Mare – Sophia de Mello Breyner Andresen

Foto di Franco Fontana

I

Di tutti gli angoli del mondo
Amo d’un amore piú forte e piú profondo
La nuda spiaggia in estasi e la duna
Dove mi unii al mare, al vento e alla luna.

II

Odoro gli alberi la terra e il vento
Che la primavera colma di profumi
Ma io vi voglio solo e solo vi procuro
La selvaggia esalazione delle onde
In ascesa verso gli astri come un grido puro.

Sophia de Mello Breyner Andresen

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

da “Come un grido puro”, Crocetti Editore, 2013

∗∗∗

Mar 

I

De todos os cantos do mundo
Amo com um amor mais forte e mais profundo
Aquela praia extasiada e nua,
Onde me uni ao mar, ao vento e à lua.

II

Cheiro a terra as árvores e o vento
Que a Primavera enche de perfumes
Mas neles só quero e só procuro
A selvagem exalação das ondas
Subindo para os astros como um grito puro.

Sophia de Mello Breyner Andresen

da “Poesia”, Coimbra, Edição da Autora, 1944

Pace – Nikiforos Vrettakos

Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore in un bicchiere, 1888

 

È come un rametto di mandorlo in un bicchiere
nel mio cuore l’amore. Vi cade il sole
e si colma d’uccelli.

L’usignolo più bravo dice il tuo nome.

Nikiforos Vrettakos

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

(da Quercia reale, 1958)

da “Poeti greci del Novecento”, “I Meridiani” Mondadori, 2010

∗∗∗

Εἰρήνη

Εἶναι ὅπως ἕνα ϰλωνάρι μυγδαλιᾶς σέ ποτήρι
στήν ϰαρδιά μου ἡ ἀγάπη. Πέφτει πάνω της ὁ ἥλιος
ϰαί γιομίζει πουλιά.

Τό ϰαλύτερο ἀηδόνι λέει τ’ ὄνομά σου.

Νικηφόρου Βρεττάκου

da “Βασιλιϰή δρῦς”, ΑθήναΔίφρος1959

«La mia anima è un giunco» – Marcello Comitini

Robert Hutinski from the series The Mirror

 

La mia anima è un giunco
sottomesso al vento aspro della tua voce
che risuona imperiosa tra le pareti rosse.
Nella penombra d’immensi specchi
la riconosce bene tra una parola e l’altra
la memoria del mio sangue.
Temo i tuoi occhi lucidi come la notte
come i sassi nelle acque fredde del fiume.
Legata al mio dolore imbavagliata e cieca
sono una rosa che sanguina
un controcanto al tuo piacere
una colomba amata dagli artigli di un’aquila.
Non mi spiegare il tuo amore: gli ubbidisco e basta.
Mi frusti con il tuo sorriso mi laceri la pelle
mi trafiggi con le lame del tuo sadismo
mi crocifiggi con l’orgasmo della tua autorità.
Sei la legge che previene il mio volere
lo piega a inesorabili sì che mi fanno sprofondare
verso l’incanto dell’abbandono.
Tra brividi di terrore sento
nel mio corpo fremere la voglia di urlare
dal profondo del mio nulla
che ti amerò per tutto il tempo
che mi lascerai libera d’amarti.

Marcello Comitini

da “Donne sole”, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

AMAZON – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020
IL MIO LIBRO – Donne sole, Edizioni Caffè Tergeste, 2020

George Gray – Edgar Lee Masters

Foto di Gérard Laurenceau

 

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrí e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio —
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters

(Traduzione di Fernanda Pivano)

da “Spoon River Anthology”, Einaudi Editore, 1943

∗∗∗

George Gray 

I have studied many times
The marble which was chiseled for me —
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire —
It is a boat longing for the sea and yet afraid.

Edgar Lee Masters

da “Spoon River Anthology”, Mc Millan Company, New York, 1916

«Sono qui seduto su un tappeto» – Giuseppe Conte

Colin Wilson on Hampstead Heath, 1956

XIV

Sono qui seduto su un tappeto
di foglie e fiori di primavera,

e il mio silenzio è una preghiera
ed ho con me la coppa e il vino.

Se la mia Amata fosse vicino
se la sua bocca lucente fosse qui.

Il profumo dei suoi baci
è più dolce del gelsomino.

Dicono che sono saggio perché
conosco tutte le parole di Dio

e so che il suo volto non si vede
ma a tutti i roseti concede

la sua porpora e il suo fuoco.
Ma io sono saggio perché bevo, gioco

canto mentre il tempo ci rapina.
Quante rose si apriranno stamattina

e quante ne cadranno domani
o sotto le raffiche degli uragani

avvizziranno. Il tempo ci affratella
noi che ci muoviamo sotto lo stesso cielo.

Non è la stessa per noi tutti quella
luna che sembra una melagrana

staccata lentamente dal suo ramo?
Ma io sono saggio perché amo.

Giuseppe Conte

da “Canti di Yusuf Abdel Nur”, in “Canti d’Oriente e d’Occidente”, “Lo Specchio” Mondadori, 1997