«Non è il tuo amore che domando» – Anna Andreevna Achmatova

Kuzma Petrov Vodkin, Portrait of Anna Achmatova, 1922

 

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i miei versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono cosí cortesi i fidanzati!
E conta piú per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole d’amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni…
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all’anima già sazia all’improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti di aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Andreevna Achmatova

1914

(Traduzione di Michele Colucci)

da “La corsa del tempo”, Einaudi, Torino, 1992

∗∗∗

Я не любви твоей прошу.
Она теперь в надежном месте…
Поверь, что я твоей невесте
Ревнивых писем не пишу.
Но мудрые прими советы:
Дай ей читать мои стихи,
Дай ей хранить мои портреты—
Ведь так любезны женихи!
А этим дурочкам нужней
Сознанье полное победы,
Чем дружбы светлые беседы
И память первых нежных дней…
Когда же счастия гроши
Ты проживешь с подругой милой
И для пресыщенной души
Все станет сразу так постыло—
В мою торжественную ночь
Не приходи. Тебя не знаю.
И чем могла б тебе помочь?
От счастья я не исцеляю.

Анна Андреевна Ахматова

1914

da “Бег времени: стихотворения 1909-1965”, Сов. писатель, Ленинградское отд-ние, 1965

Musica proibita – Louise Glück

Dipinto di Antonio Possenti

 

Dopo che l’orchestra ebbe suonato per un po’, ed erano stati eseguiti l’andante, lo scherzo, il poco adagio¹, e il primo flautista aveva poggiato la testa sul leggìo perché non sarebbe servito fino a domani, arrivò un passaggio che si chiamava musica proibita perché non poteva, precisò il compositore, essere suonato. E ancora deve esistere ed essere superato, un intervallo² a discrezione del direttore d’orchestra. Ma stasera, il direttore d’orchestra decide, bisogna suonarlo — ha fame di farsi un nome. Il flautista si sveglia di soprassalto. È successo qualcosa alle sue orecchie, qualcosa che non aveva mai provato prima. Il suo sonno è finito. Dove sono adesso, pensa. E poi l’ha ripetuto, come un vecchio disteso per terra invece che nel suo letto. Dove sono adesso?

Louise Glück

(TRADUZIONE DI MARCELLO COMITINI)
¹ in italiano nel testo
² intervallo è detta la differenza di “altezza” tra due suoni
                                                                                                             [N.d.T]
ALTRE POESIE DI LOUISE GLÜCK TRADOTTE DA MARCELLO COMITINI

∗∗∗

Forbidden music

After the orchestra had been playing for some time, and had passed the andante, the scherzo, the poco adagio, and the first flautist had put his head on the stand because he would not be needed until tomorrow, there came a passage that was called the forbidden music because it could not, the composer specified, be played. And still it must exist and be passed over, an interval at the discretion of the conductor. But tonight, the conductor decides, it must be played—he has a hunger to make his name. The flautist wakes with a start. Something has happened to his ears, something he has never felt before. His sleep is over. Where am I now, he thinks. And then he repeated it, like an old man lying on the floor instead of in his bed. Where am I now?

Louise Glück

da “Faithful and Virtuous Night”, Farrar, Straus and Giroux, 2014

«Le piante del lago» – Cesare Pavese

Foto di Édouard Boubat

 

Le piante del lago
ti hanno vista un mattino.
I sassi le capre il sudore
sono fuori dei giorni,
come l’acqua del lago.
Il dolore e il tumulto dei giorni
non scalfiscono il lago.
Passeranno i mattini,
passeranno le angosce,
altri sassi e sudore
ti morderanno il sangue
– non sarà cosí sempre.
Ritroverai qualcosa.
Ritornerà un mattino
che, di là dal tumulto,
sarai sola sul lago.

Cesare Pavese

[metà giugno 1946]

da “Due poesie a T”, in “Cesare Pavese, Le Poesie”, Einaudi, Torino, 1998

Corrente – William Carlos Williams

Dipinto di Odilon Redon

 

Hai l’incanto d’un fiume
sotto cieli tranquilli.
Ci sono cose imperfette
ma vi si stende una musica.

E dice per che letto
di tenebre si spinge la corrente
a che smagliante mare
che increspa la mia mente.

William Carlos Williams

(Traduzione di Vittorio Sereni)

da “William Carlos Williams, Poesie”, “Supercoralli” Einaudi, 1967

∗∗∗

A flowing river 

You are lovely as a river
under tranquil skies –
There are imperfections
but a music overlays them –

telling by how dark a bed
the current moves
to what sea that shines
and ripples in my thought

William Carlos Williams

da “Collected Later Poems”, New Directions, 1951

Il color nocciola… – Marcello Comitini

Maurits Cornelis Escher, Buccia, maggio 1955

 

Il color nocciola s’addensa nei miei occhi
come in rari fiori di cui sconosco il nome
in cieli distesi tra spazio e tempo.
La luce del tramonto assai simile all’alba
fiorisce di nuvole che fuggono la terra
oltre ogni miserevole dimensione umana.
Vivo nel silenzio
ma un gemito lungo sulle mie labbra
come il canto solitario dei poeti.
Nuvole anche questi
che mutano forme e lineamenti
impongono domande
sui giudizi e le condanne
donano vita ai miei sentimenti
m’allontanano dal destino.

Così libera da ogni dolore
gli altri mi vedono nella loro cecità.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020