Di nuovo le parole – Titos Patrikios

Titos Patrikios, foto di Danilo De Marco

 

Le parole si riversano a migliaia
dai dizionari appena li apri
come formiche nere, rosse, bianche
quando calpesti un formicaio.
Come trovare, come scegliere
in quell’affollamento di parole
l’unica che serve,
come salvarsi dalla moltitudine
delle altre che ti si appiccicano addosso
cercando di sopravvivere.
Ma sotto la lingua le parole impronunciate,
le solitarie, che non escono dalla bocca,
quelle ti rodono dentro
lasciando carcasse rinsecchite
di uomini che tentarono di parlare
quand’era ormai troppo tardi.
Finché posso
combinare anche solo due parole
esisto.

Titos Patrikios

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Il piacere della dilazione (1992)”, in “La resistenza dei fatti”, Crocetti Editore, 2007

∗∗∗

Ξανά οι λέξεις

Oι λέξεις μέσα απ’ τα λεξικά χιλιάδες
ξεχύνονται μόλις τ’ ανοίξεις
όπως μυρμήγκια μαύρα, κόκκινα, άσπρα
άμα πατήσεις μυρμηγκοφωλιά.
Πώς να βρεις, πώς να διαλέξεις
μέσα στο συμφυρμό των λέξεων
τη μοναδική που πρέπει,
πώς να γλιτώσεις απ’ τις άλλες
που κολλάνε πλήθος πάνω σου
γυρεύοντας να επιβιώσουν.
Όμως οι ανείπωτες λέξεις κάτω από τη γλώσσα
οι μοναχικές που δε βγαίνουν απ’ το στόμα
κι εκείνες σιγοτρώνε από μέσα
αφήνοντας κουφάρια φυραμένα
ανθρώπων που προσπάθησαν να μιλήσουν
όταν πια ήταν αργά.
Όσο μπορώ
έστω δυο λέξεις να συνδυάζω
υπάρχω.

Τίτος Πατρίϰιος

da “Η αντίσταση των γεγονότων”, Κέδρος, 2000 

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