Ricongiungimento – Antonia Pozzi

Eugène Boudin, Nuages blancs, ciel blu, Honfleur, vers 1859

 

Se io capissi
quel che vuole dire
− non vederti piú −
credo che la mia vita
qui − finirebbe.

Ma per me la terra
è soltanto la zolla che calpesto
e l’altra
che calpesti tu:
il resto
è aria
in cui − zattere sciolte − navighiamo
a incontrarci.

Nel cielo limpido infatti
sorgono a volte piccole nubi
fili di lana
o piume − distanti −
e chi guarda di lí a pochi istanti
vede una nuvola sola
che si allontana.

Antonia Pozzi

17 settembre 1933

da “La vita sognata”, in “Antonia Pozzi, Poesia che mi guardi”, Luca Sossella Editore, 2010

Desiderio di cose leggere – Antonia Pozzi

Alicia Savage, Waiting Sails

 

Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste

e le case di un’isola lontana
color di vela
pronte a salpare –

Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –

Ma giungerà una sera
a queste rive
l’anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l’acqua o l’aria
salperà – con le case
dell’isola lontana,
per un’alta scogliera
di stelle –

Antonia Pozzi

1° febbraio 1934

da “Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964

Rinascere – Antonia Pozzi

Piet Mondrian, Farm at Duivendrecht, 1907

I

Devi essere solo la mia
gioia: di là
dalla mia carne greve,
lungi anche
dal cimitero muto fra le rocce, la neve,
dov’è
il mio amore sepolto.

Chiuse
tante vite.

E tu sei nuovo,
al sole, sulla terra
smossa –
come un seme che forse
non si vuole che germogli –
ma cosí basta
a nutrire un uccello.

Uccello lieve
il mio cuore
ed ogni tuo sguardo
un suo volo profondo
in un remoto tempo
azzurro –

solo la mia
gioia
e rinascere in te.

II

Rinascere – non sai:
una sera
che tutte le lampade sembrano
infrante
e le mani sono un lungo peso
– il senso delle cose toccate
nessuno ti cancellerà piú
dalle dita –
una sera
viene il vento,
con la veste piena di stelle,
di foglie rubate all’autunno,
di uccelli salvati –
e te li libera sul viso,
dice:

– Vola via,
tu sei nuova,
io ti porto –

«Tu sei nuova»: ti accendi nella notte
come dall’ansito di antiche vigilie,
come all’origine dei giorni,
sull’informe sonno
un albore –

Rinascere – non sai:
come la prima carezza vergine
della luce
sul volto di una terra cieca –
e nelle grotte il destarsi dei pastori,
il dolce moto
del gregge che si svincola dall’ombra,
ch’esce –
con i suoi agnelli nati
nell’ultima notte,
con i suoi campani
lavati all’ansa
del fiume –

Antonia Pozzi

Milano, 24 ottobre-8 novembre 1934

da “Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964

Bellezza – Antonia Pozzi

Amedeo Bocchi, Bianca in rosa, 1930

 

Ti do me stessa,
le mie notti insonni,
i lunghi sorsi
di cielo e stelle – bevuti
sulle montagne,
la brezza dei mari percorsi
verso albe remote.

Ti do me stessa,
il sole vergine dei miei mattini
su favolose rive
tra superstiti colonne
e ulivi e spighe.

Ti do me stessa,
i meriggi
sul ciglio delle cascate,
i tramonti
ai piedi delle statue, sulle colline,
fra tronchi di cipressi animati
di nidi –

E tu accogli la mia meraviglia
di creatura,
il mio tremito di stelo
vivo nel cerchio
degli orizzonti,
piegato al vento
limpido – della bellezza:
e tu lascia ch’io guardi questi occhi
che Dio ti ha dati,
cosí densi di cielo –
profondi come secoli di luce
inabissati al di là
delle vette –

Antonia Pozzi

4 dicembre 1934

da “Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964

Sfiducia – Antonia Pozzi

Rimel Neffati Photography, 2014

 

Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti
per non aprire piaghe,
troppo leggére
per lasciare un’impronta –

tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
– altre cose intendendo –
e questo è il modo
della piú disperata
lontananza.

Antonia Pozzi

16 ottobre 1933

da “Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964