Sotto i colpi – Nelo Risi

Foto di Brett Weston

 

C’è gente che ci passa la vita
che smania di ferire:
dov’è il tallone gridano dov’è il tallone,
quasi con metodo
sordi applicati caparbi.

Sapessero
che disarmato è il cuore
dove più la corazza è alta
tutta borchie e lastre, e come sotto
è tenero l’istrice.

Nelo Risi

da “Pensieri elementari”, “Lo Specchio” Mondadori, 1961

L’animo di un poeta – Ko Un

Foto di Vivian Maier

 

Un poeta nasce negli spazi tra crimini,
furti, uccisioni, frodi, violenze,
nelle zone più oscure di questo mondo.

Le parole di un poeta s’insinuano tra le
espressioni più volgari e basse,
nei quartieri più poveri della città,
e per qualche tempo dominano la società.

L’animo di un poeta è un solitario grido di verità
nato negli spazi fra mali e bugie del nostro tempo,
picchiato a morte da tutti gli altri animi.

L’animo di un poeta è condannato, non v’è dubbio.

Ko Un

(Traduzione di Vincenza D’Urso)

da “Fiori d’un istante”, Libreria Editrice Cafoscarina, 2005

«Io vado errando sulla prima neve» – Sergej Aleksandrovič Esenin

 

Io vado errando sulla prima neve,
nel cuore mughetti di forze scoppiate.
La sera ha acceso sopra la mia strada
la candela turchina d’una stella.

Io non so se ci sia luce o buio,
se nella selva canti il gallo o il vento.
Forse, invece dell’inverno sui campi,
cigni si sono posati sul prato.

Tu sei bella, o bianca distesa!
Il lieve gelo mi riscalda il sangue!
Ho desiderio di stringere al corpo
i seni nudi delle betulle.

O folta torbidità boschiva!
O gaiezza dei campi nevosi!…
Ho desiderio di serrare tra le braccia
i fianchi di legno delle vétrici.

Sergej Aleksandrovič Esenin

1917

(Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

da “Poesia russa del Novecento”, Guanda, Parma, 1954

∗∗∗

«Я по первому снегу бреду»

Я по первому снегу бреду.
В сердце ландыши вспыхнувших сил.
Вечер синею свечкой звезду
Над дорогой моей засветил.

Я не знаю — то свет или мрак?
В чаще ветер поет иль петух?
Может, вместо зимы на полях,
Это лебеди сели на луг.

Хороша ты, о белая гладь!
Греет кровь мою легкий мороз.
Так и хочется к телу прижать
Обнаженные груди берез.

О лесная, дремучая муть!
О веселье оснеженных нив!
Так и хочется руки сомкнуть
Над древесными бедрами ив.

Сергей Александрович Есенин

1917

da “Полное собрание сочинений в семи томах, Том 1.: Стихотворения”, Наука: Голос, 1995

Giardino inglese – Fernanda Romagnoli

Fernanda Romagnoli

 

Come un lampo – rividi quel sentiero
fra le magnolie. E mi toccò il pensiero
che la nicchia nell’edera ancora
non avesse scordato la mia schiena,
che il nido di verbena
non si fosse riavuto.
Da poco era piovuto, e i grandi fiori
dissetati splendevano, che un tempo
come piccoli pugni si serravano
per resistere a un marzo di gran vento.
Passando, in un barbaglio lo rividi.
O mi parve. Talora la memoria
volta lo specchio:
non più freccia – bersaglio.

Fernanda Romagnoli

da “Il tredicesimo invitato”, Garzanti, Milano, 1980

Nessuno può conoscermi – Paul Éluard

Théodore Blanc et Antoine Demilly, Les Yeux Fertiles, 1945-1950

 

Nessuno può conoscermi
Come tu mi conosci

Gli occhi tuoi dove dormiamo
Tutti e due
Alle mie luci d’uomo hanno dato destino
Migliore che alle notti della terra

Gli occhi tuoi dove viaggio
Ai gesti delle strade hanno donato
Un senso distinto dal mondo

Negli occhi tuoi coloro che ci svelano
La solitudine nostra infinita
Non sono piú quelli che credevan essere

Nessuno può conoscerti
Come io ti conosco.

Paul Éluard

(Traduzione di Franco Fortini)

da “Les yeux fertiles”, 1936, in “Paul Éluard, Poesie”, “I Supercoralli” Einaudi, 1955

∗∗∗

On ne peut me connaître

On ne peut me connaître
Míeux que tu me connais

Tes yeux dans lesquels nous dormons
Tous les deux
On fait à mes lumières d’homme
Un sort meilleur qu’aux nuits du monde

Tes yeux dans lesquels je voyage
Ont donné aux gestes des routes
Un sens détaché de la terre

Dans tes yeux qui nous révèlent
Notre solitude infinie
Ne sont plus ce qu’ils croyaient étre

On ne peut te connaître
Mieux que je te connais.

Paul Éluard

da “Les yeux fertiles”, Paris, G.L.M., 1936