Poetica – Luis García Montero

Foto di Stanley Kubrick

 

Ci sono anche momenti in cui lasciamo
le parole d’amore e i silenzi
per parlare di poesia.
Tu riposi la voce nel passato
e ricordi il titolo di un libro,
la storia di qualche verso,
la notte giovanile di qualche cantautore,
l’importanza che hanno
i poeti e le bandiere nella tua vita.
Io ti parlo di virgole e maiuscole,
di immagini che abbondano o che mancano
e del bisogno di trovare un ritmo
che domini la storia,
come con le mani si dominano
l’umidità e le mura di un castello di sabbia.
E ricordo anche alcuni versi
in notti dove virgole e maiuscole,
metafore e ritmi,
scaldarono la mia casa,
mi offrirono compagnia,
seppero convincermi
con il tuo stesso potere seduttivo.

Lo so bene che altri poeti
si vestono da poeta,
vanno negli uffici del silenzio,
gestiscono le banche del fulgore,
calcolano con essenze
i saldi dei loro fondi interni,
sono fiaccola di re e di dèi
o sono lingua d’inferno.

Sarà che hanno l’anima.
Io mi accontento di avere te
e di avere coscienza.

Luis García Montero

(Traduzione di Gabriele Morelli)

Da Completamente venerdì, 1998

dalla rivista “Poesia”, Anno XXV, Marzo 2012, N. 269, Crocetti Editore

∗∗∗

 Poética

Hay momentos también en que dejamos
las palabras de amor y los silencios
para hablar de poesía.
Tú descansas la voz en el pasado
y recuerdas el título de un libro,
la historia de unos versos,
la noche juvenil de algunos cantautores,
la importancia que tienen
poetas y banderas en tu vida.
Yo te hablo de comas y mayúsculas,
de imágenes que sobran o que faltan,
de la necesidad de conseguir un ritmo
que sujete la historia,
igual que con las manos se sujetan
la humedad y los muros de un castillo de arena.
Y recuerdo también algunos versos
en noches donde comas y mayúsculas,
metáforas y ritmos,
calentaron mi casa,
me hicieron compañía,
supieron convencerme
con tu mismo poder de seducción.

Ya sé que otros poetas
se visten de poeta,
van a las oficinas del silencio,
administran los bancos del fulgor,
calculan con esencias
los saldos de sus fondos interiores,
son antorcha de reyes y de dioses
o son lengua de infierno.

Será que tienen alma.
Yo me conformo con tenerte a ti
y con tener conciencia.

Luis García Montero

da “Completamente viernes”, 1994-1997, Tusquets Editores, 1998

Somiglianze – Luis García Montero

Foto di Hervé Guibert

 

Pienezza della vita gli occhi, e la pelle
un cauto succedersi del tempo.
Gli alberi assomigliano al bosco
come il tuo corpo assomiglia a te.

La mattina se ne è andata tra le foglie.
Sono di luce verde,
rossastra, che trasuda oro,
a seconda delle stagioni e le ore del giorno.
Il loro colore è una forma di lealtà,
un modo di vivere tra di loro.

Riconosco i miei anni nel tuo volto,
il potere di guardarmi
con una storia nei tuoi occhi,
l’esperienza del mondo
che conservano i gesti,
mentre gli anni cancellano
le date negli alberi.

Il destino ci cerca con ricordi
che a loro volta sfuggono dal volto
come se fossero un nido senza canzoni.
Più che l’età,
ci sono volti che riflettono
tutto ciò che hanno perduto.
Confondono la siccità e l’autunno
con una gelata di rinunce.

Ma il tuo corpo assomiglia a te,
alla donna che ha
una città, un mondo, un sole da guanto nero,
un’ambizione armata,
una storia vissuta
con i suoi conti in sospeso,
un plico di buste
e un amore
che non si stanca dì guardarla.

Luis García Montero

(Traduzione di Annelisa Addolorato)

da Punto e a capo (Stanza con vista sul tuo corpo)

da “Luis García Montero, Stanco di vedere”, Medusa Edizioni, 2011

∗∗∗

Parecidos

Pura vida los ojos, y la piel
una templada sucesión del tiempo.
Se parecen los árboles al bosque
como tu cuerpo se parece a ti.

La mañana se ha ido entre las hojas.
Están hechas de luz
verde, rojiza, fatigada en oro,
según las estaciones y las horas del día.
Su color es un modo de lealtad,
la forma de vivir entre los suyos.

Reconozco mis años en tu cara,
el poder de mirarme
con una historia dentro de tus ojos,
la experiencia del mundo
que conservan los gestos,
mientras los años borran
las fechas en los árboles.

El destino nos busca con recuerdos
que a veces huyen de su rostro
como si fuese un nido sin canciones.
Más que la edad,
hay caras que reflejan
todo lo que perdieron.
Confunden la sequía y el otoño
en una helada de renuncias.

Pero tu cuerpo se parece a ti,
a la mujer que tiene
una ciudad, un mundo, un sol de guante negro,
una ambición en armas,
una historia vivida
con sus cuentas pendientes,
un atado de sobres
y un amor
que no se cansa de mirarla.

Luis García Montero

da Punto y seguido (Habitación con vistas a tu cuerpo)

da “Luis García Montero, Vista cansada”, Visor Libros, 2008

La legittimità del sole innevato – Luis García Montero

Foto tratta da “L’eternité pour nous”, di José Bénazéraf, 1961

 

Fortunato il corpo che conserva
attraverso gli anni
memoria di un amore,
conchiglia in fiamme che dorme sul petto.
Gioioso il tatuaggio della luce.

Ma non si confonda
chi ha rinchiuso il mare in un bicchiere d’acqua.
Quando l’amore è una piccola pace
e il bacio vive grigio come pioggia d’autunno,
mantenendo sulle labbra il suo futuro umiliato,
i corpi non possono più ricordare,
non sentono la memoria della carne.
Si sentono solo
le parole spezzate dal silenzio
che sono rumori di ieri,
come fantasmi,
con le loro lenzuola sporche
e la loro palla al piede.

Comunque le notti dovrebbero sapere
che una ripetizione di oscurità
non è tutta la memoria.
I corpi che si affidano alla notte
vogliono cercare la luce.
È giusto che conoscano la sua origine
la forza dei fiumi,
il calore degli artigli delle aquile
quando si piantano nel suo stesso petto,
e i vetri di un calice
che si rompe ai piedi della prudenza.

Dopo molti anni d’amore e matrimonio
ci sono persone che muoiono senza aver amato,
senza sapere che l’amore
non sa discutere quando discute,
e perde gli ombrelli nei giorni di pioggia.

Qualcosa di definitivo, che capita
come un colpo di grazia,
ci aiuta a vivere.
I corpi lo ricordano, io lo so,
e ne sono testimone.

Ho conosciuto la menzogna
o la mezza verità di chi non trova
questo sapere amoroso.
Ho poi conosciuto una ragione di secoli
che nasce oltre le metafore,
la legittimità del sole innevato
e gli inverni caldi.

Vivere in un altro essere,
che non muoia con me il mio mondo,
che non muoia con lei il suo mondo,
che la memoria arda in un abbraccio
come tempo caduto che gira nel tempo.

E che nessuno mi chieda spiegazioni.
Ragione d’amore. Chi l’ha provato lo sa.

Luis García Montero

(Traduzione di Annelisa Addolorato)

da Punto e a capo (Stanza con vista sul tuo corpo)

da “Luis García Montero, Stanco di vedere”, Medusa Edizioni, 2011

∗∗∗

La legitimidad del sol nevado

Afortunado el cuerpo que conserva
a través de los años
memoria de un amor,
caracola de llamas que duerme sobre el pecho.
Dichoso el tatuaje de la luz.

Pero no se confunda
quien ha encerrado el mar en un vaso de agua.
Cuando el amor es una paz pequeña
y el beso vive gris como lluvia de otoño,
soportando en el labio su futuro humillado,
los cuerpos ya no pueden recordar,
no sienten la memoria de la carne.
Sólo llegan a oírse
las palabras partidas del silencio
que son ruidos de ayer,
como fantasmas,
con sus sábanas sucias,
y su bola de hierro en el tobillo.

Sin embargo las noches deberían saber
que una repetición de oscuridad
no es toda la memoria.
Los cuerpos que se entregan a la noche
quieren buscar la luz.
Es justo que conozcan en su origen
la fuerza de los ríos,
el calor de las uñas de las águilas
cuando se clavan en su propio pecho,
y los cristales de una copa
que se rompe a los pies de la prudencia.

Después de muchos años de amor y matrimonio
hay gentes que se mueren sin amar,
sin haber conocido que el amor
no sabe discutir mientras discute,
y pierde los paraguas en los días de lluvia.

Algo definitivo, que sucede
como un tiro de gracia,
nos ayuda a vivir.
Los cuerpos se recuerdan, yo lo sé,
y dejo testimonio.

Conocí la mentira
o la verdad a medias de los que no encontraron
este saber de amor.
He conocido luego una razón de siglos
que nace más allá de las metáforas,
la legitimidad del sol nevado
y los inviernos calurosos.

Vivir en otro ser,
que no muera conmigo el mundo mío,
que no muera con ella el mundo suyo,
que la memoria arda en un abrazo
como tiempo caído al girar sobre el tiempo.

Y que nadie me pida explicaciones.
Razón de amor. Quien lo probó lo sabe.

Luis García Montero

da Punto y seguido (Habitación con vistas a tu cuerpo)

da “Luis García Montero, Vista cansada”, Visor Libros, 2008

Nei giorni di pioggia – III – Luis García Montero

Foto di Hadar Ariel Magar

 

Ci visita l’amore. La casa possiede
una memoria cieca
di sole sulle braccia
e la passione, arida d’erba, sulla pelle.

Dobbiamo veramente abbracciarci
in questa mattina grigia d’ogni nostalgia
e patteggiare con la luce
che comincia a disturbarci
sotto le porte
come un guardone nascosto che dobbiamo sopportare.

Sono troppe cose.
Si vede che il tempo vola indifferente,
a noi estraneo
che abbiamo parlato tanto della vita
per giungere in tempo ai suoi occhi aperti,
al suo capezzolo rosato
e alla bella volta dei corpi
che cercavamo insieme,
impetuosamente,
aprendo cerniere
con l’impazienza propria degli innamorati.

Il sole
che sembra l’esitante carne delle tue labbra
si avvicina strisciando e mi ricorda
che è ancora possibile rincorrerci
mentre si spengono lente le ultime stelle.

Prima che tu nascessi ed io nascessi
qualcuno dovette vivere in queste stanze,
sopportarle come le settimane,
riempirle di desideri realizzati a metà.

Gente di solitudine.

Forse sarà tutto valso
se un giorno…

                               Noi
ormai niente abbiamo creato, neppure un focolare.

È più saggio l’amore quando nasce,
quando si incomincia a sentire il mattino,
per il lungo, deserto cammino della tua pelle.

Luis García Montero

(Traduzione di Gabriele Morelli)

dalla rivista “Poesia”, Anno XXV, Marzo 2012, N. 269, Crocetti Editore

***

En los días de lluvia – III 

Nos visita el amor. Tiene la casa
una memoria ciega
de sol sobre los brazos
y la pasión desierta de hierbas por la piel.

Debemos abrazamos seriamente
esta mañana gris de todas las nostalgias
y pactar con la luz
que empieza a incomodamos
debajo de las puertas
 como un mirón secreto al que hay que soportar.

Son demasiadas cosas.
Se ve que el tiempo vuela indiferente,
ajeno entre nosotros
que hemos hablado tanto de la vida
para llegar a tiempo a sus ojos abiertos,
a su pezón rosado
ya la bóveda hermosa de los cuerpos
que buscábamos juntos,
atropelladamente,
abriendo cremalleras
con la impaciencia propia de los enamorados.

El sol
que parece la carne dudosa de tus labios
se avecina reptando y me recuerda
que es posible de nuevo recorrernos
mientras se apagan lentas las últimas estrellas.

Antes de que nacieras y de que yo naciese
alguien debió vivir estas habitaciones,
sufrirlas solamente igual que las semanas,
poblarlas de deseos realizados a medias.

Gentes de soledad.

Acaso todo valga
si algún día…

                             Nosotros
ya nada hemos fundado, ni siquiera un hogar.

Es más sabio el amor cuando amanece,
cuando ya empieza a oírse la mañana,
por el camino largo, desierto de tu piel.

Luis García Montero

da “El jardín extranjero”, Madrid: Rialp, 1983

L’amore – Luis García Montero

Peter Demetz, Sul ponte 2, 2008

 

Le parole sono navi
e si perdono così, di bocca in bocca,
come di nebbia in nebbia.
Portano la loro merce per le conversazioni
senza trovare porto,
la notte che gli pesa come un’àncora.

Devono abituarsi ad invecchiare
e vivere con pazienza di legno
usato dalle onde,
andare a disfarsi, a danneggiarsi lentamente,
finché nella cantina della routine
non arrivi il mare e le sommerga.

Perché la vita entra nelle parole
come il mare in una nave,
copre di tempo il nome delle cose
e porta alla radice di un aggettivo
il cielo di una data,
il balcone di una casa,
la luce di una città riflessa in un fiume.

Per questo, nebbia dopo nebbia,
quando l’amore invade le parole,
colpisce le sue pareti, vi marchia
i segni di una storia personale
e lascia nel passato dei vocabolari
sensazioni di freddo e di calore,
notti che sono la notte,
mari che sono il mare,
solitarie passeggiate con estensione di frase
e treni fermi e canzoni.

Se l’amore, come tutto, è questione di parole,
accostarmi al tuo corpo fu creare un idioma.

Luis Garcia Montero 

(Traduzione di Gabriele Morelli)

 dalla rivista “Poesia”, Anno XXV, Marzo 2012, N. 269, Crocetti Editore

***

El amor

Las palabras son barcos
y se pierden así, de boca en boca,
como de niebla en niebla.
Llevan su mercancía por las conversaciones
sin encontrar un puerto,
la noche que les pese igual que un ancla.

Deben acostumbrarse a envejecer
y vivir con paciencia de madera
usada por las olas,
irse descomponiendo, dañarse lentamente,
hasta que a la bodega rutinaria
llegue el mar y las hunda.

Porque la vida entra en las palabras
como el mar en un barco,
cubre de tiempo el nombre de las cosas
y lleva a la raíz de un adjetivo
el cielo de una fecha,
el balcón de una casa,
la luz de una ciudad reflejada en un río.

Por eso, niebla a niebla,
cuando el amor invade las palabras,
golpea sus paredes, marca en ellas
los signos de una historia personal
y deja en el pasado de los vocabularios
sensaciones de frío y de calor,
noches que son la noche,
mares que son el mar,
solitarios paseos con extensión de frase
y trenes detenidos y canciones.

Si el amor, como todo, es cuestión de palabras,
acercarme a tu cuerpo fue crear un idioma.

 Luis Garcia Montero 

da “Completamente viernes”, Editorial Tusquets, 1998