Dati di fatto privilegiati – Hans Magnus Enzensberger

Michael Kenna, Railway Lines and Entry Building, Birkenau, Poland, 1992

 

È vietato dar fuoco a persone.
È vietato dar fuoco a persone che siano
      in possesso di un permesso di soggiorno valido.
È vietato dar fuoco a persone che si attengano
       alle disposizioni di legge e siano
       in possesso di un permesso di soggiorno valido.
È vietato dar fuoco a persone dalle quali
      non ci si aspetti che costituiscano una minaccia
per l’esistenza e la sicurezza della Repubblica Italiana*.
È vietato dar fuoco a persone che col loro comportamento
      non ne abbiano offerto motivo.
È in particolare vietato anche a giovani che, in carenza
      di offerte per il tempo libero, all’oscuro delle norme in materia
      e con difficoltà d’orientamento, siano psichicamente esposti,
      di dar fuoco a persone senza riguardo alla persona.
È fortemente sconsigliato per rispetto
      del buon nome della Repubblica Italiana.
È disdicevole.
È inconsueto.
Non dovrebbe diventare una regola.
Non è obbligatorio.
Nessuno è obbligato.
Non si può fare a nessuno una colpa se omette
      di dar fuoco a persone.
Ciascuno gode del diritto costituzionale di rifiutarsi.
Le istanze relative vanno dirette al competente
      Ufficio comunale.

Hans Magnus Enzensberger

(Traduzione di Anna Maria Carpi)

da “Chiosco”, Einaudi, Torino, 2013

     *Il proverbio tedesco «Wer A sagt, muss auch B sagen», corrisponde all’italiano «Quando si è in ballo, bisogna ballare». N. d. T.

∗∗∗

Privilegierte Tatbestände

Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, die im Besitz
      einer gültigen Aufenthaltsgenehmigung sind.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, die sich an
      die gesetzlichen Bestimmungen halten und im Besitz
      einer gültigen Aufenthaltsgenehmigung sind.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, von denen
      nicht zu erwarten ist, daß sie den Bestand und die
      Sicherheit der Bundesrepublik Deutschland* gefährden.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, soweit sie
      nicht durch ihr Verhalten dazu Anlaß geben.
Es ist insbesondere auch Jugendlichen, die angesichts
      mangelnder Freizeitangebote und in Unkenntnis der
      einschlägigen Bestimmungen sowie aufgrund von
      Orientierungsschwierigkeiten psychisch gefährdet sind,
      nicht gestattet, Personen ohne Ansehen der Person in
      Brand zu stecken.
Es ist mit Rücksicht auf das Ansehen der Bundesrepublik
      Deutschland im Ausland dringend davon abzuraten.
Es gehört sich nicht.
Es ist nicht üblich.
Es sollte nicht zur Regel werden.
Es muß nicht sein.
Niemand ist dazu verpflichtet.
Es darf niemandem zum Vorwurf gemacht werden, wenn
      er es unterläßt, Personen in Brand zu stecken.
Jedermann genießt ein Grundrecht auf Verweigerung.
Entsprechende Anträge sind an das zuständige
      Ordnungsamt zu richten.

Hans Magnus Enzensberger

da “Kiosk”, Suhrkamp Verlag GmbH, Berlin, 1995

«Per questo sono nata, per scendere» – Patrizia Cavalli

Lennart Olson, Traffic Light, Stockholm, 1970

 

Per questo sono nata, per scendere
da una macchina dopo una corsa
in una strada qualunque e trafficata
e guidata dagli angeli piegarmi
attraverso il finestrino
sopra quei capelli e in silenzio
sentire l’odore di quel viso
dove poco prima avevo visto
come la bocca e gli occhi
si passavano un sorriso che non si apriva mai
e correndo veloce scompariva
in un attimo e tornava.

Patrizia Cavalli

da “Il cielo”, in “Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992)”, Einaudi, Torino, 1992

L’uomo e il mare – Charles Baudelaire

Foto di Hengki Koentjoro

 

XIV.

Sempre, uomo libero, amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’infinito volgersi delle onde
e il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Con piacere ti tuffi in seno alla tua immagine,
l’abbracci con lo sguardo, con le braccia, e il cuore
a volte si distrae dal proprio palpitare
al rumore di quel pianto indomabile e selvaggio.

Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi:
inesplorato, uomo, il fondo dei tuoi abissi,
sconosciute, mare, le tue ricchezze intime,
tanto gelosamente custodite i segreti!

Eppure, ecco che da infiniti secoli
vi combattete senza pietà e rimorso,
a tal punto amate le stragi e la morte,
o lottatori eterni, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire

(Traduzione di Marcello Comitini)

da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male 1857-1861”, Edizioni Caffè Tergeste, Roma, 2017

I fiori del male 1857-1861, Edizioni Caffè Tergeste, Roma, 2017

***

XIV. L’homme et la mer

Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer.

Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l’embrasses des yeux et des bras, et ton cœur
Se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.

Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
Homme, nul n’a sondé le fond de tes abîmes;
Ô mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!

Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remord,
Tellement vous aimez le carnage et la mort,
Ô lutteurs éternels, ô frères implacables!

Charles Baudelaire

da “Spleen et Idéal”, in “Les Fleurs du mal”, Paris, Poulet-Malassis et de Broise, 1861

«Senza accorgermene ho compiuto» – Valerio Magrelli

Valerio Magrelli, foto di Dino Ignani

 

Senza accorgermene ho compiuto
il giro di me stesso.
Ho iniziato il racconto
ma inavvertitamente
sono arrivato alla fine
ad illustrarmi, a nascondere
nell’angolo del quadro
la mia immagine.
Con l’ultimo cabotaggio si conclude
questa passione geometrica
o forse solamente
si arriva a prospettare
la descrizione di un punto
da infiniti altri punti.

Valerio Magrelli

da “Aequator lentis”, in “Ora serrata retinae”, Feltrinelli, 1980

Middle class blues – Hans Magnus Enzensberger

Edward Hopper, Seven A.M., 1948

 

Non possiamo lamentarci.
Abbiamo da fare.
Siamo sazi.
Mangiamo.

Cresce l’erba,
il prodotto sociale,
l’unghia delle dita,
il passato.

Le strade sono vuote.
Le chiusure sono perfette.
Le sirene tacciono.
Questo passa.

I morti hanno fatto il loro testamento.
La pioggia è cessata.
La guerra non è stata dichiarata.
Questo non è urgente.

Noi mangiamo l’erba.
Noi mangiamo il prodotto sociale.
Noi mangiamo le unghie.
Noi mangiamo il passato.

Non abbiamo nulla da nascondere.
Non abbiamo nulla da perdere.
Non abbiamo nulla da dire.
Abbiamo.

L’orologio è caricato.
La vita è regolata.
I piatti sono lavati.
L’ultimo autobus sta passando.

È vuoto.

Non possiamo lamentarci.

Cosa aspettiamo ancora?

Hans Magnus Enzensberger

(Traduzione di A. M. Giachino)

da “Poesia Tedesca del Novecento”, Rizzoli, 1977

 ∗∗∗

Middle class blues

wir können nicht klagen.
die verhältnisse sind geordnet.
wir sind satt.
wir essen.
das gras wächst.
das sozialprodukt,
der fingernagel,
die vergangenheit.

die strassen sind leer.
die abschlüsse sind perfekt.
die sirenen schweigen.
das geht vorüber.

die toten haben ihr testament gemacht.
der regen hat nachgelassen.
der krieg ist noch nicht erklärt.
das hat keine eile.

wir essen das gras.
wir essen das sozialprodukt.
wir essen die fingernägel.
wir essen die vergangenheit.

wir haben nichts zu verheimlichen.
wir haben nichts zu versäumen.
wir haben nichts zu sagen.
wir haben.

die uhr ist aufgezogen.
wir haben zu tun.
die teller sind abgespült.
der letzte autobus fährt vorbei.

er ist leer

wir können nicht klagen.

worauf warten wir noch?

Hans Magnus Enzensberger

da “Poems of Hans Magnus Enzensberger”, Penguin, 1968