Elusione – Ghiannis Ritsos

Γιάννης Ρίτσος

 

Parlava. Parlava molto. Non tralasciava niente
senza che la sua voce lo soppesasse. Quante e quante notti in bianco
ad ascoltare i treni, le navi o le stelle,
a calcolare la materia e il colore di un suono,
a dare nomi a ombre e nubi. Ora,
quest’uomo cordiale e loquace sta in silenzio,
forse perché sul fondo ha intravisto i fanali spenti, e si rifiuta
di articolare la parola unica ed estrema: “nero”.

Ghiannis Ritsos

Karlòvasi, 7.VII.87

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “I negativi del silenzio”, 1987, in “Molto tardi nella notte”, Crocetti Editore, 2020

∗∗∗

Ἀποφυγή

Μιλοῦσε. Μιλοῦσε πολύ. Δέν ἄφηνε τίποτα
χωρίς νά τό ζυγίσει στή φωνή του. Πόσα ϰαί πόσα νυχτέρια
ν’ ἀϰούει τά τραῖνα, τά ϰαράβια ἤ τ’ ἄστρα,
νά λογαριάζει τήν ὕλη ϰαί τό χρῶμα ἑνός ἤχου,
νά δίνει ὀνόματα σέ σϰιές ϰαί σύννεφα. Τώρα,
αὐτός ὁ ἐγϰάρδιος ϰι ὁμιλητιϰός, σωπαίνει,
ἴσως γιατί στό βάθος διέϰρινε τά σβησμένα φανάρια, ϰι ἀρνεῖται
ν’ ἀρθρὡσει τή μοναδιϰή ϰι ἔσχατη λέξη « μ α ῦ ρ ο ».

Γιάννης Ρίτσος

Καρλόβασι, 7.VII.87

da “Τά άρνητιϰα τñς σιωπñς”, 1987, in “Ἀργά, πολύ ἀργά μέσα στή νύχτα”, Κέδρος, 1991

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