Abbandono – Valentino Zeichen

Foto di Philip McKay

 

I suoi addii echeggiano
nella lontana memoria
simili a colpi d’automatica.
Da molti anni agonizzo
senza smettere di morire,
al pari degli immortali,
ma questa è una menzogna
essendo un morto vivente
come nelle più scadenti
pellicole di genere horror.
Anche la qualità del mio dolore
si è fatta scadente.

Valentino Zeichen

da “D’amore e d’altro”, in  “Metafisica tascabile”, “Lo Specchio” Mondadori, 1997

Ai mitomani – Valentino Zeichen

 

Ai mitomani
versatili nell’ermeneutica
assai più che nell’aeronautica,
converrebbe mettere in funzione
i miti più semplici e far
decollare il tappeto volante,
senza vedervi l’antesignano dell’aereo
poiché tale visione evolutiva
è più consona agli storicisti.

∗∗∗

Come frecce scoccate
da un ludico arciere
che non ha sempre
per mira un bersaglio, bensì
la bellezza d’una traiettoria,
sorvoliamo lo spazio degli anni.
Nella permanenza in volo
ci viene meno l’orientamento,
siamo oggetto di lanci sbagliati
e privi di verosimile obiettivo.
Dove, dove cadremo?
così senza onore.

∗∗∗

Sul radar dello stagno
il fanciullo guerriero contempla
la propagazione dei cerchi
intervallati da centenari
dopo che un sasso caduto
molti millenni prima
ha dato origine
alla crescita del tempo;
albero d’acqua.

Valentino Zeichen

da “Museo interiore”, Guanda, Parma, 1987