Parabola – Louise Glück

Louise Glück

 

 

Prima di spogliarci dei beni mondani, come insegna san Francesco,
affinché le nostre anime non siano distratte
da perdite e guadagni e affinché inoltre
i nostri corpi siano liberi di muoversi
facilmente ai passi di montagna, dovevamo quindi discutere
come o verso dove viaggiare, con la seconda domanda
dovremmo avere uno scopo, contro il quale
molti di noi hanno sostenuto ferocemente che tale scopo
corrispondeva a beni mondani, intendendo una limitazione o costrizione,
mentre altri dicevano che con questa parola siamo stati consacrati
pellegrini piuttosto che vagabondi: nella nostra mente, la parola tradotta come
un sogno, un qualcosa di ricercato, in modo che concentrandoci possiamo vederla
scintillante tra le pietre, e non
passare alla cieca; ogni
ulteriore questione l’abbiamo discussa in modo altrettanto completo, andando avanti e indietro su ogni argomento,
così siamo cresciuti, dicevano alcuni, meno flessibili e più rassegnati,
come soldati in una guerra inutile. E la neve cadde su di noi e il vento soffiò,
e col tempo si placò: dov’era la neve apparvero molti fiori,
e dove le stelle avevano brillato, il sole sorse oltre la linea degli alberi
in modo che avessimo di nuovo le ombre; è accaduto molte volte.
Inoltre pioggia, talvolta anche allagamenti, anche valanghe, in cui
alcuni di noi si erano persi, e periodicamente ci sembrava
di aver raggiunto un accordo, abbiamo issato sulle spalle
le nostre vivande; ma quel momento passava sempre, così
(dopo molti anni) eravamo ancora in quella prima fase, ancora
preparandoci a iniziare un viaggio, ma ci aveva cambiati;
lo potremmo vedere l’uno nell’altro; tuttavia eravamo cambiati
senza esserci mossi, e uno ha detto, ah, guarda come siamo invecchiati, viaggiando
solo dal giorno alla notte, né in avanti né di lato, e questo sembrava
strano miracoloso. E quelli che credevano dovessimo avere uno scopo
credevano che questo fosse lo scopo e quelli che sentivano dover rimanere liberi
per incontrare la verità sentivano che era stata rivelata.

Louise Glück

(TRADUZIONE DI MARCELLO COMITINI)
ALTRE POESIE DI LOUISE GLÜCK TRADOTTE DA MARCELLO COMITINI

∗∗∗

Parable

First divesting ourselves of worldly goods, as St. Francis teaches,
in order that our souls not be distracted
by gain and loss, and in order also
that our bodies be free to move
easily at the mountain passes, we had then to discuss
whither or where we might travel, with the second question being
should we have a purpose, against which
many of us argued fiercely that such purpose
corresponded to worldly goods, meaning a limitation or constriction,
whereas others said it was by this word we were consecrated
pilgrims rather than wanderers: in our minds, the word translated as
a dream, a something-sought, so that by concentrating we might see it
glimmering among the stones, and not
pass blindly by; each
further issue we debated equally fully, the arguments going back and forth,
so that we grew, some said, less flexible and more resigned,
like soldiers in a useless war. And snow fell upon us, and wind blew,
which in time abated—where the snow had been, many flowers appeared,
and where the stars had shone, the sun rose over the tree line
so that we had shadows again; many times this happened.
Also rain, also flooding sometimes, also avalanches, in which
some of us were lost, and periodically we would seem
to have achieved an agreement, our canteens
hoisted upon our shoulders; but always that moment passed, so
(after many years) we were still at that first stage, still
preparing to begin a journey, but we were changed nevertheless;
we could see this in one another; we had changed although
we never moved, and one said, ah, behold how we have aged, traveling
from day to night only, neither forward nor sideward, and this seemed
in a strange way miraculous. And those who believed we should have a purpose
believed this was the purpose, and those who felt we must remain free
in order to encounter truth felt it had been revealed.

Louise Glück

da “Faithful and Virtuous Night”, Farrar, Straus and Giroux, 2014

Un commento su “Parabola – Louise Glück

  1. Anna racconta Anna ha detto:

    Bravo Marcello, un abbraccio

    Piace a 1 persona

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