La cura di ritrovarsi – Moka

Pentti Sammallahti, Helsinki, Finland, 1983

 

Pensavo mi avessi abbandonata,
e invece eccoti qua con la valigia:
ti aspettavo, non invano.
Ti abbraccio,
così nel pensarti sento
mancarmi un pezzo di cuore.
Svuotata dalle parole
vedo in te il riflesso di un uomo spezzato.

Moka

da “Difettosa”, silloge poetica – fotografica, Editore: Youcanprint, 2017

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Secondi, 63 – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

63

Perfino adesso, ogni tanto,
con un esile trifoglio
puoi schiudere il mondo.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Secondi”, 1988-1989, in “Molto tardi nella notte”, Crocetti Editore, 2020

Titolo dell’opera originale: Άργά, πολύ άργά μέσα στή νύϰτα

Un fantasma – Charles Baudelaire

Foto di Dominique Issermann

 

XXXVIII.

I
Le Tenebre

Nella tomba di tristezza infinita
dove il Destino mi ha già relegato,
dove mai entra un raggio rosa e gaio,
dove, solo con la Notte, ospite incupita,

sono come un pittore da un ironico Dio
condannato a dipingere, ahimè, sulle tenebre,
dove, cuoco dai gusti funerei,
faccio cuocere e mangio il mio cuore,

a tratti brilla si allunga e si rivela
uno spettro fatto di grazia e di splendore.
Dalla sognante andatura orientale,

quando si mostra in tutta la sua grandezza,
la mia bella visitatrice riconosco:
è Lei, nera eppure luminosa.

II
Il Profumo

Lettore, qualche volta hai respirato
con ebbrezza e lenta golosità
quel grano d’incenso che riempie una chiesa
o un sacchetto di muschio invecchiato?

Fascino profondo, magico, che ci incanta
ricostruendo il passato nel presente!
Così l’amante su un corpo adorato
coglie il fiore squisito del ricordo.

Dai suoi capelli flessuosi e pesanti
vivente sacchetto, incensiere d’alcova,
un sentore saliva, aspro e selvaggio,

e dagli abiti, di mussola o velluto
tutti impregnati della sua pura giovinezza
si sprigionava un profumo di pelliccia.

III
La Cornice

Come una bella cornice aggiunge a un quadro,
quand’anche sia di un pittore famoso,
non so cosa di strano e d’incantevole,
isolandolo dall’immensa natura,

così gioielli, mobili, metalli, dorature
s’adattavano giusto alla sua rara bellezza.
Nulla offuscava il suo splendore perfetto
e tutto sembrava servirle da cornice.

Avrei detto persino che talvolta credeva
che tutto la volesse amare ed annegava
con immenso piacere la sua nudità

nei baci voluttuosi della seta e del raso,
e lentamente o brusca ad ogni movimento
mostrava della scimmia le infantili grazie.

IV
Il Ritratto

La Malattia e la Morte riducono in cenere
interamente il fuoco che per noi ardeva.
Di questi grandi occhi così teneri e accesi,
della sua bocca dove il mio cuore annegava,

di questi baci possenti come il dittamo
degli entusiasmi accesi come raggi
che resta? Orribile, mia anima!
Tre colori pallidi di uno schizzo

che muore come me di solitudine,
e che il Tempo, irriguardoso vecchio,
ogni giorno stropiccia con le ali rudi …

Nudo assassino della Vita e dell’Arte
non ucciderai mai nella mia memoria
colei che fu il solo mio piacere e la mia gloria!

Charles Baudelaire

(Traduzione di Marcello Comitini)

da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male 1857-1861”, Edizioni Caffè Tergeste, Roma, 2017

I fiori del male 1857-1861, Edizioni Caffè Tergeste, Roma, 2017

∗∗∗

XXXVIII. Un fantôme 

I
Les Ténèbres

Dans les caveaux d’insondable tristesse
Où le Destin m’a déjà relégué;
Où jamais n’entre un rayon rose et gai;
Où, seul avec la Nuit, maussade hôtesse,

Je suis comme un peintre qu’un Dieu moqueur
Condamne à peindre, hélas! sur les ténèbres;
Où, cuisinier aux appétits funèbres,
Je fais bouillir et je mange mon cœur,

Par instants brille, et s’allonge, et s’étale
Un spectre fait de grâce et de splendeur.
À sa rêveuse allure orientale,

Quand il atteint sa totale grandeur,
Je reconnais ma belle visiteuse:
C’est Elle! noire et pourtant lumineuse.

II
Le Parfum

Lecteur, as-tu quelquefois respiré
Avec ivresse et lente gourmandise
Ce grain d’encens qui remplit une église,
Ou d’un sachet le musc invétéré?

Charme profond, magique, dont nous grise
Dans le présent le passé restauré!
Ainsi l’amant sur un corps adoré
Du souvenir cueille la fleur exquise.

De ses cheveux élastiques et lourds,
Vivant sachet, encensoir de l’alcôve,
Une senteur montait, sauvage et fauve,

Et des habits, mousseline ou velours,
Tout imprégnés de sa jeunesse pure,
Se dégageait un parfum de fourrure.

III
Le Cadre

Comme un beau cadre ajoute à la peinture,
Bien qu’elle soit d’un pinceau très-vanté,
Je ne sais quoi d’étrange et d’enchanté
En l’isolant de l’immense nature,

Ainsi bijoux, meubles, métaux, dorure,
S’adaptaient juste à sa rare beauté;
Rien n’offusquait sa parfaite clarté,
Et tout semblait lui servir de bordure.

Même on eût dit parfois qu’elle croyait
Que tout voulait l’aimer; elle noyait
Sa nudité voluptueusement

Dans les baisers du satin et du linge,
Et, lente ou brusque, à chaque mouvement
Montrait la grâce enfantine du singe.

IV
Le Portrait

La Maladie et la Mort font des cendres
De tout le feu qui pour nous flamboya.
De ces grands yeux si fervents et si tendres,
De cette bouche où mon coeur se noya,

De ces baisers puissants comme un dictame,
De ces transports plus vifs que des rayons,
Que reste-t-il? C’est affreux, ô mon âme!
Rien qu’un dessin fort pâle, aux trois crayons,

Qui, comme moi, meurt dans la solitude,
Et que le Temps, injurieux vieillard,
Chaque jour frotte avec son aile rude…

Noir assassin de la Vie et de l’Art,
Tu ne tueras jamais dans ma mémoire
Celle qui fut mon plaisir et ma gloire!

Charles Baudelaire

da “Spleen et Idéal”, in “Les Fleurs du mal”, ‎Paris, Poulet-Malassis et de Broise, 1861

Altra arte poetica – Franco Fortini

Franco Fortini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esiste, nella poesia, una possibilità
che, se una volta ha ferito
chi la scrive o la legge, non darà
più requie, come un motivo
semi modulato semi tradito
può tormentare una memoria. E io che scrivo
so ch’è un senso diverso
che può darsi all’identico
so che qui ferma dentro il verso resta
la parola che senti o leggi
e insieme vola via
dove tu non sei più, dove neppure
pensi di poter giungere, e cominciano
altre montagne, invece, pianure ansiose, fiumi
come hai visti viaggiando dagli aerei tremanti.
Città impetuose qui, sotto le immobili
parole scritte tue.

Franco Fortini

1957

da “Poesia ed errore”, Feltrinelli, Milano, 1959 

Il mondo è un gran bel posto – Lawrence Ferlinghetti

 

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la felicità
non sia sempre
poi tutto ’sto spasso
se non vi dà fastidio un pizzico di inferno
di tanto in tanto
proprio quando tutto fila liscio
perché perfino in paradiso
non stanno sempre lì
a cantare

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la gente muoia
di continuo
o magari stia solo morendo di fame
ogni tanto
il che non è poi così grave
se non si tratta di voi

Oh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio più di tanto
qualche mente morta
tra gli alti papaveri
o un paio di bombe
di tanto in tanto
sulle vostre facce rivolte all’insù
o altre consimili sconvenienze
di cui la nostra società Marchio Aziendale
è preda
con i suoi uomini distinti
e i suoi uomini estinti
e i suoi preti
e gli altri vigilantes
e le sue svariate segregazioni
e le investigazioni parlamentari
e le altre stitichezze
di cui la nostra carne cogliona
è erede

Sì il mondo è il miglior posto di tutti
per un sacco di cose tipo
prendere parte alla scena divertente
e prendere parte alla scena d’amore
e prendere parte alla scena lacrimosa
e cantare canzoni sommesse e avere ispirazioni
e passeggiare
guardando tutto
e sentendo il profumo dei fiori
e toccando il culo alle statue
e perfino per pensare
e baciare le persone e
per fare bambini e portare i calzoni
e salutare sventolando il cappello e
per ballare
e andare a nuotare nei fiumi
o a fare picnic
in piena estate
e in generale proprio per
«spassarsela»


ma poi proprio sul più bello
arriva sorridente

il becchino

Lawrence Ferlinghetti

(Traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan)

da “Poesie da Fotografie del mondo andato”, 1955, in “A Coney Island of the Mind”, minimum fax, Roma, 2018

∗∗∗

The world is a beautiful place

The world is a beautiful place
to be born into
if you don’t mind happiness
not always being
so very much fun
if you don’t mind a touch of hell
now and then
just when everything is fine
because even in heaven
they don’t sing
all the time

The world is a beautiful place
to be born into
if you don’t mind some people dying
all the time
or maybe only starving
some of the time
which isn’t half so bad
if it isn’t you

Oh the world is a beautiful place
to be born into
if you don’t much mind
a few dead minds
in the higher places
or a bomb or two
now and then
in your upturned faces
or such other improprieties
as our Name Brand society
is prey to
with its men of distinction
and its men of extinction
and its priests
and other patrolmen
and its various segregations
and congressional investigations
and other constipations
that our fool flesh
is heir to

Yes the world is the best place of all
for a lot of such things as
making the fun scene
and making the love scene
and making the sad scene
and singing low songs and having inspirations
and walking around
looking at everything
and smelling flowers
and goosing statues
and even thinking
and kissing people and
making babies and wearing pants
and waving hats and
dancing
and going swimming in rivers
on picnics
in the middle of the summer
and just generally
‘living it up’

Yes
but then right in the middle of it
comes the smiling

mortician

Lawrence Ferlinghetti

da “Pictures of the Gone World”, City Lights, San Francisco, 1955