«Sceglierei di non aver amato» – Daniele Piccini

Foto di Rui Veiga

 

Sceglierei di non aver amato
per non conoscere il peso dei giorni
lenti, fatti per nulla.
Dal vano delle porte
non appare il miracolo, nel mondo
nessuno mi pretende.
Ecco perché vorrei
non aver mai saputo
cosa cambia nella luce
quando c’è una ragione.
Prego all’ultimo istante
di aver fermato il braccio,
di esser tornato indietro…

Ma cosa conta dire questo o altro,
se tutto è stato scritto con il sangue.

Daniele Piccini

da “E fuori Marta”, in “Terra dei voti”, Crocetti Editore, 2003

Il brillío – Daniele Piccini

Foto di Jonas Hafner

 

Amore, vorrei averti amato
non ora, ma in quel tempo
quando solo, per l’unica volta,
si ama. La bellezza
allora è impervia, e insieme liscia
indifesa, terribile, soltanto
chi ne è parte non vede
la dura divinità di quel dono.
Senza riparo o rete
avrei voluto amarti
perdendo la nozione che separa
la tua impazienza dal campo di grano,
il mattino dall’anno, dalla vita.
Inseguo la tua immagine
una delle lune di allora, un fuoco
un principio imperioso,
cosa solo del buio, del mistero
di anni senza conto scorsi via.

Daniele Piccini

da “Terra dei voti”, Crocetti Editore, 2003

«Da dove continui a trapelare» – Daniele Piccini

Foto di Jonas Hafner

 

Da dove continui a trapelare,
dalle foglie tremanti
di un giugno oscuro,
macchie sempiterne di luce sui colli
durano un istante
e il giorno gira come un aquilone –
un lampo in volto quando l’aria è ferma
e guardi e non capisci
che comincia qualcosa
dove affonda la meraviglia buia
del respiro.

Daniele Piccini

da “Canzoniere scritto solo per amore”, Editoriale Jaca Book, 2005