A voi che costruite la nuova casa – Nelly Sachs

Ci sono tante pietre quante anime.
Rabbi Nachman

Quando innalzerai di nuovo le tue mura
– il focolare, il letto, il tavolo e la sedia –
non appendere le lacrime per quelli che se ne sono andati,
che non abiteranno piú con te,
alla pietra
non al legno –
ci sarebbe altrimenti un pianto nel tuo sonno
in quello breve, che ancora devi fare.

Non sospirare quando ti fai il letto,
ai tuoi sogni potrebbe mescolarsi
il sudore dei morti.

Ah, gli arredi e le pareti
sono recettivi come arpe eolie
e come un campo dove cresce il tuo dolore,
e sentono in te il legame con la polvere.

Costruisci, quando scorre la clessidra,
ma non piangere via i minuti
insieme con la polvere
che nasconde la luce.

Nelly Sachs

(Traduzione di Ida Porena)

da “Nelle dimore della morte”, in “Al di là della polvere”, Einaudi, Torino, 1966

∗∗∗

An euch, die das neue Haus bauen 

Es gibt Steine wien Seelene.                                                Rabbi Nachman

Wenn du dir deine Wände neu aufrichtest –
Deinen Herd, Schlafstatt, Tisch und Stuhl –
Hänge nicht deine Tränen um sie, die dahingegangen,
Die nicht mehr mit dir wohnen werden
An den Stein
Nicht an das Holz –
Es weint sonst in deinen Schlaf hinein,
Des kurzen, den du noch tun mußt.

Seufze nicht, wenn du dein Laken bettest,
Es mischen sich sonst deine Träume
Mit dem Schweiß der Toten.

Ach, es sind die Wände und die Geräte
Wie die Windharfen empfänglich
Und wie ein Acker, darin dein Leid wächst,
Und spüren das Staubverwandte in dir.

Baue, wenn die Stundenuhr rieselt,
Aber weine nicht die Minuten fort
Mit dem Staub zusammen,
Der das Licht verdeckt.

Nelly Sachs

da “In den Wohnungen des Todes”, Berlin, Aufbau – Verlag, 1947

«Protetti sono gli amanti» – Nelly Sachs

Foto di Izis Bidermanas

 

Protetti sono gli amanti
sotto il cielo murato.
Un elemento misterioso gli dà il fiato
e fanno vivere le pietre
e tutto ciò che cresce
trova ormai una patria solo in loro.

Protetti sono gli amanti
e solo per loro gli usignoli continuano a cantare
e non sono morti nella sordità
e le quiete leggende del bosco, i caprioli,
soffrono per loro in mansuetudine –

Protetti sono gli amanti,
vedono il dolore nascosto del tramonto
sanguinare sul ramo di un salice –
e di notte si esercitano sorridendo alla morte,
la quieta morte,
con ogni fonte che stilla in nostalgia.

Nelly Sachs

(Traduzione di Ida Porena)

da “Le stelle si oscurano”, in “Al di là della polvere”, Einaudi, Torino, 1966

∗∗∗

«Geschirmt sind die Liebenden»

Geschirmt sind die Liebenden
unter dem zugemauerten Himmel.
Ein geheimes Element schafft ihnen Atem
und sie tragen die Steine in die Segnung
und alles was wächst
hat nur noch eine Heimat bei ihnen.

Geschirmt sind die Liebenden
und nur für sie schlagen noch die Nachtigallen
und sind nicht ausgestorben in der Taubheit
und des Waldes leise Legenden, die Rehe,
leiden in Sanftmut für sie.

Geschirmt sind die Liebenden
sie finden den versteckten Schmerz der Abendsonne
auf einem Weidenzweig blutend –
und üben in den Nächten lächelnd das Sterben,
den leisen Tod
mit allen Quellen, die in Sehnsucht rinnen.

Nelly Sachs

da “Sternverdunkelung: Gedichte”, Frankfurt am Main: Suhrkamp, 1949

Farfalla – Nelly Sachs

Foto di Anastasia Laktina

 

Un altro mondo
è dipinto nella tua polvere.
Attraverso il nucleo infuocato della terra
attraverso il suo involucro petroso
sei stata offerta,
trama d’addio nella misura del finito.

Farfalla,
buona notte di tutte le creature!
I pesi della vita e della morte
si calano con le tue ali
sulla rosa 
che sfiorisce col maturo rientrare della luce.

Un altro mondo
è dipinto nella tua polvere.
Un segno regale
nel mistero dell’aria.

Nelly Sachs

(Traduzione di Ida Porena)

da “Le stelle si oscurano”, in “Al di là della polvere”, Einaudi, Torino, 1966

∗∗∗

Schmetterling

Welch schönes Jenseits
ist in deinen Staub gemalt.
Durch den Flammenkem der Erde,
durch ihre steinerne Schale
wurdest du gereicht,
Abschiedswebe in der Vergänglichkeiten Maß.

Schmetterling
aller Wesen gute Nacht!
Die Gewichte von Leben und Tod
senken sich mit deinen Flügeln
auf die Rose nieder
die mit dem heimwärts reifenden Licht welkt.

Welch schönes Jenseits
ist in deinen Staub gemalt.
Welch Königszeichen
im Geheimnis der Luft.

Nelly Sachs

da “Sternverdunkelung: Gedichte”, Frankfurt am Main: Suhrkamp, 1949

«Oh, i camini» – Nelly Sachs

E quando questa mia pelle sarà dilaniata contemplerò Dio senza la mia carne.                                                                                       Il libro di Giobbe

Oh, i camini
sulle ingegnose dimore della morte,
quando il corpo di Israele si disperse in fumo
per l’aria –
e lo avvolse, spazzacamino, una stella
che divenne nera
o era forse un raggio di sole?

Oh, i camini!
Vie di libertà per la polvere di Job e Geremia –
chi vi ha inventato e, pietra su pietra, ha costruito
la via per i fuggiaschi di fumo?

Oh, le dimore della morte,
invitanti per la padrona di casa
altrimenti ospite –
Oh, dita
che posate la soglia
come un coltello tra la vita e la morte –

Oh, camini,
oh, dita,
e il corpo d’Israele in fumo per l’aria!

Nelly Sachs

(Traduzione di Ida Porena)

da “Nelle dimore della morte”, in “Al di là della polvere”, Einaudi, Torino, 1966

∗∗∗

Und wenn diese meine Haut zerschlagen sein wird,
so werde ich ohne mein Fleisch Gott schauen.
                                                                                                         Hiob

O die Schornsteine
Auf den sinnreich erdachten Wohnungen des Todes,
Als Israels Leib zog aufgelöst in Rauch
Durch die Luft –
Als Essenkehrer ihn ein Stern empfing
Der schwarz wurde
Oder war cs ein Sonnenstrahl?

O die Schornsteine!
Freiheitswege für Jeremias und Hiobs Staub –
Wer erdachte euch und baute Stein auf Stein
Den Weg für Flüchtlinge aus Rauch?

O die Wohnungen des Todes,
Einladend hcrgcrichtet
Für den Wirt des Hauses, des sonst Gast war–
O ihr Finger,
Die Eingangsschwelle legend
Wie ein Messer zwischen Leben und Tod –

O ihr Schornsteine,
O ihr Finger,
Und Israels Leib im Rauch durch die Luft!

Nelly Sachs

da “In den Wohnungen des Todes”, Berlin, Aufbau-Verlag, 1947

Coro dei nascituri – Nelly Sachs

Nelly Sachs, fotografata da Anna Riwkin, 1960

 

Noi nascituri –
già comincia l’anelito a plasmarci
le rive del sangue si allargano ad accoglierci
come rugiada caliamo nell’amore.
Le ombre del tempo posano ancora
come domande sul nostro segreto.

Voi che amate,
voi che anelate,
udite, voi, malati di commiato:
siamo noi che cominciamo a vivere nei vostri sguardi,
nelle vostre mani che vanno in cerca nella luce azzurra –
siamo noi, che odoriamo di domani.
Già ci aspira il vostro fiato,
ci trae giú nel vostro sonno
nei sogni, che sono il nostro regno
dove la buia nutrice, la notte,
ci fa crescere,
fino a che ci specchiamo nei vostri occhi
fino a che parliamo alle vostre orecchie.

Come farfalle
saremo catturati dagli sgherri del vostro desiderio –
venduti alla terra come voci di uccelli –
noi che odoriamo di domani,
noi luci venture per la vostra tristezza.

Nelly Sachs

(Traduzione di Ida Porena)

da “Nelle dimore della morte”, in “Al di là della polvere”, Einaudi, Torino, 1966

***

Chor der Ungeborenen

Wir Ungeborenen
Schon beginnt die Sehnsucht an uns zu schaffen
Die Ufer des Blutes weiten sich zu unserem Ernpfan,
Wie Tau sinken wir in die Liebe hinein.
Noch liegen die Schatten der Zeit wie Fragen
Über unserem Geheimnis.

Ihr Liebenden,
Ihr Sehnsüchtigen,
Hört, ihr Abschiedskranken:
Wir sind es, die in euren Blicken zu leben beginnen,
In euren Händen, die suchende sind in der blauen Luft –
Wir sind es, die nach Morgen Duftenden.
Schon zieht uns euer Atem ein,
Nimmt uns hinab in euren Schlaf
In die Träume, die unser Erdreich sind
Wo unsere schwarze Amme, die Nacht
Uns wachsen läßt,
Bis wir uns spiegeln in euren Augen
Bis wir sprechen in euer Ohr.

Schmetterlingsgleich
Werden wir von den Häschern eurer Sehnsucht gefanger –
Wie Vogelstimmen an die Erde verkauft –
Wir Morgenduftenden,
Wir kommenden Lichter für eure Traurigkeit.

Nelly Sachs

da “In den Wohnungen des Todes”, Berlin, AufbauVerlag, 1947