Ritratto di un’ombra – Paul Celan

Foto di Anastasia Laktina

 

I tuoi occhi, orma di luce dei miei passi;
la tua fronte, solcata dal lampo delle spade;
i tuoi sopraccigli, orlo della rovina;
le tue ciglia, messi di lunghe lettere;
i tuoi riccioli, corvi, corvi, corvi;
le tue guance, stemma del mattino;
le tue labbra, ospiti tardivi;
le tue spalle, statua dell’oblio;
i tuoi seni, amici delle mie serpi;
le tue braccia, ontani alla porta del castello;
le tue mani, tavole di morti giuramenti;
i tuoi fianchi, pane e speranza;
il tuo sesso, legge dell’incendio boschivo;
le tue cosce, ali nell’abisso;
i tuoi ginocchi, maschere della tua boria;
i tuoi piedi, teatro d’armi dei pensieri;
le tue piante, cripte di fiamme;
la tua orma, occhio del nostro addio.

Paul Celan

(1948, probabilmente dopo il mese di luglio)

(Traduzione di Michele Ranchetti e Jutta Leskien)

da “Conseguito silenzio”, Einaudi, Torino, 1998

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Bildnis eines Schattens

Deine Augen, Lichtspur meiner Schritte;
deine Stirn, gefurcht vom Glanz der Degen;
deine Brauen, Wegrand des Verderbens;
deine Wimpern, Boten langer Briefe;
deine Locken, Raben, Raben, Raben;
deine Wangen, Wappenfeld der Frühe;
deine Lippen, späte Gäste;
deine Schultern, Standbild des Vergessens;
deine Brüste, Freunde meiner Schlangen;
deine Arme, Erlen vor dem Schloßtor;
deine Hände, Tafeln toter Schwüre;
deine Lenden, Brot und Hoffnung;
dein Geschlecht, Gesetz des Waldbrands;
deine Schenkel, Fittiche im Abgrund;
deine Kniee, Masken deiner Hoffart;
deine Füße, Walstatt der Gedanken;
deine Sohlen, Flammengrüfte;
deine Fußspur, Auge unsres Abschieds.

Paul Celan

da “Die Gedichte aus dem Nachlaß”, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1997

«Quando il pensiero di te mi accompagna» – Umberto Saba

Foto di David Hamilton

 

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.
Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovinezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te, che tu vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa quasi disumana!

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

«È larga e gialla la luce serale» – Anna Andreevna Achmatova

 

È larga e gialla la luce serale,
Mite il fresco d’aprile.
Hai tardato molti anni,
Ma sono lieta di te.

Siedi più a me vicino,
Guardami con gli occhi allegri:
Ecco il quaderno azzurro
Dei miei versi infantili.

Perdona se son vissuta affliggendomi,
E il sole poco m’ha allietata.
Perdona, perdona se molti
Ho scambiato per te.

Anna Andreevna Achmatova

1915

(Traduzione di Bruno Carnevali e Paolo Galvagni)

da “Stormo bianco”, in “Luce allo Zenith e altre poesie”, Passigli Editori, 2007

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«Широк и желт вечерний свет,»

Широк и желт вечерний свет,
Нежна апрельская прохлада.
Ты опоздал на много лет,
Но все-таки тебе я рада.

Сюда ко мне поближе сядь,
Гляди веселыми глазами:
Вот эта синяя тетрадь—
С моими детскими стихами.

Прости, что я жила скорбя
И солнцу радовалась мало.
Прости, прости, что за тебя
Я слишком многих принимала.

Анна Андреевна Ахматова

1915

da “Белая стая. Стихотворения”, Петроград, 1917

«Natale, credo, scada il bollino blu» – Magrelli Valerio

Clarissa Bonet, On the Edge, 2015

 

Natale, credo, scada il bollino blu
del motorino, il canone URAR TV,
poi l’IMU e in piú il secondo
acconto IRPEF – o era INRI?
La password, il codice utente, PIN e PUK
sono le nostre dolcissime metastasi.
Ciò è bene, perché io amo i contributi,
l’anestesia, l’anagrafe telematica,
ma sento che qualcosa è andato perso
e insieme che il dolore mi è rimasto
mentre mi prende acuta nostalgia
per una forma di vita estinta: la mia.

Valerio Magrelli

da “Il sangue amaro”, Einaudi, Torino, 2014

La passeggiata – Vladislav Felicianovič Chodasevič

Dipinto di Adam Elsheimer

Dal ciclo La stella sopra la palma

È bello che al mondo
ci siano magiche notti,
il ritmico scricchiolio dei pini,
l’aroma di comino e camomilla
        e la luna.
 
È bello che al mondo
ci siano ancora bizzarrie del cuore,
che la principessa, pur senza amare,
conceda un bacio impresso
           sulle labbra.
 
È bello che in forma di ali
sullo stradello d’argento,
si sciolga in ombra lieve,
e oscillando si afflosci,
        un nastro nero.

È bello sorridendo pensare
che la principessa (pur senza amare!)
non dimentichi la notte di luna,
né i baci, e me neppure, –
        ora né mai!

Vladislav Felicianovič Chodasevič

Primavera 1910

(Traduzione di Caterina Graziadei)

da “Non è tempo di essere”, Bompiani, 2019

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Из цикла Звезда над пальмой

ПРОГУЛКА

Хорошо, что в этом мире
Есть магические ночи,
Мерный скрип высоких сосен,
Запах тмина и ромашки
        И луна.

 
Хорошо, что в этом мире
Есть еще причуды сердца,
Что царевна, хоть не любит,
Позволяет прямо в губы
        Целовать.
 
Хорошо, что, словно крылья
На серебряной дорожке,
Распластался тонкой тенью,
И колышется, и никнет
        Черный бант.
 
Хорошо с улыбкой думать,
Что царевна (хоть не любит!)
Не забудет ночи лунной,
Ни меня, ни поцелуев —
        Никогда!

Владислав Фелицианович Ходасевич

Весна 1910

da “Sčastlivyj domik [La casetta felice]”, Moskva, Al’ciona, 1914