«Splendido tronco» – Clara Janés

 

                                                      Jiří Orten

Splendido tronco,
tagliato all’alba,
tra ascia e vento,
la tua voce prosegue
nel fischio del tordo
e viaggiano ancora le nubi
sulle fortezze
come garze d’oro,
drappi a tutela
della dura neve
del cuore umano.
Abbracciamoci
nell’invisibile,
stringiamo i lacci
immarcescibili del poema,
che dal nulla distinti siamo
anche se il nulla
somiglia alla nostra calma:
amore che permane
sono il tuo canto e il mio,
e so che non sei vivo
né sono viva.

Clara Janés

(Traduzione di Annelisa Addolorato)

da “Arcangelo d’ombra”, Crocetti Editore, 2005

∗∗∗

«Hermoso tronco»

Jiří Orten

Hermoso tronco,
talado en el albor,
entre astil y viento
tu voz prosigue
en el silbido del zorzal
y viajan las nubes todavía
sobre las alambradas
como gasas de oro,
cuidosos paños
para la nieve dura
del corazón humano.
Abracémonos
en lo invisible,
estrechemos los lazos
inmarcesibles del poema,
que a nada ajenos somos
aunque la nada
semeje nuestra calma:
amor que permanece
son tu canto y el mío,
y sé que no estás vivo
ni estoy viva.

Clara Janés

da “Arcángel de sombra”, Visor, Madrid, 1999

«Rami di luce sdrucciolavano» – Clara Janés

Yves Trémorin, Les amants magnifiques, 1989

 

Rami di luce sdrucciolavano
sulle nostre teste immerse nell’azzurro.
Coralli erano le sue guance,
nel silenzio delle acque.
Ancorato dentro di me dormiva
attizzando i falò
della selva occulta nel sangue.
Una mano morbida cingeva la mia gola
fino a soffocarmi.
Nere lacrime scivolarono
dai miei occhi:
perle che colmarono
il calice dell’amore.

Clara Janés

(Traduzione di Annelisa Addolorato)

da “Arcangelo d’ombra”, Crocetti Editore, 2005

∗∗∗

«Ramos de luz se deslizaban» 

Ramos de luz se deslizaban
sobre nuestras cabezas sumidas en lo azul.
Corales eran sus mejillas,
en el silencio de las aguas.
Anclado en mí dormía
avivando las hogueras
de la selva oculta en la sangre.
Una mano suave ceñía mi garganta
hasta la asfixia.
Negras lágrimas resbalaron
por mis ojos:
perlas que colmaron
la copa de amor.

Clara Janés

da “Arcángel de sombra”, Visor, Madrid, 1999

False attribuzioni e idioti

Questa poesia è di Clara Janés e non di Wisława Szymborska. Cerchiamo di contribuire tutti ad eliminare le false attribuzioni! Aggiungiamo sempre le fonti, e, se non abbiamo i libri da cui sono tratti articoli, citazioni,  poesie, evitiamo di pubblicarli, perché nessuno è obbligato a farlo, e nessuno deve leggere false attribuzioni, perché inizia un cretino e lo segue mezzo mondo, e le false attribuzioni viaggiano, viaggiano, viaggiano… caspita quanto viaggiano, ed anche in fretta, ma sono dure a morire finché – ribadisco – ci saranno cretini che sanno fare solo copia-incolla. Ricordo che ci sono anche le biblioteche, dove consultare i libri che non abbiamo. Poiché i cretini ci saranno sempre, quando si gestisce un blog, si ha la responsabilità di non diffondere false attribuzioni.

 

«Cademmo nell’abbraccio» – Clara Janés

Anouk Aimée and Jean-Louis Trintignant in “Un Homme et une femme”, by Claude Lelouch, 1966

 

Cademmo nell’abbraccio,
ci separammo dal mondo,
non sapevamo se eravamo due corpi
o due anime
o un corpo e un’anima
o se semplicemente
non eravamo
perché era amore solamente
e poi solamente fu
la marea d’argento del nulla.

Clara Janés

(Traduzione di Annelisa Addolorato)

da “Arcangelo d’ombra”, Crocetti Editore, 2005

∗∗∗

«En el abrazo caímos»

En el abrazo caímos,
nos desprendimos del mundo,
no sabíamos si éramos dos cuerpos
o dos almas
o un cuerpo y un alma
o si sencillamente
no éramos
porque era amor tan sólo
y luego sólo fue
la marea de plata de la nada.

Clara Janés

da “Arcángel de sombra”, Visor, Madrid, 1999