Ti guardo… – Giovanni Testori

Foto di Jonas Hafner

LIX

Ti guardo
mentre in silenzio t’assopisci
e con materna calma
sopra gli occhi ti bacio
e sui labbri che respirano
beati;
sei il mio bambino adulto
e delicato,
il diamante irraggiunto
e mai sperato.
Ti rasserena il volto
una gran pace;
e la carezza
con cui ti benedico
per l’amore
che ancora una volta m’hai donato
ti chiude come un nido,
una conchiglia,
un fiato.
Quante volte la mano nei ricci
t’ho passato
e l’ossa nell’amore
quante volte t’ho contato?
Ma la ferita
e il vuoto,
quando tu t’allontani
e via da me,
per non lasciarmi,
devi andare,
il vuoto,
chi, se non il tuo ritorno,
potrà mai colmare?

Giovanni Testori

da “L’amore”, Feltrinelli, Milano, 1968

Vicino a te… – Giovanni Testori

René Groebli, Auge der Liebe, Liegender Akt (Nr. 532), 1952

XXIV

Vicino a te,
le braccia sul marmo del tuo petto,
il ventre stanco e grigio
sulla tua schiena dolce…

Ti sento respirare;
indovino dai battiti
il tragitto,
la letizia e cadenza dei pensieri.

Morire, a poco a poco,
– ti dico senza voce –
di questa vita tua;
rigenerare in te
la mia sconfitta;
fare del mio pensoso dubbio
la tua ardita,
lucente sicurezza.

E la tua schiena è lì;
la bacio;
la ricolmo di saliva;
specchio diventa e fiore
del mio cieco,
inutile dolore.

Giovanni Testori

da “L’amore”, Feltrinelli, Milano, 1968