Blues in memoria – Wystan Hugh Auden

Foto di Brett Weston

 

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

Wystan Hugh Auden

(Traduzione di Gilberto Forti)

da “W. H. Auden, La verità, vi prego, sull’amore”, Adelphi Edizioni, 1994

∗∗∗

Funeral Blues

Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crepe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood.
For nothing now can ever come to any good.

Wystan Hugh Auden

da “Tell Me the Truth About Love: Ten Poems”, Vintage and Faber paperback, 1994

La verità, vi prego, sull’amore – Wystan Hugh Auden

Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris, 1950

 

Dicono alcuni che amore è un bambino
            e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
            e alcuni che è un’assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
           che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
           non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami
   o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama
   o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un prugno
   o è lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli?
   La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
           in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
          a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
          cronache dei suicidi
e l’ho visto persino scribacchiato
          sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
   o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
   su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste è un finimondo?
   Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
   La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò
          lì non c’era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
          e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
          o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
          e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
   Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
   o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
   È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
   La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
   proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
   o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
   Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
   La verità, vi prego, sull’amore.

Wystan Hugh Auden

(Traduzione di Gilberto Forti)

da “W. H. Auden, La verità, vi prego, sull’amore”, Adelphi Edizioni, 1994

∗∗∗

O Tell Me The Truth About Love 

Some say love’s a little boy,
          And some say it’s a bird,
Some say it makes the world go round,
          Some say that’s absurd,
And when I asked the man next-door,
          Who looked as if he knew,
His wife got very cross indeed,
           And said it wouldn’t do.

Does it look like a pair of pyjamas,
   Or the ham in a temperance hotel?
Does its odour remind one of llamas,
   Or has it a comforting smell?
Is it prickly to touch as a hedge is,
   Or soft as eiderdown fluff?
Is it sharp or quite smooth at the edges?
   O tell me the truth about love.

Our history books refer to it
           In cryptic little notes,
It’s quite a common topic on
          The Transatlantic boats;
I’ve found the subject mentioned in
          Accounts of suicides,
And even seen it scribbled on
          The backs of railway guides.

Does it howl like a hungry Alsatian,
   Or boom like a military band?
Could one give a first-rate imitation
   On a saw or a Steinway Grand?
Is its singing at parties a riot?
   Does it only like Classical stuff?
Will it stop when one wants to be quiet?
   O tell me the truth about love.

I looked inside the summer-house;
          It wasn’t even there;
I tried the Thames at Maidenhead,
          And Brighton’s bracing air.
I don’t know what the blackbird sang,
          Or what the tulip said;
But it wasn’t in the chicken-run,
          Or underneath the bed.

Can it pull extraordinary faces?
   Is it usually sick on a swing?
Does it spend all its time at the races,
   or fiddling with pieces of string?
Has it views of its own about money?
   Does it think Patriotism enough?
Are its stories vulgar but funny?
   O tell me the truth about love.

When it comes, will it come without warning
   Just as I’m picking my nose?
Will it knock on my door in the morning,
   Or tread in the bus on my toes?
Will it come like a change in the weather?
   Will its greeting be courteous or rough?
Will it alter my life altogether?
   O tell me the truth about love.

Wystan Hugh Auden

da “Wystan Hugh Auden, Collected Poems”, Random House, 1976