Siedemnastoletni – Adam Zagajewski

Portrait of Franz Schubert, aged 17

 

Franz Schubert, siedemnastoletni,
siedemnastoletni wyrostek, pisze
muzykę do skargi Gretchen, rówieśnicy.
„Meine Ruh ist hin, mein Herz ist schwer”.
Wielki łowca talentów, śmierć, natychmiast
zwraca na niego życzliwą uwagę.
Wysyła zaproszenia, jedno po drugim.
Jedno. Po. Drugim. Schubert prosi o
wyrozumiałość, nie chce przychodzić
z pustymi rękami. Nie wypada mu odmówić.
W czternaście lat później odbywa się
jego pierwszy koncert po tamtej stronie.
Dlaczego jasność zabija. Czemu siła oślepia.
„Meine Ruh ist hin, mein Herz ist schwer”.

Adam Zagajewski

da “Jechać do Lwowa”, London: Aneks, 1985

∗∗∗

Diciassettenne

Franz Schubert, diciassettenne,
diciassettenne ragazzetto, scrive
la musica per un lamento a Gretchen, coetanea.
“Meine Ruh ist hin, mein Herz ist schwer”.
La gran cacciatrice di talenti, la morte, subito
gli rivolge benevola attenzione.
Manda inviti, uno dietro l’altro.
Uno. Dietro. L’altro. Schubert chiede
comprensione, non vuole arrivare
a mani vuote. È sconveniente rifiutare.
Quattordici anni dopo ha luogo
il suo primo concerto da quell’altra parte.
Perché il chiarore uccide. Perché la forza acceca.
Mein Ruth ist hin, mein Herz ist schwer”.

Adam Zagajewski

(Traduzione di Valeria Rosselli)

dalla rivista “Poesia”, Anno XVIII, Dicembre 2005, N. 200, Crocetti Editore

∗∗∗

Diciassettenne

Franz Schubert, un adolescente
di diciassette anni, scrive la musica
per il lamento di Gretchen, sua coetanea.
Meine Ruh ist hin, mein Hertz ist schwer.
Il grande cacciatore di talenti la morte, subito
gli riserva una benevola attenzione.
Manda inviti, uno dopo l’altro.
Uno. Dopo. L’altro. Schubert domanda
comprensione, non vuole presentarsi
a mani vuote. L’invito non si può declinare.
Quattordici anni dopo si tiene
il suo primo concerto sull’altra sponda.
Perché la limpidezza uccide? Perché la forza acceca?
Meine Ruh ist hin, mein Hertz ist schwer.

Adam Zagajewski 

(Traduzione di Krystyna Jaworska)

da “Dalla vita degli oggetti”, Poesie 1983-2005, Adelphi Edizioni, 2012

∗∗∗

Diciassettenne

Franz Schubert, diciassettenne,
diciassettenne ragazzotto, scrive
musica per il lamento di Gretchen, coetanea.
“Meine Ruh’ ist hin, mein Herz ist schwer.”
Il grande talent scout, la morte,
subito gli rivolge una benevola attenzione.
Manda inviti, uno dopo l’altro.
Uno. Dopo. L’altro. Schubert chiede
comprensione, non vuole arrivare
a mani vuote. Rifiutare non sta bene, e lui lo sa.
Quattordici anni dopo il suo primo concerto
dall’altra parte. Una domanda: perché
la chiarità uccide, perché la forza acceca?
“Meine Ruh’ ist hin, mein Herz ist schwer.”

Adam Zagajewski

(Traduzione di Marco Bruno)

da “Andare a Leopoli e altre poesie, 1885”, in “Guarire dal silenzio: Nuovi versi e poesie scelte”, “Lo Specchio” Mondadori, 2020

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