Un albero – Ghiannis Ritsos

Piet Mondrian, L’Albero argentato, 1911, L’Aja, Gemeentemuseum Den Haag

 

L’albero era cresciuto nella parte superiore del giardino,
alto, solitario, slanciato – forse la sua altezza 
tradiva un’idea segreta di intrusione. Non diede mai
fiori né frutti, solo un’ombra lunga che divideva in due il giardino
e una misura inapplicabile agli altri alberi carichi e curvi.
Ogni sera, quando il tramonto glorioso si spegneva,
uno strano uccello arancione si appollaiava silenzioso tra le sue fronde
come il suo unico frutto – una piccola campana d’oro
su un altissimo campanile verde. Quando tagliarono l’albero,
quell’uccello vi volteggiava sopra con piccoli gridi feroci
disegnando cerchi nell’aria, disegnando nel tramonto
la forma inesauribile dell’albero; e quella piccola campana
suonava invisibile lassù, più alta dell’altezza dell’albero.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Testimonianze”, Prima serie (1957-1963)

da “Testimonianze”, Crocetti Editore, 2022

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Ἕνα δέντρο

Τό δέντρο αὐτό εἶχε φυτρώσει στό πάνω μέρος τοῦ ϰήπου,
ψηλό, μοναχιϰό, εὐθυτενές – ἴσως τό ὕψος του
νά πρόδινε μιά μυστιϰήν ἰδέα παρείσαϰτου. Ποτέ δέν ἔδωσε
λουλούδιςϰ ϰαί ϰαρπούς, μόνο μιά σϰιά μαϰριά πού χώριζε στά δυό τόν ϰῆπο
ϰι ἕνα μέτρο ἀνεφάρμοστο γιά τά σϰυμμένα, φορτωμένα δέντρα.
Κάθε βράδυ, ὅταν ἔσβηνε τό ἔνδοξο ἡλιόγερμα,
ἕνα παράξενο, πορτοϰαλί πουλί ϰούρνιαζε σιωπηλό στό φύλλωμά του
σάν τόν μοναδιϰό ϰαρπό του – μιά μιϰρή χρυσή ϰαμπάνα
σ’ ἕνα πράσινο, θεόρατο ϰαμπαναριό. Ὅταν ϰόψαν τό δέντρο,
ἐϰεῖνο τό πουλί γύριζε μέ μιϰρές, ἄγριες ϰραυγές ἐπᾴνω του
γράφοντας ϰυϰλους στον αγερα, γράφοντας στό λιόγερμα
τό σχῆμα τοῦ δέντρου ἀνεξάντλητο· ϰι αὐτή ἡ μιϰρή ϰαμπάνα
σήμαινε ἀόρατη ψηλά, ϰαί πιό ψηλά ἀπ’ τό ὕψος του.

Γιάννης Ρίτσος

da “Μαρτυρίες”,  Σειρά πρώτη, 1963 

 

Questo solo – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

 

È un uomo ostinato. A dispetto del tempo afferma:
“amore, poesia, luce”. Costruisce su un fiammifero
una città con case, alberi, statue, piazze,
con belle vetrine, con balconi, sedie, chitarre,
con abitanti veri e vigili gentili. I treni
arrivano in orario. L’ultimo scarica
tavolini di marmo per un locale in riva al mare
dove rematori sudati con belle ragazze
bevono limonate diacce guardando le navi.
Questo solo ho voluto dire, se non mi credono fa niente.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

(1987; da Tardi, molto tardi nella notte, 1991: I negativi del silenzio)

da “I negativi del silenzio”, 1987, in “Molto tardi nella notte”, Crocetti Editore, 2020

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Αὐτό μονάχα

Ἐ πίμονος ἄνθρωπος. Στό πεῖσμα τοῦ χρό νου ἰσχυρίζεται:
«ἔρωτας, ποίηση, φῶς». Σ’ ἕνα σπιρτό ξυλο χτίζει
μι ά πολιτεία μέ σπίτια, δέντρα, ἀγάλματα, πλατεῖες,
μέ ὡραῖες βιτρίνες, μέ μπαλ ϰονια, ϰαρέ ϰλες, ϰιθάρες
μέ ἀληθινούς ϰατοί ϰους ϰι εὐγενι ϰούς ϰι τροχονό μους.
        Τά τραῖνα
φτάνουν ϰανονι ϰ ά στ ήν ὥρα τους. Τό τελευταῖς ξεφορτωνει
μι ϰρ ά τραπεζά ϰια μαρμάρινα παραθαλάσσιου ϰέντρου
ὅπου ἱδρωμένοι ϰωπηλάτες μέ ὅμορερα ϰορίτσια
πίνουνε παγωμένες λεμονάόες ϰοιτώντας τά πλοῖα.
Αὐτό μονάχα θέλησα νά τῶ ϰι ἄς μή μέ πιστέψομν.

Γιάννης Ρίτσος

1987

da “Ἀργά, πολύ ἀργά μέσα στή νύχτα”, 1991: “Τά άρνητιϰα τñς σιωπñς”

Il poeta – Ghiannis Ritsos

Γιάννης Ρίτσος

 

Per quanto si bagni la mano nell’oscuro,
la mano non si annerisce mai. La sua mano
è impermeabile alla notte. Quando se ne andrà
(perché un giorno tutti ce ne andiamo), credo che resterà
un sorriso dolcissimo in questo mondo
che dirà incessantemente “sì” e ancora “sì”
a tutte le secolari speranze vanificate.

Ghiannis Ritsos

Karlòvasi, 17.VII.87

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “I negativi del silenzio”, 1987, in “Molto tardi nella notte”, Crocetti Editore, 2020

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Ὁ ποιητής

Ὅσο ϰι ἄν βρέχει τό χέρι του μές στό σϰοτάδι,
τό χέρι του δέ μαυρίζει ποτέ. Τό χέρι του
εῗναι ἀδιάβροχο στή νύχτα. Ὅταν θά φύγει
(γιατί ὅλοι φεύγουμε μιά μέρα) θαρρῶ θά μείνει
ἕνα γλυϰύτατο χαμόγελο στόν ϰόσμο ἐτοῦτον
πού ἀδιάϰοπα θά λέει «ναί» ϰαί πάλι «ναί»
σ’ ὅλες τίς προαιώνιες διαψευσμένες ἐλπίδες.

Γιάννης Ρίτσος

Καρλόβασι, 17.VII. 87

da “Ἀργά, πολύ ἀργά μέσα στή νύχτα”, Κέδρος, 1991: “Τά άρνητιϰα τñς σιωπñς”

L’altra città – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

 

Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
ed altre in mezzo; diverse o simili, ineluttabili, imposte
o come scelte, come libere – intersecate sempre.
Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
da bagliori di segnali sconosciuti. In questa città
da anni dimorano i poeti. Camminano senza far rumore, con le mani conserte,
ricordano vagamente fatti dimenticati, parole, paesaggi,
questi consolatori del mondo, i sempre sconsolati, braccati
dai cani, dagli uomini, dalle tarme, dai topi, dalle stelle,
inseguiti dalle loro stesse parole, dette o non dette.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Gesti”, Newton Compton Editori, Roma, 1978

Fraternità – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

Ad Aragon

I poeti si riconoscono facilmente tra loro – non
dalle grandi parole che abbagliano il pubblico, non
dai gesti retorici, solo da certe cose
affatto banali e di dimensioni segrete, come Ifigenia
riconobbe subito Oreste appena le disse:
“Non eri tu che ricamavi in cortile, sotto il pioppo,
con bei colori su una tela bianca di bucato
il mutamento di orbita del sole?”. Ma soprattutto:
“In un angolo della tua stanza non era conservata
l’antica lancia di Pèlope?”. Allora lei
si chinò di colpo sulla sua spalla, chiudendo gli occhi
a una luce profonda, dolce, come se l’altare insanguinato
fosse completamente coperto da quella tela
bianca che lei stessa ricamava
sotto il pioppo, durante i caldi meriggi, in patria.

Ghiannis Ritsos

30 maggio 1969

da “Pietre Ripetizioni Sbarre”, Crocetti Editore, 2020

Titolo dell’opera originale: Πέτρες Eπαναλήψεις Kιγχλίδωμα