I bambini – Juan Gelman

Foto di Robert Doisneau

 

Vi ringrazio di esserci, di sorgere.
Puri, azzurri, puliti, affacciati da dietro la camicia, con il
sorriso addosso, l’uccellino al suo posto, lo stupore anche.

Sotto i vostri grembiuli la tenerezza schiamazza e ancora
credete all’aria, al fiore, al cielo, agli angoli.

Vivete! Che vivano i bambini e la loro grande campana,
che rintocca a morto, a uomo, quando crescono!

Lasciate allora, oh ciechi, che io vada ai bambini.

Juan Gelman

(Traduzione di Laura Branchini)

da IL GIOCO IN CUI STIAMO

dalla rivista “Poesia”, Anno XXVII, Luglio/Agosto 2014, N. 295, Crocetti Editore

∗∗∗

Los niños

Les agradezco estar, amanecer.
Puros, azules, limpios, asomándose detrás de la camisa,
con la sonrisa puesta, el pájaro en su sitio, el asombro en
su lugar.

Bajo sus delantales la ternura hace ruido, y todavía creen
en el aire, en la flor, en el cielo, en los rincones.

¡Vivan! ¡Vivan los niños y su gran campana, tocando a
muerto, a hombre, cuando crecen!

Dejad entonces, ciegos, que yo vaya a los niños.

Juan Gelman

da “El juego en que andamos”, 1959, in «Juan Gelman – Poesía reunida», 1956-2010,  Barcelona, Ed. Seix Barral, 2012

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