Incontro – Giorgio Caproni

Foto di Ferdinando Scianna

     

      Nell’aria fresca d’odore
di calce per nuove case,
un attimo: e più non resta
del tuo transito breve
in me che quella fiamma
di lino – quell’istantaneo
battito delle ciglia,
e il pànico del tuo sorpreso
– nero, lucido – sguardo.

Giorgio Caproni

da “Ballo a Fontanigorda” (1935-1937), in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, “I Meridiani” Mondadori, 1998

«Nella sera bruciata» – Giorgio Caproni

Man Ray, Lee Miller, 1930 s

     

     Nella sera bruciata
di sale, ahi se lontana
al lume della riviera
ritornerai, negata
nel tuo viso vitale.

     Farai sera corale
di lacrime, quando il tuo nome
ripeterò: una vana
vampa che si consuma
in cenere al tuo davanzale.

Giorgio Caproni

da “Cronistoria” (1938-1942), in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, “I Meridiani” Mondadori, 1998

«Hai lasciato di te solo il dolore» – Giorgio Caproni

John William Godward, Violets, sweet violets, 1906

     
        Sonetti dell’anniversario
 X

    Hai lasciato di te solo il dolore
chiuso nell’ossa dei giorni cui manchi
così improvvisa — il velo di sudore
che soffoca le piazze, ove già stanchi
allentasti i tuoi passi al disamore
eterno. E ai nostri ponti, e agli atrii, e ai bianchi
archi travolti in un cielo incolore
più dell’ultimo viso, i cari fianchi
spezzati tanto giovani al ricordo
nessuno sosterrà: come la cera
se la mano la stringe — come il sordo
suono del sangue, se cade la sera
che non s’appoggia più al trafitto accordo
della tua spalla crollata leggera.

Giorgio Caproni

da “Cronistoria”, 1938-1942, in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, “I Meridiani” Mondadori, 1998

Alba – Giorgio Caproni

André Kertèsz, Bistro, Paris, 1927


Amore mio, nei vapori d’un bar
all’alba, amore mio che inverno
lungo e che brivido attenderti! Qua
dove il marmo nel sangue è gelo, e sa
di rifresco anche l’occhio, ora nell’ermo
rumore oltre la brina io quale tram
odo, che apre e richiude in eterno
le deserte sue porte?… Amore, io ho fermo
il polso: e se il bicchiere entro il fragore
sottile ha un tremitío tra i denti, è forse
di tali ruote un’eco. Ma tu, amore,
non dirmi, ora che in vece tua già il sole
sgorga, non dirmi che da quelle porte
qui, col tuo passo, già attendo la morte!

Giorgio Caproni

1945. 

da “Il «Terzo libro» e altre cose”, Einaudi, Torino, 1968

«Il mare brucia le maschere» – Giorgio Caproni

Foto di Nina Ai-Artyan

 

Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini pieni di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte d’esistere.

Giorgio Caproni

da “Cronistoria”, Vallecchi, 1943