da «A te» – Giovanni Testori

Nicolas Henri, Eternal, 2008

 

Il sangue che disegna sulla lettera
il tuo nome,
la carne che domanda, per amarti,
d’essere ferita,
è l’ultima prova che ho
per non lasciarti,
l’ultimo pulsare della vita.

∗

Se tu venissi qui
adesso che il giorno
finisce nella sera;
se tu avanzassi
come fa il cervo nella neve,
se tu m’amassi un po’ di più,
ti giuro,
non potrei,
non vivrei più.

∗

La mia corona
potevi essere tu.
Ma eri troppo dolce,
forse eri troppo simile a un sogno,
forse eri troppo fine.

Così sei stato
la mia corona di spine.

∗

Si adagia su di te la sera
si adagia su di me
la tua affranta, perseguita giovinezza.

Non ci sarà più bellezza:
se tu parti,
non ci sarà più salvezza.

∗

Non piangere!
– mi dice la tua bellezza
ormai imprendibile e lontana –
lo sapevi anche tu
che non ci si poteva amare di più.

∗

In pochi mesi
abbiamo percorso tutta la strada
che conduce alla croce.
Quando siamo arrivati a quel punto
il nostro amore non aveva più voce.

Giovanni Testori

da “A te”, 1972-73, in “Giovanni Testori, Poesie 1965-1993”, Mondadori, 2005

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