Che mare orfano… – Michalis Ganàs

Foto di Sergio Larrain

 

Che mare orfano, bambino mio,
che varicella di alberi,
spifferi di porte che la pioggia riempie,
un braccio di lontana memoria
che chiude le finestre
e l’amore eremita nelle cave,
chino su una vena di lacrime.
Crescere così
e all’improvviso tutto che si piega da una parte,
alghe le tue sere che il mare porta via,
vetrine di sentimenti e pezzi di ricambio della mente
che vanno in frantumi.
Credimi se vuoi se vuoi dimentica le mie parole.
Prendi il poco verde,
             la poca peluria delle foglie,
ma torna in questo luogo

            perché non si perdano i segreti del giorno.

Michalis Ganàs

(Traduzione di Paola Maria Minucci)

da “La Grecia, sai…”, Donzelli Poesia, 2004

∗∗∗

Τραγούδι

Νά σ’ ἔχω δίπλα μου, νά σ’ ἀνασαίνω
σά δημητριαϰό Ἰούλη μήνα,
νά ’σαι ϰοντά μου θημωνιά, πουλί
ἔϰπληξη ϰαθημερινή, ἔτσι πού ἀνεβαίνεις
ἀπό τά μπάζα τῆς φωνῆς σου
στό λυγμό.

Τραγούδι μου
ϰι ἐσύ μανάβη τῆς φωνῆς μου,
ἀνάβεις σπίρτα μές στό αἷμα μου,
ἀνάβεις τό ξερό χορτάρι,
πέτρινο τό γεφύρι πέτρινο
δέν ϰαίγεται μαυρίζει.

Μιχάλης Γκανάς 

da “Ἀϰάθιστος Δεῖπνος”, 1978

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.