Specchio – Sylvia Plath

Edward Steichen, The Mirror, 1905

 

Sono d’argento e rigoroso. Non ho preconcetti.
Quello che vedo lo ingoio all’istante 
così com’è, non velato da amore o da avversione.
Non sono crudele, sono solo veritiero—
l’occhio di un piccolo dio, quadrangolare.
Passo molte ore a meditare sulla parete di fronte.
È rosa e macchiettata. La guardo da tanto tempo
che credo faccia parte del mio cuore. Ma c’è e non c’è.
Facce e buio ci separano ripetutamente.
Ora sono un lago. Una donna si china su di me,
cercando nella mia distesa ciò che essa è veramente.
Poi si volge alle candele o alla luna, quelle bugiarde.
Vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
Lei mi ricompensa con lacrime e un agitare di mani.
Sono importante per lei. Va e viene.
Ogni mattina è sua la faccia che prende il posto del buio.
In me ha annegato una ragazza e in me una vecchia
sale verso di lei giorno dopo giorno come un pesce tremendo.

Sylvia Plath

23 ottobre 1961

(Traduzione di Anna Ravano)

da “Attraversando l’acqua”, in “I capolavori di Sylvia Plath”, Mondadori, 2004

∗∗∗

Mirror

I am silver and exact. I have no preconceptions.
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful—
The eye of the little god, four cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is a part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.
Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.

Sylvia Plath

23 October 1961

da “Crossing the Water: Transitional Poems”. Edited by Ted Hughes. New York: Harper, 1971

Via Velasca – Leonardo Sinisgalli

Herbert List, Goldfish Bowl, Santorini, 1937

 

Il calpestìo di tanti anni
L’ha quasi affondata, la via
Incredibilmente si è stretta.
Questa è l’ora mia, la mia ora diletta.
Io, ricordo la sera che alla fioca
Luce si spense ogni rumore, un grido
Disse il mio nome come in sogno e sparve.
La via s’incurva, sgocciola
Il giorno dalle cime dei tetti:
Quest’ora dolce suona nel petto.
Non è che una larva restìa
La luce, un barlume: entro la boccia
Di vetro un pesce s’illumina.

Leonardo Sinisgalli

da “Vidi le Muse”, “Lo Specchio” Mondadori, 1943

Song of Yourself – Hans-Hürger Heise

Masao Yamamoto, Moon

 

Tu sei palese a te stesso
è chiaro
tu sei evidente a te stesso – pochi
è chiaro
ti sono cosí evidenti
come te

È chiaro
È evidente

Tu hai occhi scuri (azzurri)
mani sottili signorili (forti attive)
tu puoi dare di piglio (non hai bisogno di dare di piglio)
sei qualcosa di speciale
è chiaro

È chiaro
È evidente

Tu hai la disposizione che ci vuole
verso Dio
verso le auto
verso gli ebrei/ariani/cavalli
verso il sesso
verso l’eternità
verso la pena di morte
(questo si spera è chiaro
si presume è evidente)

Quelli che abitano in palazzi
è chiaro
sono farabutti
è gente senza sensibilità
indegna di vivere
è chiaro
è evidente

Quelli che abitano in capanne
è chiaro
sono dei fannulloni
negri
analfabeti che non meritano di meglio
che devono darsi da fare di piú
come te
è chiaro

Tutto è chiaro
tutto è chiaro e      tutto è bene

Tutto quello che è bene per te
è bene
il bel tempo in settembre
     quando tu voli a Majorca
la pioggia in giugno
     quando deve crescere la tua erbetta appena seminata.

Tutto questo
è bene
È chiaro

Sicché tutto è bene tutto chiaro
tutto predisposto per il meglio
la luna (per esempio)
quando tu di sera
devi passare per un prato al buio
la luna
               com’è romantica
               com’è significativa
               com’è bella e utile
la luna
è una lanterna
                             appesa
                                           con quanta poesia
                              al ramo
              di un pinastro
      proprio
per te

È chiaro
È evidente
Meno

meno evidente è
che un giorno tu devi andartene (te ne andrai, sei costretto)
Questo non ti è evidente
Non ti è chiaro
Ti spaventa

Questo sembra a te
      fedele praticante
     combattente di guerre mondiali
     mangiatore di bistecche
sommamente ingiusto
del tutto privo di senso
incomparabilmente amorale
di una brutalità che grida al cielo

Hans – Hürger Heise

(Traduzione di Roberto Fertonani)

da “Giovani poeti tedeschi”, Einaudi, Torino, 1969

***

Song of Yourself

Du liegst dir auf der Hand
das ist klar
Du leuchtest dir ein — wenige
das ist klar
leuchten dir so ein
wie du

Das ist klar
Das leuchtet ein

Du hast braune (blaue) Augen
schmale vornehme (kräftige arbeitsame) Hände
Du kannst zupacken (hast es nicht nötig zuzupacken)
Bist was Besonderes

Das ist klar
Das ist klar
Das leuchtet ein

Du hast die richtige Einstellung
zu Gott
zu Autos
zu Juden/Ariern/Pferden
zu Sex
zur Ewigkeit
zur Todesstrafe
(das ist hoffentlich klar
das leuchtet vermutlich ein)

Die in Palästen wohnen
das ist klar
sind Schurken
ohne Lebensberechtigung
Das ist klar Das leuchtet ein

Die in Hütten wohnen
das ist klar
sind Faulpelze
Neger
Analphabeten die es nicht besser verdienen
die sich mehr anstrengen sollen
wie du
das ist klar

Alles ist klar
Alles ist klar     und alles ist gut

Alles was gut für dich ist
ist gut
Schönes Wetter im September
     wenn du nach Mallorca fliegst
Regen im Juni
     wenn dein frischgesäter Rasen wachsen soll

All das
ist gut
Das ist klar

Soweit ist alles gut alles klar
alles bestens geordnet
Der Mond (zum Beispiel)
wenn du abends
über eine dunkle Wiese gehen mußt
der Mond
                   wie romantisch
                    wie sinnvoll
                    wie schön und wie nützlich
der Mond
ist eine Laterne
                             aufgehängt
                                                   wie poetisch
                                 am Zweig
                  einer Föhre
           eigens
für dich

Das ist klar
Das leuchtet ein
Weniger

weniger leuchtet ein
daß du eines Tages ab treten sollst (wirst mußt)
Das leuchtet dir nicht ein
Das ist dir nicht klar
Das erschreckt dich

Das erscheint dir
       Kirchgänger
       Weltkriegsteilnehmer
       Beefsteakesser
als höchst ungerecht
als gänzlich sinnlos
als unvergleichlich amoralisch
als himmelschreiend brutal

Hans – Hürger Heise

da “Gedichte und Prosagedichte: 1949 – 2001”, Wallstein Verlag, 2002

finché arrivano lettere d’amore – Helga Maria Novak

Alfred Lambert, Juliet (Daughter of Richard H.Fox of Surrey), 1931

 

finché arrivano lettere d’amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

Helga Maria Novak

(Traduzione di Paola Quadrelli)

dalla rivista “Poesia”, Anno XXIX, Giugno 2016, Crocetti Editore

∗∗∗

solange noch Liebesbriefe eintreffen

solange noch Liebesbriefe eintreffen
ist nicht alles verloren
solange noch Umarmungen und Küsse
ankommen und sei es in Briefen
ist nicht alles verloren
solange ihr noch in Gedanken
nach meinem Verbleib fahndet
ist nicht alles verloren

Helga Maria Novak

da “Wo ich jetzt bin. Gedichte”,  Schöffling, Frankfurt am Main, 2005

«Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo» – Angelo Maria Ripellino

Rupert Vandervell, Man on Earth

2.

Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo.
Devi associarti a una consorteria
di violinisti guerci, di furbi larifari,
di nani del Veronese, di aiuole militari,
di impiegati al catasto, di accòliti della Schickería.
E ballare con loro il verde allegro dello sfacelo,
le gighe del marciume inorpellato,
inchinarti dinanzi ai feticci della camorra,
come Abramo dinanzi al volere del cielo.
Guai a chi sulla terra è sprovvisto di santi,
guai a chi resta solo come un re disperato
fra neri ceffi di lupi digrignanti.

Angelo Maria Ripellino

da “Lo splendido violino verde”, Einaudi, Torino, 1976