
Jerry Uelsmann, Untitled, 1992
[…]
i fiumi del tuo corpo il fiume dei corpi
paese di pulsazioni astri infusori rettili
entrare in te torrente di cinabro sonnambulo
paese d’occhi sigillati
acqua senza pensieri mareggiare delle genealogie
entrare in me giochi coniugazioni giullerie
entrando nel tuo corpo soggetto e oggetto obbietto e assolto
paesi di specchi in veglia
paese d’acqua sveglia fiume di soli
nella notte sopita “le alte fiere di pelle lucente”
scorre il fiume seminale dei mondi
l’occhio che lo guarda è un altro fiume
mi guardo in ciò che guardo ciò ch’io vedo è mia creazione
come entrare dai miei occhi la percezione è concezione
in un occhio più limpido acqua di pensieri
mi guarda ciò che guardo sono la creazione di ciò che vedo
delta di braccia desideranti acqua di verità
in un letto di vertigini verità d’acqua La trasparenza è tutto ciò che rimane
[…]
Octavio Paz
(Traduzione di Franco Mogni)
da “Bianco” (1966), in “Octavio Paz, Vento Cardinale e altre poesie”, “Lo Specchio” Mondadori, 1984
***
de «Blanco»
[…]
los ríos de tu cuerpo el río de los cuerpos
país de latidos astros infusorios reptiles
entrar en ti torrente de cinabrio sonámbulo
país de ojos cerrados
agua sin pensamientos oleaje de las genealogías
entrar en mí juegos conjugaciones juglarías
al entrar en tu cuerpo
país de espejos en vela subyecto y obyecto abyecto y absuelto
país de agua despierta
en la noche dormida río de soles
“las altas fieras de la piel luciente”
rueda el río seminal de los mundos
el ojo que lo mira es otro río
me miro en lo que miro es mi creación esto que veo
como entrar por mis ojos la percepción es concepción
en un ojo más límpido agua de pensamientos
me mira lo que miro soy la creación de lo que veo
delta de brazos del deseo agua de verdad
en un lecho de vértigos verdad de agua
La trasparencia es todo lo que queda
[…]
Octavio Paz
da “Blanco”, Joaquín Mortiz, México, 1967
Blanco andrebbe letto come successione di segni su pagina unica; col progredire della lettura, la pagina si sdoppia: spazio che muovendosi lascia apparire il testo e in qualche modo lo produce. Come il viaggio immobile a cui ci invita un rotolo di dipinti ed emblemi tantrici: se lo stendiamo, sotto i nostri occhi si svolge un rituale, una specie di processione o pellegrinaggio – verso dove? Lo spazio fluisce, genera un testo, lo dissipa – trascorre come se fosse tempo. A questa disposizione temporale, forma assunta dal corso del poema, dal suo di-scorso, ne corrisponde un’altra, spaziale: le differenti parti che lo compongono sono distribuite come regioni, colori, simboli, figure di un mandala… Caratteri tipografici e rilegatura di Blanco prima edizione volevano sottolineare la presenza, più che del testo, dello spazio che lo sorregge: ciò che rende possibili scrittura e lettura, ciò a cui approda ogni scrittura, ogni lettura.
Blanco è una composizione che offre la possibilità di più letture:
a) nel suo insieme, in quanto testo unico;
b) la colonna centrale è una poesia che affronta il tema della transizione della parola, dal silenzio al silenzio (da ciò che è « in bianco » a ciò che è bianco – al blanco inteso come centro o bersaglio) attraverso quattro stadi: giallo, rosso, verde, azzurro;
c) la colonna a sinistra è una poesia erotica in quattro fasi corrispondenti ai quattro elementi tradizionali;
d) la colonna a destra è un’altra poesia, in contrappunto con quella precedente, composta di quattro variazioni su sensazione, percezione, immaginazione, intendimento;
e) a prescindere da questa divisione, ciascuna delle quattro parti, singolarmente costituite da due colonne, può essere letta come testo unico: quattro poesie indipendenti;
f) la colonna centrale può essere letta come sei poesie sciolte, le colonne laterali, come otto. (Franco Mogni)