La polena – Maria Luisa Spaziani

Foto di Alessio Albi

I

Io sono la polena che qualcuno ha salvato
dalla demolizione di un veliero.
Aquila su scialba insegna d’osteria,
non fisso più orizzonti né tempeste.

Tu che passi sforzati di credere
allo slancio delle mie ali spiegate.
Ai fianchi dello scafo convergono gli oceani.
A me, immobile, i cieli reggono il volo.

 

II

Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti
non sono compatibili. Fra i libri
della mia adolescenza vigoreggiano
i balocchi dei figli, ed a brandelli
sfilacciati il mio abito da sposa.

Non si riposa il mare. E mi pretende
vigile a contemplare quanto resta
sul campo di battaglia. In prospettiva
si inazzurra il passato. E benedico
i miei e altrui peccati.

Maria Luisa Spaziani

da “Pallottoliere celeste”, “Lo Specchio” Mondadori, 2019

Verso l’Africa – Henrik Nordbrandt

Maria Gamundi, Embrace II

 

Quando scivoliamo l’uno nell’altra
i nostri volti si fanno più nitidi
sui segreti colori della terra
che si mescolano in un alone verdeturchese
del centro rosso rubino
che ci scaglia fuori nella notte estiva
finché il miele selvatico comincia
a gocciolarci dalle punte delle dita.
E il tuo corpo, che è stanco di viaggiare
come una tribù nomade in estinzione
trasforma la mia anima nel mio sesso
mentre i miei pensieri diventano femminili
e fuggono, casti come polene
seguiti da una scia di sangue e profumo.
E il tuo profilo egizio si volta
verso il riflesso di un sapere obliato dei tuoi occhi nei miei
e fa accendere una serie di invisibili lettere che dicono
come tutto è già scritto, ma nulla è stato letto
finché non sarà scritto ancora, dalla mia vita sulla tua e dalla tua sulla mia
mentre uno di noi è sempre diretto da sud a nord
e l’altro sempre diretto da nord a sud.

Henrik Nordbrandt

(Traduzione di Bruno Berni)

da “La città dei liutai”, in “Il nostro amore è come Bisanzio”, Donzelli Poesia, 2000

***

Mod Afrika

Når vi flyder ind i hinanden
bliver vores ansigter tydeligere
på de hemmelige jordfarver
der blandes i et turkisgrønt skær
af det rubinrøde center
som slynger os ud i sommernatten
til vild honning begynder
at dryppe fra vores fingerspidser.
Og din krop, der er træt af at rejse
som en uddøende nomadestamme
forvandler min sjæl til mit køn
mens mine tanker bliver kvindelige
og flygter, kyske som galionsfigurer
fulgt af et spor af blod og parfume.
Og din ægyptiske profil vender sig
mod dine øjnes genspejling af en glemt viden inde i mine
og får en række usynlige skrifttegn til at lyse hvor der står
at alt allerede er skrevet, men intet blevet læst
før det er skrevet en gang til, af mit liv på dit og af dit liv på mit
med den ene af os altid på vej fra syd til nord
og den anden altid på vej fra nord til syd.

Henrik Nordbrandt

da “ Violinbyggernes by”, Gyldendal, 1985

La foglia – Umberto Saba

Domenico Tattoli, Autumn Leaves

 

Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

L’ultimo crepuscolo – Eugenio Montejo

René-Jacques, Aux environs de Royan, Charente-Maritime, 1932

Ceneri dell’amore sugli altari del mondo,
niente di nuovo.
Álvaro Mutis

Che ne è stato di questo millennio ormai andato
al quale siamo arrivati in ritardo?
Siamo nati con l’ultimo crepuscolo,
quando le ombre di dieci secoli
si ammassavano in un immenso delta
di fronte a un oceano senza nessuno…

E dell’altro millennio che sta nascendo,
chi saprà dirci quante ore
potranno essere nostre, amore mio?
…Il tempo intorno a noi esiste o non esiste,
non si sa mai niente qui sulla terra.

Forse sono illusori gli anni e i lori movimenti
e le ore assenti
e tutte quelle trascorse.
Soltanto il tuo sorriso è vero,
più bello dei secoli che partono
o che arrivano;
soltanto la tua voce, i tuoi occhi, le tue parole
e il nostro stupore per la vita che è qui,
per poter celebrarla in ogni fiamma del suo fuoco
fino al minimo istante.

Eugenio Montejo

(Traduzione di Luca Rosi)

da “Papiri amorosi” (2002), in “La lenta luce del tropico”, Le Lettere, Firenze, 2006

***

El último crepúsculo 

Cenizas del amor en los altares del mundo,
nada nuevo.
Álvaro Mutis

¿Qué fue de este milenio ya tan ido
al que llegamos tarde?
Nacimos con el último crepúsculo,
cuando la sombras de diez siglos
se amontonaban en un inmenso delta
frente a un océano sin nadie…

Y del otro milenio que ya nace,
¿quién va a decirnos cuántas horas
podrán ser nuestras, amor mío?
…El tiempo en torno existe o inexiste,
nunca se sabe nada aquí en la tierra.

Quizá sean ilusorias los años y sus vueltas
y las horas ausentes
y todos las que fueron.
Sólo es vera tu risa,
más hermosa que los siglos que parten
o que llegan;
sólo su voz, sus ojos, tus palabras
y nuestro asombro de ser aquí la vida,
de celebrarla en cada lumbre de su fuego
hasta el mínimo instante.

Eugenio Montejo

da “Papiros amorosos”, Fundación Bigott, 2003 

La sposa – Marcello Comitini

Foto di Monia Merlo

 

Nuvole di carta vestono la sposa
come luna nel vento di marzo
scesa lungo i prati della villa antica.
Cammina tra le statue infreddolita.
Nascoste tra i platani e le querce
al canto ininterrotto degli uccelli
inspirano espirano le statue
ridono respirano non vedono
la sposa dalle spalle nude
sotto un arco di fiori irrigiditi
calpestati dal freddo.

Dove sono i compagni – chiedo ai fiori –
i parenti, gli amici? Dove lo sposo che l’attende?

Lei è sola con la sua felicità.

Con il mio sguardo vorrei cingerle le spalle
con le mie labbra baciare le sue labbra
con il mio fiato scaldare la sua pelle.

Ma lei è sola con la sua felicità.

Marcello Comitini

da “Quarto Giorno: poesie”, Edizioni Caffè Tergeste, 2018

AMAZON – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018
FELTRINELLI – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018