Donna che apre riviere – Giorgio Caproni

Édouard Boubat, Lella, Bretagne, 1847

 

Sei donna di marine,
donna che apre riviere.
L’aria delle mattine
bianche è la tua aria
di sale — e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l’ampie
vesti tue così chiare.

Giorgio Caproni

da “Finzioni”, Roma, Istituto Grafico Tiberino, 1941 

Strascico – Giorgio Caproni

Dipinto di Carl Vilhelm Holsøe

     

     Dov’hai lasciato le ariose collane,
e i brividi, ed il sangue? Nel lamento
vasto che un pianoforte da lontane
stanze nel novilunio gronda, io sento
la tua voce distrutta − odo le trame
in rovina, e l’amore morto. Il vento
preme profondo un portone – d’un cane
entro la notte, il gemitío un accento
pone di gelo nel petto. E tu i fini
denti, perché tu non riaccendi, amore,
qui dove alzava di brace i suoi vini
sul selciato ogni giovane? Un madore
di brina, ora il giornale dove i primi
crimini urlano copre, e il tuo cuore.

Giorgio Caproni

1945.

da “Il passaggio d’Enea” (1943- 1955), in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, “I Meridiani” Mondadori, 1998

Biglietto lasciato prima di non andar via – Giorgio Caproni

Foto di Henri Cartier-Bresson

 

          Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.

                Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

Giorgio Caproni

1975

da “Il franco cacciatore”, Garzanti, 1982

«Rivedo il tuo paese» – Giorgio Caproni

Trude Fleischmann, Tilly Losch-James, 1932

     

       Rivedo il tuo paese
di sassi rossi — le sere
così acute negli occhi,
tra i pini e le specchiere
celesti.

             Rivedo
i tuoi netti confini
d’iridata fanciulla
— il fuoco sulla bocca
duna chiusa rincorsa.

       Rivedo la tua rocca
distrutta — i tuoi primi
passi, dove la strada
dissentita trabocca.

Giorgio Caproni

da “Cronistoria”, 1938-1942, in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, “I Meridiani” Mondadori, 1998