Poesia d’amore – Charles Simic

Foto di Anka Zhuravleva

 

Spolverino di piume.
Gabbia d’uccelli fatta di bisbigli.
Coda di un gatto nero.

Sono un bambino che corre
con le forbici aperte.
E con gli occhi bendati.

Tu sei un cuore che batte
nella selva oscura.
Sei l’urlo sulla ruota panoramica.

Proprio così, bruja
che batti il piede con le mani ai fianchi.

Notte sulla fiera.
Orchestra di legni.
Due borsaioli ciechi nella folla.

Charles Simic

(Traduzione di Andrea Molesini)

da “Hotel Insonnia”, Adelphi, 2002

∗∗∗

Love poem

Feather duster.
Birdcage made of whispers.
Tail of a black cat.

I’m a child running
With open scissors.
My eyes are bandaged.

You are a heart pounding
In a dark forest.
The shriek from the Ferris wheel.

That’s it, bruja
With arms akimbo
Stamping your foot.

Night at the fair.
Woodwind band.
Two blind pickpockets in the crowd.

Charles Simic

da “Jackstraws: Poems”, Houghton Mifflin Harcourt, 2000 

I più uniti – Blaga Dimitrova

Foto di Janine Mizéra

 

Vuoi che rimanga per te solo un’amica.
Come posso capirlo?
Che mani fuse fino al dolore 
ora si sfiorino appena?

Sguardi che assetati si bevevano al fondo –
accennino soltanto un saluto?
Labbra senza pietà ardenti 
si scambino semplici frasi?

No, non siamo buoni amici.
Non può esistere un mezzo-amore.
Eravamo i più uniti… Per questo, da ora
nel mondo saremo i più estranei.

Blaga Dimitrova

1959

(Traduzione di Valeria Salvini)

da “Segnali (Poesie scelte 1937-1999)”, Fondazione Piazzolla, Roma, 2000

∗∗∗

Бяхме най-близки

Искаш с теб да останем добри познати.
Как да разбирам това?
Длани, които до болка се стапяха сляти –
да се здравистват едва?

Погледи, дето до дъно се пиеха жадни –
леко да се поздравят?
Устни, които се пареха безпощадни –
дружески да си мълвят?

Не, ние не можем да бъдем добри познати.
Няма среда в любовта.
Бяхме най-близки… Затуй отсега нататък
ше сме най-чужди в света.

Блага Димитрова

1959

da “Do utre. Stihotvorenija”, (A domani. Poesie), Sofia, 1959

Sasso – Charles Simic

Càlati in un sasso,
io farei così.
Lascia che altri si facciano colomba
o digrignino i denti come tigri.
Mi basta essere un sasso.

All’esterno è un enigma:
nessuno sa come rispondere.
Ma fresco e quiete dev’esserci all’interno.
Anche se una mucca lo calca col suo peso,
anche se un bambino lo getta dentro un fiume;
il sasso affonda, lento, imperturbato,
fino al fondo,
dove i pesci bussano alla sua soglia
e vengono a origliare.

Ho visto scintille schizzar via
quando due sassi sono strofinati
forse là dentro non fa così buio;
forse c’è una luna che brilla
da chissà dove, spuntando magari dietro un colle —
un chiarore appena sufficiente a decifrare
quelle strane scritte, mappe stellari
sui muri interiori.

Charles Simic

(Traduzione di Andrea Molesini)

da “Hotel Insonnia”, Adelphi, 2002

∗∗∗

Stone

Go inside a stone
That would be my way.
Let somebody else become a dove
Or gnash with a tiger’s tooth.
I am happy to be a stone.

From the outside the stone is a riddle:
No one knows how to answer it.
Yet within, it must be cool and quiet
Even though a cow steps on it full weight,
Even though a child throws it in a river;
The stone sinks, slow, unperturbed
To the river bottom
Where the fishes come to knock on it
And listen.

I have seen sparks fly out
When two stones are rubbed,
So perhaps it is not dark inside after all;
Perhaps there is a moon shining
From somewhere, as though behind a hill —
Just enough light to make out
The strange writings, the star-charts
On the inner walls.

Charles Simic

da “Dismantling the Silence: Poems”, G. Braziller, 1971

Ars poetica – Blaga Dimitrova

Foto di Gabrielle Duplantier

 

Ogni tua poesia
crea come fosse l’ultima.
In questo secolo in volo
supersonico e saturo di stronzio,
carico di terrorismo,
sempre più improvvisa arriva la morte.
Ogni tua parola invia
come l’ultima prima della fucilazione,
un grido impresso nel muro della prigione.
Non hai diritto ad una menzogna,
neanche fosse un piccolo bel gioco.
Semplicemente non avrai il tempo
di correggere da solo il tuo errore.
Laconicamente e senza pietà
ogni tua poesia scrivi col sangue
come fosse un addio.

Blaga Dimitrova

1966

(Traduzione di Valeria Salvini)

da “Segnali (Poesie scelte 1937-1999)”, Fondazione Piazzolla, Roma, 2000 

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Ars poetica

всяко свое стихотворение
ти създавай като последно.
В този век. наситен със стронций,
зареден с тероризъм,
литнал с ултразвукова скорост,
все по внезапно идва смъртта.
Всяка своя дума изпращай
както сетно писмо пред разстрел,
врязан зов в зида на затвор.
Нямаш право ти на лъжа,
даже на малка игра красива.
Няма просто време да имаш
свойта грешка сам да изправиш.
Лаконично и безпощадно
всяко свое стихотворение
с кръв написвай като прощално.

Блага Николова Димитрова

da “Обратно време: стихове”, Български писател, 1966