Improvviso d’amore – Gesualdo Bufalino

Johan Van Der Keuken, Yvonne, 1956

 

Losanghe di cieli, cieli di gesso,
vecchio terrore che indosso ogni giorno;
muraglie da cui sempre mi ritorna
questa mia strenua voce d’ossesso;

e libri, voi, paradisi dipinti,
reticolati d’assurdo quaderno,
trionfo e sbarre di carcere eterno,
fughe immobili e nero labirinto:

oh mescetevi, carte, firmamenti,
memorie; fate rissa entro di me,
e inventatemi un nome, un altro viso.

Ora che lei m’ha parlato alla mente,
lei nel suo scialle di sposa di re,
con gli stupori e i corrucci e le risa…

Gesualdo Bufalino

da “La festa breve”, in “Gesualdo Bufalino, Opere: 1 [1981, 1988]”, Bompiani, 2006

Progetto di lode – Gesualdo Bufalino

Mario Tozzi, Donna seduta di schiena, 1926, Museo del Paesaggio, Verbania

 

Tu unica, tu viva, tu acqua
e aria del mio vivere
e veemente complice di morte;
tu mio pugno e stendardo
contro le scure procedure della sorte;
tu mio grano, mio grembo, mio sonno,
fuoco d’inverno che sventi l’obliqua
nube di notte dove abita l’Orsa;
tu unica e viva, tu canto
di grave organo e grido
di lenta carne e fiore e cibo, mia roccia
di paragone e tiepida
tana, mia donna, mia donna, tu unica,
tu viva…

Gesualdo Bufalino

da “L’amaro miele”, Einaudi, Torino, 1989

Di un difficile oracolo – Gesualdo Bufalino

Edward Steichen, Touch is Love, 1934

 

E mi stupisco ancora
del tuo sangue violento che mi sfida
e sgrida con voce di vento.

Decifrassi una volta la vermiglia
cantilena che recita,
bando di morte o vita, chi sa dirlo?

Ma io non sono che il drago custode
dei tuoi polsi in burrasca, un pescatore
di maree che origlia dalla riva.

Anche infelice, se non fosse il lampo
che inatteso sorride e mi dà scampo
nella tenace mafia dei tuoi occhi.

Gesualdo Bufalino

da “L’amaro miele”, Einaudi, Torino, 1982

Versi scritti sul muro – Gesualdo Bufalino

Stephanie Ludwig, Kätzchen (Kitten), 1901

 

Piú lontano mi sei, piú Ti risento
farmiti dentro il cuore
sangue, grido, tumore,
e crescermi sul petto.

Piú sei lontano e piú Ti porto addosso,
fra l’abito e la carne,
contrabbando cattivo,
volpe rubata che mi mangia il petto.

Gesualdo Bufalino

da “Annali del malanno”, in “Gesualdo Bufalino, Opere: 1 [1981, 1988]”, Bompiani, 2006

O mio cuore… – Gesualdo Bufalino

Foto di Dennis Stock

 

O mio cuore, episodio
inutile, che spavento ti coglie
ora che un vento logora
le sembianze lebbrose delle foglie…

Come un ospite che nessuno sopporta
vado fra gli uomini, stanco
di chiedere in elemosina la morte.

Fossi almeno la bestia che buca
solenne e paziente la terra,
isola di carne nel buio,
superbia murata e sapiente!

Ma sono un pescatore senza tana,
un peccatore di pigri peccati,
sono un uomo sbagliato,
una costola d’Eva.

Gesualdo Bufalino

da “Rimanenze”, in “L’amaro miele”, Einaudi, Torino, 1996