Teatro antico – Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

 

Quando, verso mezzogiorno, si trovò al centro del teatro antico,
lui, giovane greco, privo di sospetto, ma bello quanto quelli,
lanciò un grido (non d’ammirazione; l’ammirazione
non la provava affatto, e se anche l’avesse provata
non l’avrebbe certo manifestata), un grido semplice
forse per la gioia incontenibile della sua giovinezza
o per saggiare la sonorità del luogo. Di fronte,
al di sopra dei monti verticali, l’eco rispose –
quest’eco greca che non imita né ripete
ma semplicemente continua a un’altezza smisurata
l’eterno grido di evviva del ditirambo.

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

(da Testimonianze, Prima serie, 1963)

da “Il funambolo e la luna”, Crocetti Editore, 1984

∗∗∗

Ἀρχαῖο θέατρο

Ὅταν, ϰατ τό μεσημέρι, βρέθηϰε στό ϰέντρῦ τόῦ ἀρχαυίου θεάτρου,
νέος Ἕλληνας αὐτός, ἀνύποπτος, ὡστοσο ὡραῖος ὅπως ἐϰεῖνοι,
ἔβαλε μι ϰραυγή (ὅχι θαυμασμοῦ· τό θαυμασμό
δέν τόν ἔνιωσε διόλου, ϰι ἂν τόν ἔνιωθε
σίγουρα δέ θ τόν ἑϰδήλωνε), μι ἁπλή ϰραυγή
ἴσως ἀπ’ τήν ἀδάμαστη χαρ τῆς νεότηςτἀς του
ἢ γι ν δοϰιμάσει τήν ἡχητιϰή τοῦ χώρου. Ἀπέναντι,
πάνω ἀπ’ τ ϰάθετοι βουνά, ἡ ἠχώ ἀποϰρίθηϰε–
ἡ ἑλληνιϰή ἠχώ πού δέ μιμεῖται οὔτε ἐπαναλαμβάνει
μ συνεχίζει ἁπλῶς σ’ ἕνα ὕψος ἂπροσμέτρητο
τήν αἰώνια ἰαχή τοῦ διθυράμβυ.

Γιάννης Ρίτσος

Μαϱτυϱίες”, σειρά πρώτη, 1963

da “Ό σχοινοβάτης καί ή σελήνη”, 1982

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