Il pesce luna… – Marcello Comitini

Foto di Anka Zhuravleva

 

Il pesce luna che ondeggia nel mio sogno
cullato da onde celesti
porta su di sé le squami
ornate d’alghe e musica silenziosa.
Sorride al suono di donne
che sfiorano con labbra lievi
flauti d’amore.
Nel sogno
il pesce è muto e non sente
ha il sapore aspro del ramo del sambuco
dalla linfa che inebria.
E lui felice mi mostra le squami
incise sul corpo come simboli segreti
che fanno innamorare
le mie labbra palpitanti.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

Un giardino verde in inverno – Jarosław Iwaszkiewicz

Josef Sudek, Hushed Stillness in the Magic Garden, ca. 1962

 

Il mio mondo è il mio mondo
non posso aprirlo davanti a voi

E se anche descrivessi
le statue dei dodici mesi
celate nel fìtto verde

ognuno di voi vedrebbe
un verde diverso
una statua diversa
e non questo verde

E se descrivessi la mia tristezza
apparirebbe ridicola
e infantile

perché la mia tristezza
è piena d’incanto

come un giardino verde
in inverno

Jarosław Iwaszkiewicz

(Traduzione di Francesco Groggia)

dal volume Xenia ed Elegie (1970)

da “La mappa del tempo”, Edizioni Ponte Sisto, Roma, 2010

***

Ogród zielony w zimie

Mój świat jest moim światem
nie mogę go przed wami otworzyć

A gdybym nawet opisał
te posągi dwunastu miesięcy
schowane w gęstej zieleni

to każdy z was zobaczy
inną zieleń
posąg inny
i nie taką zieleń

A gdybym opisał mój smutek
wydałby się śmieszny
i dziecinny

bo mój smutek
jest pełen uroku

jak ogród zielony
w zimie

Jarosław Iwaszkiewicz

da “Xenie i elegie”, Warszawa: Czytelnik, 1970

Una canzone – Ko Un

Utagawa Hiroshige

 

Soffia il vento,
da solo.
Tu erba,
tu albero.

Soffia ancora il vento.
Il mare notturno
da solo ondeggia.

Siamo tutti un continuo divenire.

Ko Un

(Traduzione di Vincenza D’Urso)

da “L’isola che canta”, LietoColle, 2019

Ricordi – Adam Zagajewski

Julia Margaret Cameron, Julie My First success, 1865

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sfoglia i tuoi ricordi
cuci per loro una coperta di stoffa.
Scosta le tende e cambia l’aria.
Sii per loro cordiale, leggero.
Questi ricordi sono tuoi.
Pensaci mentre nuoti
nel mare dei Sargassi della memoria
e l’erba marina crescendo ti cuce la bocca.
Questi ricordi sono tuoi,
non li dimenticherai fino alla fine.

Adam Zagajewski

(Traduzione di Paola Malavasi)

dalla rivista “Poesia”, Anno XVII, Maggio 2004, N. 183, Crocetti Editore

∗∗∗

Wspomnienia

Odwiedzaj swoje wspomnienia,
Uszyj dla niech płócienne pokrowce.
Odsłoń okna i otwórz powietrze.
Bądź dla nich serdeczny i nigdy
nie daj im poznać po sobie.
To są twoje wspomnienia.
Myśl o tym, kiedy płyniesz
w sargassowym morzu pamięci
i trawa morska zarasta ci usta.
To są twoje wspomnienia, których
nie zapomnisz aż do końca życia.

Adam Zagajewski

da “Polscy Poeci XXI”, Wiekui Oficyna Wydawnicza Paradoks, 2014

Questa è la mia casa – Mario Benedetti

Mario Benedetti

 

Non c’è dubbio. Questa è la mia casa
qui avvengo, qui
mi inganno immensamente.
Questa è la mia casa ferma nel tempo.

Arriva l’autunno e mi difende,
la primavera e mi condanna.
Ho milioni di ospiti
che ridono e che mangiano,
s’accoppiano e dormono,
giocano e pensano,
milioni di ospiti che si annoiano,
che hanno incubi e attacchi di nervi.

Non c’è dubbio. Questa è la mia casa.
Tutti i cani e i campanili
ci passano di fronte.
Ma la mia casa è sferzata dai fulmini
e un giorno si spaccherà in due.

E io non saprò dove ripararmi
perché tutte le sue porte danno fuori dal mondo.

Mario Benedetti

(Traduzione di Martha L. Canfield)

da “Inventario”, Le Lettere, Firenze, 2001

∗∗∗

Ésta es mi casa

No cabe duda. Ésta es mi casa
aquí sucedo, aquí
me engaño inmensamente.
Ésta es mi casa detenida en el tiempo.

Llega el otoño y me defiende,
la primavera y me condena.
Tengo millones de huéspedes
que ríen y comen,
copulan y duermen,
juegan y piensan,
millones de huéspedes que se aburren
y tienen pesadillas y ataques de nervios.

No cabe duda. Ésta es mi casa.
Todos los perros y campanarios
pasan frente a ella.
Pero a mi casa la azotan los rayos
y un día se va a partir en dos.

Y yo no sabré dónde guarecerme
porque todas sus puertas dan afuera del mundo.

Mario Benedetti

da “Sólo mientras tanto”, 1950, in “Inventario I”, Punto De Lectura, 2010