Partenza – Eugenio Montejo

Mario Giacomelli, Gabbiani

 

Parto con ogni nave di questo porto,
con ogni goccia azzurra di ossigeno
tra rauchi fischi.

Vado a Rotterdam, dove ora cade spessa la neve
e i gabbiani olandesi
frugando tra le merci
si posano sugli alberi delle navi.

Una cabina mi attende in ogni nave,
un libro di Li Po per la mia traversata;
– cercatemi a Rotterdam, scrivetemi
anche se non partissi.

Se non parto a quest’ora lo farò in un’altra;
le navi cambieranno, non il mio desiderio;
il mio desiderio è a Rotterdam:
da qui lo intravedo assieme alla neve
tra le sue case.

Non c’è una sola via sul mare
che non abbia il suo contrario,
non ci sono modi di stare e di non stare dove si viaggia.
Se scegliessi un’altra via piú semplice, piú umana,
partirei senza assentarmi,
toccandola la neve mi parrebbe calda.

In ogni nave di questo porto
ho noleggiato il mio bagaglio;
se anche mi vedessero domani qui nei moli,
sono a bordo;
le navi cambieranno, non il mio desiderio;
– cercatemi a Rotterdam, scrivetemi,
il mio desiderio ha il volo del gabbiano
e neve tra le sue ali.

Eugenio Montejo

(Traduzione di Luca Rosi)

dalla rivista “Poesia”, Anno XXII, Gennaio 2009, N. 234, Crocetti Editore

∗∗∗

Partida 

Me voy con cada barco de este puerto,
con cada gota azul de oxígeno
entre roncos silbatos.

Me voy a Rotterdam donde ahora cae densa la nieve
y las gaviotas holandesas
hurgando las mercaderías
se posan en los mástiles.

Un camarote me espera en cada barco,
un libro de Li Po para mi travesía;
-búsquenme en Rótterdam, escríbanme
aunque no parta.

Si no salgo a esta hora será en otra;
las naves cambiarán, no mi deseo;
mi deseo está en Rótterdam:
desde aquí con la nieve lo diviso
entre sus casas.

No hay un solo camino sobre el mar
sin su contrario,
no hay maneras de estar y no estar donde se viaja.
Si mediara otra senda más simple, más humana,
saldría sin ausentarme,
la nieve me sería cálida al tacto.

En cada barco de este puerto
tengo fletado mi equipaje;
aunque me vean aquí mañana por los muelles,
estoy a bordo,
las naves cambiarán, no mi deseo;
-búsquenme en Rotterdam, escríbanme,
mi deseo tiene vuelo de gaviota
y nieve entre sus alas.

Eugenio Montejo

da “Terredad”, Monte Avila Editores, 1978

Petali all’alba – Eugenio Montejo

Josef Sudek,The Last Rose, 1956

 

Stanza dopo stanza, lampada dopo lampada,
i palazzi si risvegliano
e tutto intorno la pioggia apre i suoi petali
con un lento sussurro che percorre
sete e tendaggi.
Dormiamo dentro a un fiore che si alza
troppo lentamente sul mondo.

Tuttora ignoriamo da quale paese remoto
ci ha portati il sonno,
ma ci risulta che tra la notte e il giorno
sono passati gli anni…

La pioggia sta schiudendo la sua corolla
nel mezzo della quale ci svegliamo.
Ora so che il tuo sorriso, i tuoi capelli,
i tuoi occhi dove la notte si attarda,
la neve che cade sui tuoi seni
e queste stesse parole
sono anche petali di qualche immenso calice,
petali che si stanno aprendo, amore mio,
con lo stesso sussurro della pioggia
sui vetri.

Eugenio Montejo

(Traduzione di Luca Rosi)

da “Papiri amorosi” (2002), in “La lenta luce del tropico”, Le Lettere, Firenze, 2006

***

Pétalos al alba 

Cuarto por cuarto, lámpara por lámpara,
los edificios amanecen
y en derredor la lluvia abre sus pétalos
con un lento susurro que recorre
sedas y cortinajes.
Dormidos dentro de una flor que se alza
demasiado despacio sobre el mundo.

Aún ignoramos de qué país remoto
nos ha traído el sueño,
pero nos consta que entre noche y día
han ocurrido los años…

La lluvia va entreabriendo su corola
en cuyo centro despertamos.
Ahora sé que tu risa, tus cabellos,
tus ojos donde la noche se demora,
la nieve que cae sobre tus senos
y estas mismas palabras
también son pétalos de algún inmenso cáliz,
pétalos que van abriéndose, amor mío,
con el mismo susurro de la lluvia
en la ventana.

Eugenio Montejo

da “Papiros amorosos”, Fundación Bigott, 2003