Speranze – Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico, Presente e passato, 1936

 

Gli astronomi poetanti sono molto allegri
La giornata è radiosa la piazza piena di sole.
Alla veranda si sono affacciati.
Musica e amore. La dama ahimè troppo bella
Vorrei morire per i suoi occhi di velluto.
Un pittore ha dipinto un’enorme ciminiera rossa
Che un poeta adora come una divinità.
Ho rivisto quella notte di primavera e cadaveri
Il fiume trascinava tombe che non sono più.
Chi vuole ancora vivere? Le promesse sono più belle.

Hanno issato tante bandiere sulla stazione
A patto che l’orologio non si fermi
Deve arrivare un ministro.
Egli è intelligente e dolce sorride
Capisce tutto e di notte
alla luce di una lampada fumante
mentre il guerriero di pietra dorme
sulla piazza buia
Scrive lettere d’amore tristi e ardenti.

Giorgio de Chirico

(Traduzione di Valerio Magrelli)

Dai “Manoscritti Eluard” (1911-1915)

da “La casa del poeta”, La nave di Teseo, 2019

Espoirs
Una prima pubblicazione, insieme ai successivi Une vie e Une nuit, si ha sul numero 4-5 de “La Révolution Surréaliste”, la rivista diretta a Parigi da André Breton, nell’ottobre 1925. Giedion-Welcker 1946, p. 203; Schmied 1973, p. 14 (in traduzione tedesca); Venezia 1979, p. 108; Siniscalco 1980, p. 17; Fagiolo dell’Arco 1981, p. 99; Vegliante 1981, p. 14; Meccanismo 1985, p. 24; Ashbery 1992, p. 195 (in traduzione inglese); Scritti 2008, p. 583; Metafisica 2008, p. 425 (con traduzione italiana); Metaphysical Art 2016, p. 195 (in traduzione inglese); Londra 2017, p. 172 (con traduzione inglese). La traduzione di Valerio Magrelli è in Metafisica 2010, p. 215.

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Espoirs

Les astronomes poétisants sont bien joyeux.
La journée est radieuse la place pleine de soleil.
Sur la vérandah ils sont penchés.
Musique et amour. La dame hélas trop belle
Je voudrais mourir pour ses yeux de velours.
Un peintre a peint une énorme cheminée rouge
Qu’un poète adore comme une divinité.
J’ai revu cette nuit de printemps et de cadavres
Le fleuve charriait des tombeaux qui ne sont plus.
Qui veut vivre encore? Les promesses sont plus belles.

On a hissé tant de drapeaux sur la gare
Pourvu que l’horloge ne s’arrête pas
Un ministre doit arriver.
Il est intelligent et doux il sourit
Il comprend tout et la nuit
à la lueur d’une lampe fumante
pendant que le guerrier de pierre dort
sur la place obscure
Il écrit des lettres d’amour tristes et ardentes.

Giorgio de Chirico

da “Metafisica. Quaderni della fondazione Giorgio e Isa de Chirico”, 7-8, 2008

Manoscritti Eluard-Picasso (1911-1915). Testimonianza eccezionale delle prime formulazioni teoriche e artistiche del giovane de Chirico, arrivato a Parigi nel luglio 1911 e destinato a restare nella capitale francese fino all’estate del 1915, i manoscritti constano di quarantotto pagine su fogli di vario formato, che presentano scritti, talvolta cancellati, esercizi linguistici e una trentina di disegni. Già appartenuti al poeta Paul Eluard che li ha più tardi ceduti a Picasso, oggi i manoscritti sono conservati nel ‘Fonds Picasso’ presso il Musée Nationale Picasso a Parigi. Le poesie riportate in questa sezione seguono l’ordine con cui le pagine sono state rilegate in un unico tomo intorno al 1924.

«Potrai ben dimenticare le sere in cui gli avi» – Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico, Il trovatore sulla spiaggia, 1973, acquaforte

 

Potrai ben dimenticare le sere in cui gli avi
in lunga compagnia se ne andavano verso il mare
in cui dei trovieri compianti cantando sotto le tue finestre
svegliavano nel tuo cuore un amaro ricordo
Potrai ben dimenticare la promessa così ardente
che una sera triste ti fece il vicino dei nostri campi
e la giornata di festa, di violenta tenerezza,
e l’amico deluso, che erra cercandoti
Potrai ben dimenticare il languore dei bei giorni
in cui la vita indecisa va a tentoni nel tempo
in cui le ore grigie o rocce si alternano via via
in cui il corsiero ferito incespica fermandosi
Ciò che tu non dimenticherai mai anima così tenera
è la dolcezza sublime che dopo tanto piangere
danno quelle onde che vengono a distendersi sulla riva
e fuggendo dell’oceano l’inutile ampiezza.

Giorgio de Chirico

(Traduzione di Valerio Magrelli)

Dal “Quaderno francese” (1928-1929)

da “La casa del poeta”, La nave di Teseo, 2019

Nelle Poesie in francese il componimento ha un abbozzo di titolo cassato, L’horloge d’une goMetafisica 2008, pp. 455-6. La traduzione di Valerio Magrelli è in Metafisica 2010, pp. 233-4.

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«Tu pourrais bien oublier le soir où les ancêtres»

Tu pourrais bien oublier le soir où les ancêtres
en longues compagnies s’en allaient vers la mer
où des trouvères plaints chantant sous tes fenêtres
éveillaient dans ton cœur un souvenir amer
Tu pourrais bien oublier la promesse si ardente
qu’un soir triste te fit le voisin de nos champs
et la journée de fête, de tendresse violente,
et l’ami deçu, qui erre en te cherchant
Tu pourrais bien oublier la langueur des beaux jours
où la vie indécise tâtons dans le temps
où les heures grises ou rocs s’alternent tour à tour
où le coursier blessé chancelle en s’arrêtant
Ce que tu n’oublieras jamais âme si tendre
c’est la douceur sublime qu’après tant de pleur
donnent ces flots qui viennent sur la rive s’étendre
et fuyant de l’ocean l’inutile ampleur.

Giorgio de Chirico

da “Metafisica. Quaderni della fondazione Giorgio e Isa de Chirico”, 7-8, 2008