«Tu sei come una terra» – Cesare Pavese

Foto di Édouard Boubat

 

Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate.

Cesare Pavese

[29 ottobre 1945]

da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1952

Non recidere, forbice, quel volto… – Eugenio Montale

Luigi Lucioni, Mili Monti, 1941, Spanierman Gallery, NYC

 

Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.

Un freddo cala… Duro il colpo svetta.
E l’acacia ferita da sé scrolla
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.

Eugenio Montale

da “Le occasioni”, Einaudi, Torino, 1939

Assenza – Piero Bigongiari

Man Ray, Lee Miller, 1930 s

 

Non ha il cielo un segreto che ti culmini,
le tue risa s’iridano al vetro
della sera dolcissima di fulmini.
Al cielo sale nel tuo gesto effimero
la riga d’un diamante, lo smeriglio
ricalcola all’assenza una giunchiglia
morta nel sonno e al tenero fermaglio
del tuo dolore che non si può chiudere
geleranno dagli astri luci blu,
luci sorte alla piega delle labbra
che rimormorano arse cielo al cielo.

Dove un rapido greto si distrugge,
dove odorano (al tuo braccio?) gaggie,
segreto faccio
mia la tua pena che non ti raggiunge.

Piero Bigongiari

da “La figlia di Babilonia”, 1942, in “Stato di cose”, “Lo Specchio” Mondadori, 1968

«Non abbiamo avuto casa, io e te» – Roberto Deidier

Foto di Andreas Heumann

 

Non abbiamo avuto casa, io e te,
Intendi insieme, comunione
D’abiti sporchi, odori di cucina,
Conti e bollette da dividere,
Cani per il passeggio mattutino.
Viviamo discosti, come fossi
Assegnato a un turno differente
E giunto tardi ritrovassi nella stanza
L’idea d’un corpo tra lenzuola sfatte,
Una luce lasciata accesa.
Arrivo quando tutte le finestre
Si chiudono per il nostro riposo,
Nella mia casa estranea
Mandano altre ombre le pareti,
Chiudo la porta e so che non ritorno.

Roberto Deidier

da “Solstizio”, “Lo Specchio” Mondadori, 2014

«Sai cosa un giorno solo può restare» – Giovanni Testori

Geoffrey Johnson

Geoffrey Johnson

 

Sai cosa un giorno solo può restare
di questa atroce, sconnessa civiltà?
Il silenzio di chi ha amato,
il pudore di chi ha compreso
e ha sentito pietà.

Giovanni Testori

da “Per sempre”, Feltrinelli, 1970