La mia casa e il mio cuore – Marcos Ana

Edward Hopper, Rooms by the Sea, 1951

(sogno di libertà)

Se un giorno tornerò alla vita
la mia casa non avrà chiavi:
sempre aperta, come il mare,
il sole e l’aria.

Che entrino la notte e il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il pane rosso dell’aurora;
la luna, mia dolce amante.

Che l’amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né la rondine il volo,
né l’amore le labbra. Nessuno.

La mia casa e il mio cuore
mai chiusi: che passino
gli uccelli, gli amici,
e il sole e l’aria.

Marcos Ana

(Traduzione di Chiara De Luca)

da “Ditemi com’è un albero”, Crocetti Editore, 2009

***

Mi casa y mi corazón 

(sueño de libertad)

Si salgo un día a la vida
mi casa no tendrá llaves:
siempre abierta, como el mar,
el sol y el aire.

Que entren la noche y el día,
y la lluvia azul, la tarde,
el rojo pan de la aurora;
La luna, mi dulce amante.

Que la amistad no detenga
sus pasos en mis umbrales,
ni la golondrina el vuelo,
ni el amor sus labios. Nadie.

Mi casa y mi corazón
nunca cerrados: que pasen
los pájaros, los amigos,
el sol y el aire.

Marcos Ana

da “Decidme cómo es un árbol”, Umbriel Editores, 2007

Cari luoghi – Leonardo Sinisgalli

Foto di Anka Zhuravleva

TI VENGO VICINO

Ti vengo vicino, per vederti
devo difendere gli occhi
dalle spine.

Ti posso chiamare, nessuno
mi sente nel giardino.

PER QUESTO VIOTTOLO

Per questo viottolo
storto, stretto, gonfio
di murmuri, di strepiti
potrò raggiungere tra gli iris
il recinto di cenere.

STO IN ATTESA

Sto in attesa a guardare
laggiù quando scoppiano
i fiori tra le foglie.

CARI LUOGHI

Cari luoghi dove
ti pare di udire
di rimbalzo la tua voce.

HA RIPRESO A TUBARE

Ha ripreso a tubare la tortora
dei vicini, trema
la batteria delle padelle,
la bimba in cucina
scrive i nomi delle sorelle
su un guscio d’uovo.

RITARDA IL FREMITO

Ritarda il fremito della chioma
fitta e fresca davanti
alla finestra – la nuvola
si sposta di un millimetro –
vieta a questi voli
di oscurarci.

Leonardo Sinisgalli

da “Dimenticatoio”, (1975-1978), in “Leonardo Sinisgalli, Tutte le poesie”, Mondadori, 2020

Sensation – Arthur Rimbaud

Portrait of Arthur Rimbaud at the age of seventeen, by Étienne Carjat, c. 1872.

 

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue:
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.
 
Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:
Mais l’amour infini me montera dans l’âme,
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, – heureux comme avec une femme.

Arthur Rimbaud

da “Œuvres complètes”, a cura di Antoine Adam, “Bibliothèque de la Pléiade”, Paris, 1972

∗∗∗

Sensazione

Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri,
Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo.

Non dirò niente, non penserò niente: ma
L’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro
Nella Natura, – felice come con una donna.

Arthur Rimbaud

Marzo 1870

(Traduzione di Diana Grange Fiori)

da “Arthur Rimbaud, Opere”, “I Meridiani” Mondadori, 1975

∗∗∗

Sensazione

Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera:
trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, – lieto come con una donna.

Arthur Rimbaud

Marzo 1870

(Traduzione di Laura Mazza)

da “Arthur Rimbaud, Tutte le poesie”, Newton Compton, 1972

Linee melodiche di convergenza – Luigi H. Perfetti

Luigi H. Perfetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un figlio che nasca per andare in viaggio
già nato e vissuto nell’uomo che stai abbracciando.
La terrena evidenza nel distrarre l’intimità
e salvarla dal rumore di chi prende e passa
senza conoscere, senza fermarsi a conoscere.
Ma è cielo questo che inonda ogni mattina presto
e che suona come Chet Baker la propria costellazione.
La tua costellazione, le tende scostate appena
fino al lembo di guerra che io stesso ho acceso
quando mi hai messo nel quadro.
E ancora in automobile, la strada quotidiana,
il pacchetto di sigarette da comprare – ma forse neanche
questa canzone – la luce di un semaforo che non conosce
mai riposo (solo se se non ci siamo),
il perdono così alto adesso, tenerti nel bicchiere
che ho dentro. Gli alberi che stanno sistemando
in quella via, tutti gli appuntamenti del giorno.
E la voce nel mare, sono io.
Ma sono anch’io, ripreso di lato, quello che cammina
a passo svelto e sorride. E a cosa sorride, ti chiedi.
Il colore del vestito, il vetro rosa, gli occhi più cari
di un intero e di un frammento.
È sempre stato e sempre così sarà.

«Amo il bianco tra le parole» – Chandra Livia Candiani

Donata Wenders, The Veil, Paris, 2002

 

Amo il bianco tra le parole,
il loro margine ardente,
amo quando taci
e quando riprendi a parlare,
amo la parola che spunta
solitaria
sullo specchio buio del vocabolario,
e quando sborda, va alla deriva
con deciso smarrimento,
quando si oscura
e quando si spezza,
si fa ombra.
Quando veste il mondo,
quando lo rivela,
quando fa mappa,
quando fa destino.
Amo quando è imminente
e quando si schianta,
quando è straniera,
quando straniera sono io
nella sua ipotetica terra,
amo quello che resta,
dopo la parola detta,
non detta. E quando è proibita
e pronunciata lo stesso,
quando si cerca e si vela,
quando si sposa
e quando è realtà di muri
limite che incaglia al suolo,
quando scorre candida
e corre per prima a bere,
e quando preme alla gola,
spinge all’aperto,
quando è presa a prestito,
quando mi impresta al discorso
dell’altro, quando mi abbandona.
Non voglio una parola di troppo,
voglio un silenzio a dirotto,
non un commercio tra mutezza e voce,
ma una breccia,
una spaccatura che allarga luce,
una pista delle scosse.
Dammi un ascolto che precipita –
parola.
Che nasce.

Chandra Livia Candiani

da “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore”, Torino, Einaudi, 2014