«Ti ricordi?» – Mariella Mehr

Foto di Nastya Kaletkina

 

Ti ricordi?
La casa corteggiata di rosso
con le pietre verdi di muschio
strette intorno
alla ferita della terra?

Nella colombaia
si tratteneva il cielo
un po’ arcigno; all’epoca i piccioni
volavano a frotte
verso il verde.

Non entrare correndo dalla porta
dicevi
quando arrivava colpo dopo colpo
e all’interno del cranio
– il mio –
dalle ossa cadeva
carne dopo carne.

Obliquo il volo attraversa il vento
contro la parola
quando la lingua di fuoco indica il cielo
e le ossa maldestre
chiedono la via
per il luogo dell’esecuzione.

Tu non chiedere delle mie ferite
quando la mia bocca affamata
cerca
di custodire gli angeli.

Mariella Mehr

(Traduzione di Anna Ruchat)

da “Ognuno incatenato alla sua ora”, Einaudi, Torino, 2014

∗∗∗

«Erinnerst Du dich?»

Erinnerst Du dich?
Das rotumworbene Haus
mit dem moosgrünen Gestein
um die Erdwunde
Geschlungen?

In der Colombaia
hielt sich der Himmel auf,
etwas mürrisch zu der Zeit
flogen die Tauben
grünwärts zuhauf.

Renn keine Türe ein,
Sagtest Du,
Wenn Schuß um Schuß traf
Und im Schädelinnern
– in meinem –
Fleisch um Fleisch
von den Knochen fiel.

Windschief der Flug
gegen das Wort,
wenn die Feuerzunge zum
Himmel zeigt
und Knochen, ungewandet,
nach dem Weg zur Schädelstätte fragen.

Frag Du nicht nach meinen Wunden
wenn mein Hungermund
Engel zu bergen
versucht.

Mariella Mehr

da “Nachrichten aus dem Exil”, Drava, 1998 

«Stiamo separati di fronte al mondo» – Mariella Mehr

Foto di Boris Smelov

 

Stiamo separati di fronte al mondo,
ognuno incatenato alla sua ora,
i nostri cani vanno a toccare un ieri,
quante volte e senza conseguenze?

Nebbia avvolge quel laggiú privo di sponde
nebbia si appoggia sulla mia spalla,
diventa pesante, piú pesante, diventa pietra.

C’è una sola parola captata origliando
che voglio cavare fuori e conservare,
perché resti indietro una ferita aperta,
a mia consolazione, una via nel domani.

Bastava la speranza? Allora sperate con me,
tutti voi soccombenti.
Spera anche tu,
mio cuore,
un’ultima volta.

Mariella Mehr

27.01.05

(Traduzione di Anna Ruchat)

da “Ognuno incatenato alla sua ora”, Einaudi, Torino, 2014

∗∗∗

«Wir stehen getrennt zur Welt»

Wir stehen getrennt zur Welt,
jeder an seine Stunde gekettet,
unsere Hünde berühren ein Gestern,
zum wievielten Mal und ohne Folge?

Nebel verhüllt das entuferte Dort
Nebel legt sich auf meine Schulter,
wird schwerer, schwerer, wird zu Gestein.

Nur ein einziges erlauschtes Wort
möcht ich heraushaun und halten,
es bliebe eine klaffende Wunde zurück,
mir zum Trost, ein Weg in den Morgen.

Reichte Hoffnung? Dann hofft mit mir,
alle ihr Untergehenden.
Hoffe du auch,
mein Herz,
ein letztes Mal.

Mariella Mehr

27.01.05

«Ancora ti prospera il fogliame intorno al cuore» – Mariella Mehr

Foto di Katia Chausheva

 

Ancora ti prospera il fogliame intorno al cuore
e una fresca presa di sale
impregna il tuo sguardo.

Di me nessuno vuol sapere,
di chi io sia la spezia
e di quale amore la durata.

Spesso canta il lupo nel mio sangue
e allora l’anima mia si apre
in una lingua straniera.

Luce, dico allora, luce di lupo,
dico, e che non venga nessuno
a tagliarmi i capelli.

Mi annido in briciole straniere
e sono a me parola sufficiente.
Effimero, mi dico,
perché presto cesserà ogni annidare,

e scorre via il resto di ogni ora.

Mariella Mehr

(Traduzione di Anna Ruchat)

da “Ognuno incatenato alla sua ora”, Einaudi, Torino, 2014

∗∗∗

«Dir blüht noch Laub ums Herz»

Dir blüht noch Laub ums Herz,
und eine frische Prise Salz
haftet dir im Blick.

Von mir will keiner wissen,
wess’ Gewürz ich bin
und welcher Liebe Dauer.

Oft singt mir der Wolf im Blut,
dann wird mir warm
in einer fremden Sprache.

Licht, sag ich dann, Wolfslicht,
sag ich, und das mir keiner komme,
das Haar zu schneiden.

In fremden Krumen keime ich
und bin mir Wort genug.
Vergänglich, sag ich mir,
denn bald hört jedes Keimen auf,

Und einer jeden Stunde Rest läuft ab.

Mariella Mehr

da “Nachrichten aus dem Exil”, Drava, 1998