«Ibernati, incoscienti, inesistenti» – Maria Luisa Spaziani

Dipinto di John William Waterhouse

 

Ibernati, incoscienti, inesistenti,
proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno
ali voraci per l’eternità.

Ma qui ora c’è l’oasi, catena
di delizie e tormenti. Le stagioni
colorate ci avvolgono, le mani
amate ci accarezzano.

Un punto infinitesimo nel vortice
che cieco ci avviluppa. C’è la musica
(altrove sconosciuta), c’è il miracolo
della rosa che sboccia, e c’è il mio cuore.

Maria Luisa Spaziani

da “La traversata dell’oasi”, poesie d’amore 1998-2001, Milano, Mondadori, 2002

«Lo spirito ha bisogno del finito» – Maria Luisa Spaziani

Tina Modotti, Hollywood, 1920-21

 

Lo spirito ha bisogno del finito
per incarnare slanci d’infinito.

Parlo con l’angelo, e le tue braccia d’uomo
soltanto lo traducono ai miei sensi.

Dove comincia l’ala? Dove nascono
musiche di tamburi di tempesta?

Amarti è sprofondare, è una foresta
sfumante in cieli altissimi.

Maria Luisa Spaziani

da “La traversata dell’oasi”, “Lo Specchio” Mondadori, 2002

«Si tende tutto l’essere in un urlo» – Maria Luisa Spaziani

Foto di Damiano Errico

 

Si tende tutto l’essere in un urlo
di desiderio. Voglio la parola
lancinante, assoluta, che cancelli
scialbature di sempre.

Quella freccia che infilza dritta il cuore
mentre sorride l’Angelo, tremenda
voglio quella parola (la pronuncia
l’Angelo, ma oltre una vetrata) –

l’ha sentita Teresa? Ogni parola
al di qua della freccia è un’eresia.
È assoluta la rosa se si fonde
alla tua pelle – e le spine sul cuore.

Maria Luisa Spaziani

da “La traversata dell’oasi”, poesie d’amore 1998-2001, Milano, Mondadori, 2002