La passeggiata – Vladislav Felicianovič Chodasevič

Dipinto di Adam Elsheimer

Dal ciclo La stella sopra la palma

È bello che al mondo
ci siano magiche notti,
il ritmico scricchiolio dei pini,
l’aroma di comino e camomilla
        e la luna.
 
È bello che al mondo
ci siano ancora bizzarrie del cuore,
che la principessa, pur senza amare,
conceda un bacio impresso
           sulle labbra.
 
È bello che in forma di ali
sullo stradello d’argento,
si sciolga in ombra lieve,
e oscillando si afflosci,
        un nastro nero.

È bello sorridendo pensare
che la principessa (pur senza amare!)
non dimentichi la notte di luna,
né i baci, e me neppure, –
        ora né mai!

Vladislav Felicianovič Chodasevič

Primavera 1910

(Traduzione di Caterina Graziadei)

da “Non è tempo di essere”, Bompiani, 2019

∗∗∗

Из цикла Звезда над пальмой

ПРОГУЛКА

Хорошо, что в этом мире
Есть магические ночи,
Мерный скрип высоких сосен,
Запах тмина и ромашки
        И луна.

 
Хорошо, что в этом мире
Есть еще причуды сердца,
Что царевна, хоть не любит,
Позволяет прямо в губы
        Целовать.
 
Хорошо, что, словно крылья
На серебряной дорожке,
Распластался тонкой тенью,
И колышется, и никнет
        Черный бант.
 
Хорошо с улыбкой думать,
Что царевна (хоть не любит!)
Не забудет ночи лунной,
Ни меня, ни поцелуев —
        Никогда!

Владислав Фелицианович Ходасевич

Весна 1910

da “Sčastlivyj domik [La casetta felice]”, Moskva, Al’ciona, 1914

Frammento – Vládimir Feliciánovic Chodasévič

José Oiticica Filho, Um que Passa, 1953

 

… Sí, tu sei bello, o tempo. Ed anche è bello
di respirare il tuo tremendo spazio.
Perché dissimulare? Il cuore umano
giuoca come un bambino che si sveglia
quando guerra, rivolta o pestilenza
giungono a volo e scuotono la terra,
e i tempi si spalancan come il cielo.
L’uomo dal cuore non mai stanco, allora
cade nella voragine agognata.

Come l’uccello in aria e il pesce in mare,
come il lombrico nella molle terra,
come la salamandra dentro il fuoco,
cosí l’uomo nel tempo. Seguitando
i pianeti e le fasi della luna,
semiselvaggio zingaro, egli tenta
di scoprire l’abisso sino in fondo,
e di ritrarre in lettere inesperte
i fatti come scogli sulla carta.
Poiché il figlio dell’uomo sempre muta.
Periscono ugualmente leggi e regni,
le verità del mondo e le sue case.
Ma l’uomo sempre con eguale gioia
costruisce e distrugge: egli ha inventato
la storia e crede d’essere felice.
Con spavento ed occulta bramosia,
egli avanza e non vede che gli sfugge,
fra il passato e il futuro, l’esistenza
come un’acqua di fonte fra le dita.
Ed in eterno trasalisce il cuore,
come bandiera ad albero di nave,
fra l’umano rimpianto e la speranza,
questa dolce memoria del futuro…

 Vládimir Feliciánovic  Chodasévič

(Traduzione di Renato Poggioli)

da “Il fiore del verso russo”, Passigli Editori, 1998