«Va bene accettare tutte le sfide» – Andrea Zanzotto

Foto di Dirk Wüstenhagen

 

Va bene accettare tutte le sfide
di colori evanescenti, vedere
dietro, provocare tutte le sfide

∗∗∗

It is fine to accept all challenges
of evanescent colors, seeing
behind, issuing all challenges

Andrea Zanzotto

da “Haiku for a season / Haiku per una stagione”, “Lo Specchio” Mondadori, 2019

«Profilo di lampioni» – Andrea Zanzotto

Masao Yamamoto, Moon phases

 

Profilo di lampioni
con una toccante consapevolezza
che salva un flash di luna

∗∗∗

Borderline of street-lamps
with a touching awareness
sparing a moon-flash

Andrea Zanzotto

da “Haiku for a season / Haiku per una stagione”, “Lo Specchio” Mondadori, 2019

«Per favore: questo iris rosa» – Andrea Zanzotto

Katsushika Hokusai, Iris, Peonies, Sparrows and Dragonfly

 

Per favore: questo iris rosa
Per favore: queste gocce calde
“Per favore,” che tutto armonizza

∗∗∗

Please: this pink iris
Please: these hot drops
“Please,” that harmonizes all

Andrea Zanzotto

L’attimo fuggente – Andrea Zanzotto

Paul Gauguin, La Neige à Vaugirard, 1879

«Le front comme un drapeau perdu »

Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell’incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m’affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
E. E, puro vento, sola neve, ch’io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v’ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l’immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
È questo il sospiro che discrimina
che culmina, «l’attimo fuggente».
È questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell’anno.

Andrea Zanzotto

da “IX Ecloghe”, “Lo Specchio” Mondadori, 1962

Esistere psichicamente – Andrea Zanzotto

Foto di Brett Weston

 

Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
– soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli –
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d’inferno degli atomi e il conato
torbido d’alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.

 Andrea Zanzotto

 da “Vocativo”, “Lo Specchio” Mondadori, 1957