La passeggiata – Milo de Angelis

André Kertész, Panchina rotta, New York, 1962

 

 

 

 

 

 

 

 

“Non li abbraccerò più” dice a occhi bassi
con le parole cristiane, miti ma nitide
mentre questo pomeriggio
si sta abbassando sui giardini pubblici
“li odio, quei visi, li odio anch’io”
e racconta le confessioni, le tavolate gelide
dell’ubbidienza
e il lirismo cattolico
con cui l’hanno torturato, il fango,
i suoi padroni
“posso abbandonare tutto, anche ora,
in questo istante” e ci fermiamo
in un lato del viale, e fissa
una panchina, un pensiero scuro
che si muove “anche qui
da un momento all’altro: posso”.

Milo De Angelis

da “L’ascolto (1974-1975)”, in “Somiglianze”, Guanda, Milano, 1976

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