi morte
in un’alba lontana quei colombi
rimasti soli sulla grande piazza.
E l’agro odore della mareggiata,
di là dove verdeggia al cielo e ai vetri
del temporale un’isola di luce,
qui resta come un barbaglìo di tende
e di chiese che incrostano sui marmi
le fredde acquate dell’autunno.

Gemma di lutto e di bianchezza eterna,
alla sua voce ormai lontana è un sogno
questa che parve una città di piume.
Così la spoglia nel suono del mare
la nevicata dei silenzi azzurri.

Alfonso Gatto

da “Poesie d’amore”, Prima parte, 1941-1949, Mondadori, Milano, 1973

Il seme – Marcello Comitini

Digitalart di Marcello Comitini

 

Da quali nascosti solchi della mente saliranno
le parole se non ho avventure da narrare
se ho vissuto solo nel silenzio
se l’amore mi ha lasciato tanto ancora da sperare.
Parlerò alla luna
quando nella notte bagna il tempo dei ricordi.
E nel tramonto al sole quando brucia le speranze.
Conservo dentro il cuore il profumo di tanti fiori
e tra le labbra stringo il gelo di tante nevi.

La mia anima è un seme nella terra del mio corpo.

Marcello Comitini

da “Quarto Giorno: poesie”, Edizioni Caffè Tergeste, 2018

AMAZON – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018
FELTRINELLI – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018

La chimera – Dino Campana

Giovanni Costetti, Ritratto di Dino Campana

 

Non so se tra roccie il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l’immobilità dei firmamenti
E i gonfi rivi che vanno piangenti
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Dino Campana

da “Notturni”, in “Canti Orfici”, Marradi, Tipografia F. Ravagli, 1914