«Sei tornato stanotte a visitarmi» – Donatella Bisutti

Foto di Pierre Houcmant

 

Sei tornato stanotte a visitarmi
eri nel vento che mi accarezzava
eri nella pioggia che batteva triste
eri nella lingua della luna
che si insinuava fra le dita
eri nel ritmo della notte
nel vuoto della bocca
che tremava
nel tonfo del mio cuore che batteva
i suoi tamburi a lutto
eri nella prima luce dell’alba
terrea come la tua guancia di morto.
Il tuo fantasma camminava
nel corto intervallo del respiro
in braccia vuote mi cullava.

Donatella Bisutti

da “Planh”(Compianto), in “Donatella Bisutti, Rosa alchemica”, Crocetti Editore, 2011

«Che tu sia vivo o morto» – Donatella Bisutti

Foto di Katia Chausheva

 

Che tu sia vivo o morto
non vedo cambiare
in nulla – per questo –
il mio amore.
Non dipende dal fatto di vederti
già non ti vedevo.
Non dipende dal fatto di sentirti
da quanto tempo mai non ti parlavo.
E quanto al fare l’amore
lo facevo già da sola
solo pensando a te.

Non cambia nulla la tua morte
come il sole
quando è tramontato
splende
in altro luogo della terra
come la luna è nascosta
dalla luce del giorno eppure
presente
presente eternamente.

Donatella Bisutti

da “Rosa alchemica”, Crocetti Editore, 2011

Persefone – Donatella Bisutti

Foto di Nina Ai-Artyan

 

Mi conoscevi già.
                                Io sono quella
che già una volta ti ha amato
quella che tu hai rifiutato dicendo
mentre mi stringevi fino a soffocarmi:
in verità io non ti amo
questo non è amore ma un’illusione
che non riguarda la mia vita
dicendo mentre la tua saliva mi addolciva il seno
mentre allattavo la tua bocca al mio seno

Mi conoscevi già.
                                Io ritorno
nella luce azzurra che ti ferisce
gli occhi.
Porti gli occhiali scuri, adesso
mentre io mi tuffo fra le onde verdi
e tu ti tieni lontano dal mare
vestito di un abito di lino blu −

Mi conoscevi già.
                                E subito mi hai
riconosciuto dietro il mio
travestimento

Ti conoscevo già.
Mi hai spogliato con dita esperte
della buccia di morbida peluria, subito segnata
dalla pressione calda del tuo polpastrello
per poi posarmi dopo un morso
accendere una sigaretta, spegnerla nel piatto
fra i residui del cibo
voltarti e allontanarti con il passo
leggero dei fantasmi.

Donatella Bisutti

 da “Rosa alchemica”, Crocetti Editore, 2011