«Ancora non l’ho detto al mio giardino –» – Emily Dickinson

Foto di Katia Chausheva

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Ancora non l’ho detto al mio giardino –
perché mi potrebbe sopraffare.
Non ho certo la forza a questo punto
di rivelarlo all’ape –

Non ne farò parola per la strada
stupirebbe le botteghe che io –
quella cosí ignorante – cosí timida
abbia la sfrontatezza di morire.

Non devono saperlo le colline –
dove ho vagato tanto –
e non ditelo alle foreste devote
il giorno in cui dovrò andare –

né si sussurri a tavola –
né si accenni sbadatamente
per la via che oggi una entrerà
dentro l’enigma –

Emily Dickinson

(Traduzione di Silvia Bre)

da “Questa parola fidata”, Einaudi, Torino, 2019

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«I hav’nt told my garden yet –»

I hav’nt told my garden yet –
Lest that should conquer me.
I hav’nt quite the strength now
To break it to the Bee –

I will not name it in the street
For shops w’d stare at me –
That one so shy – so ignorant
Should have the face to die.

The hillsides must not know it –
Where I have rambled so –
Nor tell the loving forests
The day that I shall go –

Nor lisp it at the table –
Nor heedless by the way
Hint that within the Riddle
One will walk today –

Emily Dickinson

da “The Poems of Emily Dickinson”, a cura di Thomas H. Johnson, The Belknap Press of Harvard University Press, Cambridge (Mass.), 1955

Canto della sera – Georg Trakl

Foto di Cristina Venedict

 

Se andiamo a sera per sentieri oscuri,
Incontriamo i nostri visi smorti.

Se abbiamo sete,
Beviamo le acque bianche dello stagno,
La dolcezza della nostra infanzia triste.

Ombre, riposiamo sotto il sambuco
Guardiamo i grigi gabbiani.

Nubi di primavera incombono sulla città buia
Che tace piú nobile èra di chiostri.

Quando presi le tue mani scarne
Levasti piano gli occhi tondi,
Molto tempo fa.

Ma quando oscura armonia visita l’anima
Appari tu, bianca, nel paesaggio autunnale dell’amico.

Georg Trakl

(Traduzione di Ida Porena)

da “Georg Trakl, Poesie”, Einaudi, Torino, 1979

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Abendlied

Am Abend, wenn wir auf dunklen Pfaden gehn,
Erscheinen unsere bleichen Gestalten vor uns.

Wenn uns dürstet,
Trinken wir die weißen Wasser des Teichs,
Die Süße unserer traurigen Kindheit.

Erstorbene ruhen wir unterm Holundergebüsch,
Schaun den grauen Möven zu.

Frühlingsgewölke steigen über die finstere Stadt,
Die der Mönche edlere Zeiten schweigt.

Da ich deine schmalen Hände nahm
Schlugst du leise die runden Augen auf,
Dieses ist lange her.

Doch wenn dunkler Wohllaut die Seele heimsucht,
Erscheinst du Weiße in des Freundes herbstlicher Landschaft.

Georg Trakl

da “Gedichte”, Leipzig: Kurt Wolff Verlag, 1913

(II tuo splendore) – Piero Bigongiari

Brett Weston, Untitled (High Tide), 1951

 

Il tuo splendore è di chi ha attraversato
il fuoco (con me o senza di me?).
Vaghi, se stella non sei, nei riflessi
dei bicchieri che torbidi si levano
dal rogo degli auguri. Ma tu che àuguri
un futuro allo splendore dei riposi?

Se il tempo si fa fiamma, subsidenza
opaca alla parola è ogni altro dramma
che trascolora e non rimane in sé:
se mi guardi l’aurora non ardisce
ripresentarsi, anzi non sa se è,
ma se non è rincuora – o uccide? – l’altro

in sé… Son io, il sasso che il torrente
gemica della gemma che traspare,
e non sa ancora – né tu puoi sapere –
se il fuoco brucia il tempo o questo il rogo,
se trattenersi un poco dentro il sole
è un orlo troppo puro o troppo roco.

Piero Bigongiari

da “Agosto al Forte”, Poesie inedite e disperse (1978-1991), Pistoia, Gli Ori, 2014

Mare – Sophia de Mello Breyner Andresen

Foto di Franco Fontana

I

Di tutti gli angoli del mondo
Amo d’un amore piú forte e piú profondo
La nuda spiaggia in estasi e la duna
Dove mi unii al mare, al vento e alla luna.

II

Odoro gli alberi la terra e il vento
Che la primavera colma di profumi
Ma io vi voglio solo e solo vi procuro
La selvaggia esalazione delle onde
In ascesa verso gli astri come un grido puro.

Sophia de Mello Breyner Andresen

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

da “Come un grido puro”, Crocetti Editore, 2013

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Mar 

I

De todos os cantos do mundo
Amo com um amor mais forte e mais profundo
Aquela praia extasiada e nua,
Onde me uni ao mar, ao vento e à lua.

II

Cheiro a terra as árvores e o vento
Que a Primavera enche de perfumes
Mas neles só quero e só procuro
A selvagem exalação das ondas
Subindo para os astros como um grito puro.

Sophia de Mello Breyner Andresen

da “Poesia”, Coimbra, Edição da Autora, 1944

Pace – Nikiforos Vrettakos

Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore in un bicchiere, 1888

 

È come un rametto di mandorlo in un bicchiere
nel mio cuore l’amore. Vi cade il sole
e si colma d’uccelli.

L’usignolo più bravo dice il tuo nome.

Nikiforos Vrettakos

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

(da Quercia reale, 1958)

da “Poeti greci del Novecento”, “I Meridiani” Mondadori, 2010

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Εἰρήνη

Εἶναι ὅπως ἕνα ϰλωνάρι μυγδαλιᾶς σέ ποτήρι
στήν ϰαρδιά μου ἡ ἀγάπη. Πέφτει πάνω της ὁ ἥλιος
ϰαί γιομίζει πουλιά.

Τό ϰαλύτερο ἀηδόνι λέει τ’ ὄνομά σου.

Νικηφόρου Βρεττάκου

da “Βασιλιϰή δρῦς”, ΑθήναΔίφρος1959